settembre 22, 2014 | by Emilia Filocamo
A tu per tu con l’attore Paolo Romano: dal teatro ad Incantesimo fino al successo di Un Posto al Sole

Una promessa è una promessa, così si dice. E le persone che sanno mantenerle credo debbano godere di una stima incondizionata. Al primo contatto virtuale con l’attore Paolo Romano, attore di fiction, da Incantesimo a Vento di Ponente fino a Papa Luciani, il Sorriso di Dio, non di cinema, avendo un curriculum ancora da infoltire con nuove esperienze, come lui stesso mi preciserà all’inizio dell’intervista, attore di teatro e particolarmente apprezzato nel ruolo di Eugenio Nicotera, nella soap napoletana Un posto al sole, appunto al primo contatto, Paolo Romano mi precisa che fa su e giù ed è in viaggio e che quindi temporeggerà un po’ per rispondere alle mie domande. Poi cita due giorni della settimana, lunedì o martedì e, con estrema precisione, proprio nel martedì prefissato, mi risponde. Iniziamo dunque a parlare di progetti, di amore per il cinema, di passioni e, ovviamente, come Un Posto al Sole suggerisce, di Sud e di Napoli.

Paolo, come nasce la tua passione per il cinema? «Per il cinema? Sicura? Credo che nasca da bambino un po’ come tutti. Però se guardi bene il mio curriculum io di cinema ne ho fatto davvero poco, purtroppo. Ho fatto molto più teatro e televisione. In 15 anni che vivo a Roma credo di aver fatto uno o due provini per il cinema. E’ una cerchia molto chiusa e io non ne faccio parte. Rimango un amante del cinema ma per ora più da spettatore che altro, chissà che un giorno. Ti posso dire però qual è il film che mi ha fatto accendere la lampadina e mi ha fatto capire che il mestiere dell’attore fosse follemente poetico al punto di innamorarsene: “Servo di scena” di Peter Yates. L’ho visto da bambino. Folgorante».

Hai recitato in film d’autore come Cuore Sacro o di denuncia come Bologna 2 Agosto: puoi descriverci queste due esperienze così diverse? «Ah, ma è la giornata delle domande difficili! Con Ozpetek non ho avuto un rapporto facile, quindi non ho grandi ricordi di quell’esperienza. Bologna due agosto è un bel film ma non era un grande ruolo. Visto che conosco e stimo il regista mi sono messo a disposizione per aggiungere un piccolo tassello ad una storia, già di per se complessa».

Come nasce la tua partecipazione ad un posto al sole e che impatto hai avuto con Napoli, con il sud insomma, visto che il tema del nostro Ravello Festival 2014 è appunto il sud? «Nel corso degli anni    sono stato chiamato più volte a fare dei provini per Un posto al sole, ma evidentemente non era il momento giusto. Poi, a distanza di qualche anno, si vede che hanno riguardato i provini registrati e hanno deciso di chiamarmi. Per quanto riguarda il mio rapporto con il sud, posso dirti che in parte anche io sono un po’ del sud, mia madre infatti è siciliana e ne sono fiero. Ma Napoli è ancora un’altra cosa, non è solo sud, è una citta magica, con una luce bellissima che ogni volta mi ri-accoglie e mi fa sentire a casa».

L’incontro che professionalmente ti ha cambiato la vita? «Quello che devo ancora fare? No, sono tanti davvero, magari non ti cambiano proprio la vita ma ti fanno prendere una direzione, mutano un po’ il tuo cammino.  Uno su tutti Bernardo Malacrida, il mio primo maestro di Como. Un esempio di professionalità e dedizione».

Qual è il tratto distintivo della tua recitazione? Se dovessi farti un complimento o trovarti un difetto, intendo tecnicamente, quali sarebbero? «Oh no, un complimento? Nessun complimento, sono molto severo con me stesso ma posso dire che sono un gran lavoratore, difficilmente mi stanco o mi annoio quando lavoro. Trovare un difetto è decisamente più facile. Vediamo, da dove comincio? Ecco, sicuramente sono teatrale nella mia recitazione, nel senso che tendo a fare tutto grande in modo che mi vedano anche nell’ultima fila della galleria, e questo in video non è un bene. Sono molto istintivo e quindi poco razionale, ho molta, forse troppa energia e non sempre riesco a gestire i silenzi senza far “niente”. Può bastare? Direi che c’è di che lavorare».

So che non è carino fare nomi o preferenze, ma c’è stato un giorno sul set più magico degli altri ed in cui l’atmosfera con il cast è stata particolarmente forte? «Intendi in Un posto al Sole o in generale? In Un posto al sole con Viola spesso riusciamo a creare delle belle atmosfere. Ricordo che l’addio tra di noi fu così straziante che la troupe ci fece un applauso. Ma ricordo anche “A new Day in old Sana’a”, un film che ho girato nello Yemen nel 2004. E’ stato decisamente il film con le atmosfere più magiche che io abbia mai girato. Ricordo in particolar modo un’alba, una scena in cima a un tetto, nella città vecchia con tutti i muezzin che chiamavano alla preghiera, eravamo come sospesi in una bolla, ci guardavamo ma nessuno parlava. Magia pura».

Avrai seguito sicuramente la 71esima mostra del Cinema di Venezia: fra gli italiani avevi una tua preferenza? «No purtroppo non ho avuto molto tempo di seguirla quest’anno. Mi incuriosisce molto il film di Costanzo e voglio vedere anche quello di Martone, pare che Elio Germano, tanto per cambiare, sia bravissimo! A Roma c’è sempre una rassegna sulla mostra del cinema, mi rifarò li».

I tuoi prossimi lavori, progetti? «Ovviamente Un posto al Sole, fino a che dura, e poi farò due spettacoli a teatro. Il primo sarà Sleuth (gli insospettabili) di Anthony Shaffer che ha visto tra gli interpreti attori del calibro di Laurence Olivier e Michael Caine, il secondo sarà Delitto perfetto, di Alfred Hitchcock. Sarò in scena da ottobre a gennaio, al Teatro Stabile del Giallo. Ah, ovviamente siete i benvenuti».

Il tuo rapporto con il teatro? Da addetto ai lavori il teatro fornisce davvero una marcia in più agli attori? «Non è detto sai, sicuramente ti garantisce più rigore e più predisposizione al lavoro, all’analisi del testo, ad esempio, ma ci sono attori istintivi che vengono dalla strada e non hanno mai studiato che sono dei portenti! Certo un buon regista e un viso che “buca” in video fanno la differenza, sul palco probabilmente non saprebbero da che parte girarsi».

A chi vuoi dire grazie oggi? «In verità non devo dire molti grazie, nel senso che nessuno mi ha mai fatto grossi favori, ma sicuramente Incantesimo ed Un posto al Sole mi hanno dato una bella visibilità ed una certa popolarità. Magari bastasse! La strada è ancora molto, molto lunga e tutta in salita».

Il tuo primo pensiero al mattino? «Datte da fa che c’hai 3 figlie, sono le 7.00, che ci fai ancora a letto?». 

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