dicembre 23, 2014 | by Mario Amodio
A Ravello i bambini imparano a suonare giocando. Al via “Musica e Gioco – I linguaggi che uniscono” laboratorio a cura di Pasquale Mirra e Danilo Mineo

A pochi verrebbe in mente di battere i piedi su una tavola di legno, soffiare in una canna di bambù o adornarsi con bracciali a sonagli per fare musica. Già, perché l’abitudine, in genere, è quella di ascoltare o suonare strumenti la cui complessità li rende utilizzabili soltanto da pochi esperti. Ma la musica si nasconde ovunque. E lo sa bene Pasquale Mirra, giovane e virtuoso vibrafonista e compositore di origini ravellesi, capace in questi anni di costruirsi uno straordinario successo proprio grazie a quella dote innata per la musica. Vibrafonista tra i più attivi del jazz Italiano ed Internazionale, Pasquale ha inciso numerosi dischi e vanta numerose collaborazioni con musicisti nazionali ed internazionali. E lui, che da bambino ha sempre maneggiato aggeggi che apparentemente facevano rumore prima di iniziare a suonare nella banda musicale del paese, ha pensato di dar vita a un singolare progetto dedicato proprio ai più piccini. Un’idea quella di Pasquale Mirra, sposata subito da Fondazione Ravello ed inserita nel festival di fine anno, che si rivolge ai bambini dai sei ai dieci anni e che il giovane vibrafonista realizzerà dal 30 dicembre al 6 gennaio insieme con Danilo Mineo. Il progetto ha riscosso un incredibile successo tanto che a partecipare al laboratorio “Musica e Gioco – I linguaggi che uniscono” saranno circa 80 bambini tra Ravello e Scala. Le attività dureranno 15 ore suddivise in cinque incontri di tre ore ciascuno. A conclusione dei laboratori i partecipanti svolgeranno una prova concerto dimostrativa. I cinque incontri si svolgeranno nei giorni 30 dicembre, 2, 3, 4 e 5 gennaio, dalle ore 9 alle ore 12 presso la Cappella di Villa Rufolo, mentre la Conduction avrà luogo il 6 gennaio, alle ore 12, presso l’Auditorium Oscar Niemeyer e sarà aperta al pubblico. Sviluppo ed integrazione dei bambini nel gruppo, valorizzazione dell’identità personale e delle diversità, miglioramento dell’integrazione sociale dei bambini provenienti da culture diverse, sensibilizzazione all’ascolto, sono le finalità del progetto in cui la musica diventa componente di un trattamento che, mentre è squisitamente educativo, appare anche terapeutico, in quanto stimola il bambino a liberarsi e a vivere la propria storia individuale a configurarsi come entità responsabile di talune azioni mimiche, gestuali, ritmiche, in definitiva a conoscersi meglio mediante la stimolazione che il suono, proposto nelle più diverse e varie eccezioni è capace di suscitare. “Ritmo e movimento”, “Gioco di voce” e “ritmo-movimento-animazione” sono i tre filoni lungo i quali si snoderà il progetto. Ma la componente più significativa appare quella della costruzione di strumenti musicali con materiale di riciclo. “Un barattolo di yogurt, il filo di una lenza, dei tappi, una scatola di biscotti possono diventare degli insospettabili veicoli per stimolare la fantasia, le capacità manuali, l’espressione musicale e ritmica dei bambini, oltre che un “pensiero ecologico” spiega Pasquale Mirra che si prepara così al suo primo laboratorio di musica nella sua città di origine. Infatti, oltre alle tecniche, alcune ore del laboratorio musicale saranno dedicate alla realizzazione di strumenti a percussione costruiti utilizzando materiale di riciclo messo a disposizione dagli esperti. Gli strumenti realizzati verranno poi utilizzati dai bambini nel concerto di fine laboratorio.

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