settembre 11, 2014 | by Emilia Filocamo
«A 15 anni Castellitto mi disse: vai a Londra a studiare recitazione. Lo presi in parola». Maria Elena Infantino racconta la sua carriera

Il nome di Maria Elena Infantino, spunta squillante, vivace come un grillo, in una chat improvvisa, di cui è regista un amico comune, Max Bartoli. Maria Elena non è soltanto quel nome, è una ragazza giovanissima, piena di talento e piena di arte a cui non bastava l’Italia, nonostante il grande amore per il nostro Paese che traspare dalle sue parole, a cui non bastava essere solo una cantante per assecondare e celebrare il sangue di famiglia, una famiglia di cantanti appunto. Maria Elena voleva di più e poteva averlo. Così, con la sua voce ed il suo viso, Maria Elena è arrivata ad Hollywood, ha cantato per celebrare i Beatles, ha affiancato i più grandi divi di Hollywood, produce un “one woman show” tutto suo e strizza l’occhio al cinema con entusiasmo ed ottimismo. Senza dimenticare di un consiglio emblematico del suo amico Sergio Castellitto e quella prima volta allo Zecchino d’oro.

Sei figlia d’arte, ma questo non credo basti a far nascere la passione e, soprattutto, a trasformare la passione in carriera ed in una carriera di successo per una ragazza giovane come te. Quando esattamente hai capito che la musica ed il canto erano nel tuo sangue al di là di ogni influenza ereditaria o di Dna? «La Musica è sempre stata costante nella mia vita! E forse per questo motivo, il mondo dell’Opera è sempre stato “la mia normalità”. Sono cresciuta nei teatri del mondo e forse l’ho pure dato per scontato a volte, dato che a casa cantavamo tutti e di continuo! In verità non c’è stato un momento dove mi sono detta che avrei fatto la cantante.è successo in modo omogeneo e naturale seguendo il corso della vita. Ho sempre studiato per fare l’attrice e mai speso un giorno a studiare il canto. Gli scherzi della vita mi hanno mostrato un percorso diverso da quello che avevo immaginato e sono felice di averlo intrapreso. Ho la grande fortuna di avere una carriera a Hollywood come cantante e attrice».

Ci racconti la tua prima esibizione? Le emozioni della tua prima volta   ed in quale occasione è avvenuta? «La prima esibizione in assoluto e stata allo Zecchino d’oro, avevo 7 anni ma non ero nervosa. Ricordo che cantai sia in italiano che in inglese, eseguii la canzone “Mother’s day”, mi mancavano 2 denti, ero vestita da bambola e mi esibii con tanta convinzione, ricevendo in seguito il primo premio Nazionale».

Hai celebrato il 50 anniversario dei Beatles nell’ottobre del 2010, se non erro: come hai vissuto quell’evento così importante per tante generazioni di fan? «Era l’anno in quale avevo finito l’accademia come attrice, ed il mio primo grande contratto è stato cantare! Oltre tutto con Shirley Bassey! Da non credere! Ho presentato la mia interpretazione di “Do you Want to know a secret?”. Mio padre aveva cantato alla Royal Albert Hall, sullo stesso palcoscenico, 30 anni prima, sentivo la sua presenza mentre mi esibivo, e non riuscivo a credere di essere lì 30 anni dopo. Quella notte ho capito che potevo cantare davanti ad un pubblico di 5,250 persone senza problemi. Sono cresciuta come artista quella sera stessa. In seguito ho inciso un cd prodotto da mia madre, e da lì in poi ho iniziato la mia carriera anche come cantante».

Il consiglio che i tuoi genitori, cantanti lirici, ti hanno sempre dato? «Sii sempre fedele a te stessa! Vola in alto e non ti mischiare mai con i corvi! Il che, con il passare degli anni, l’esperienza e la mia natura battagliera, è maturato in: mai arrendersi e seguire le proprie passioni con dedizione, positività, sorriso e umiltà».

Hai anche realizzato uno show tutto tuo per celebrare tuo padre: quanto ti attraggono il mondo del cinema e della televisione. Ritieni che sia una sorta di sbocco naturale e necessario questo del mondo del cinema o soltanto una strada che hai battuto ed in cui non pensi di proseguire? Hai ambizioni da un punto di vista cinematografico e televisivo? «Sembrerà strano ma mi sono sempre considerata attrice piuttosto che cantante, come ti dicevo prima cantare per me è naturale, è il business di famiglia. Non ho mai pensato di diventare cantante, dato che la mia passione è sempre stata il cinema. All’età di 18 anni ho vinto il concorso, 5.000 candidati per 30 posti disponibili, per entrare nell’ Accademia d’Arte drammatica a Londra (ALRA, Academy of Live and Recorded Arts) per un training di 3 anni in recitazione, dove studiavamo Checkov, Tennessee Williams, e ovviamente Shakespeare. Il training consisteva di 9 ore al giorno fra educazione musicale, arti di combattimento (stage fight), danza, yoga, voce e ben altro. Sono stati 3 anni meravigliosi che mi hanno dato le basi per la vita. Attualmente sono coinvolta in progetti sia musicali che cinematografici. Ricordo che, quando avevo 15 anni, ad una cena di famiglia, il nostro amico Sergio Castellito mi disse: “Se hai la possibilità di andare a studiare recitazione a Londra, fallo”. L’ho preso in parola».

La canzone o l’aria per te più bella di tutti i tempi? «Carmen: “L’Amour” dovrebbe essere l’inno nazionale degli innamorati. Contiene la dose di passione con la quale vivo ogni giorno. “L’Amour est enfant de Boheme, il n’à jamais, jamais connu de lois”. L’Amore è figlio dei fiori, non ha mai e mai conoscerà nessuna legge».

Se non avessi fatto questo lavoro, se non fossi stata un’artista, saresti stata? «Non penso sia possibile essere qualcosa di diverso! La mia esistenza è basata nel mondo dell’arte, al di fuori di ciò temo che mi perderei. Paradossalmente se fossi diventata un avvocato, per la mia famiglia sarebbe stato uno shock. Da un paio di anni ho iniziato anche a produrre film e cortometraggi. Mi piace stare davanti alla telecamera e in palcoscenico, ma avere anche le redini in mano dietro le quinte non mi dispiace affatto».

Hai dei modelli, a parte la tua famiglia, a cui ti ispiri? «Il mio più grande idolo è da sempre Elvis Presley, sin dall’infanzia! La mia camera era letteralmente tappezzata con i suoi poster! Suppongo che sin da bambina ho sempre avuto un gusto Hollywoodiano. Ed ora che sono amica e collaboro con Mike Stoller, che ha composto le hits più note di Elvis come Jailhouse Rock, Hound Dog, Don’t be cruel, Loving you, per menzionarne alcune. Mi sento di vivere il vero sogno Americano. A Hollywood se vali, la gente di sostanza riconosce il tuo talento e ti aiuta! Sono fortunata che i grandi di Hollywood mi aiutano con amore ed ispirazione costante».

I tuoi progetti? «Con il regista Max Bartoli stiamo producendo il cortometraggio “The Secret of Joy” per i bambini che soffrono di cancro. Il meraviglioso cast include Doris Roberts, Sofia Milos e me stessa. E poi continuerò con il canto, dato che ho creato da ormai 2 anni il mio “one woman show” su Edith Piaf. Nel 2015 si celebrerà il Centenario dalla sua nascita, e sto organizzando il tour Europeo».

Se dovessi definire la tua vita fino ad ora, visto che sei giovanissima, e la tua carriera con un’opera o con un compositore quale sceglieresti e perché? «My life is a movie – La mia vita è un film. Ho avuto l’immensa fortuna di trasferirmi ad Hollywood e vivere il sogno Americano! Ogni mattina mi sveglio felice e piena di gratitudine, circondata da veri amici che m’ispirano ogni giorno e sostengono qualsiasi cosa io faccia! Niente è impossibile, basta volerlo veramente e crederci! Il mio soprannome da piccola era “Puccini” dato che all’età di 4 anni già sapevo tutte le sue opere a memoria. Penso proprio che l’Opera che mi descrive meglio sia La Bohème ed io sono Musetta».

A chi vuoi dire grazie oggi? «Alla mia meravigliosa mamma che è   fonte di forza e mi spinge sempre a dare il meglio di me stessa con classe e qualità. Ogni volta che la sento al telefono mi dice; “Vento nelle Ali”. Vorrei anche ringraziare i miei amici di Los Angeles che considero ormai come una famiglia molto unita, nella follia di questa città degli Angeli, e Max Bartoli per averci presentate e aver reso questa bella intervista possibile».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Leave a Reply

— required *

— required *

Ravellomagazine è una testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Lucia Serino - Registrazione del Tribunale di Salerno n°9 del 19 marzo 2014. Editing by Fondazione Ravello | p.iva C.F. 03918610654