giugno 13, 2015 | by Mario Amodio
Addio a Sandro Iadanza, voce nobile di Rai Isoradio

Sapere, è stato come un fulmine. Di quelli che squarciano il cielo nel mese delle ciliegie. La notizia del suo volo verso l’aldilà è arrivata soltanto ieri. In un meriggio in cui le nuvole non grondavano acqua sulle sinuosità della Costiera Amalfitana. Una terra che Sandro Iadanza, colto, sensibile e autorevole giornalista di Rai Isoradio, amava tanto. Ed a cui spesso ha dato dignità nei suoi approfondimenti radiofonici legati a quei luoghi d’incanto e di cultura del Bel Paese. E’ scomparso all’improvviso, nella sua casa romana il 24 aprile scorso. Ma solo ieri, in questo lembo di terra in cui mancava dall’estate di due anni fa, si è appreso ciò che nessuno avrebbe mai voluto apprendere. Una notizia che sconcerta e rabbrividisce. Perché Sandro Iadanza otre ad essere un intellettuale fine e raffinato, era soprattutto un amico di Ravello. E proprio alla Città della Musica e ai Mille anni di Magia, realizzati in Villa Rufolo attraverso il mapping, aveva dedicato uno dei sui ultimi focus radiofonici. Era il 22 aprile quando in un collegamento serale, Sandro intervistò il segretario generale di Fondazione Ravello, Secondo Amalfitano. Forse una delle sue ultime piacevoli e argute chiacchierate radiofoniche, tra un brano musicale e le informazioni di pubblica utilità sulla rete autostradale. Ad Isoradio dal 2008, Sandro era una delle voci più note ed apprezzate del canale radio della piattaforma Rai dove arriva nel 1993, a fianco di Oliviero Beha, Donatella Raffai, Enrica Bonaccorti, dopo un lungo impegno da direttore artistico della storica RTM di Frosinone, e da redattore al Maurizio Costanzo Show. Professionista attento, oltre che persona generosa e sensibile, Sandro Iadanza sapeva legare alle notizie di traffico e mobilità i suoi itinerari lungo le strade della penisola, le sue “cartoline” da città grandi e piccole, tutte raccontate con garbo e competenza, i suoi incontri, sempre stimolanti e coinvolgenti, con artisti, scrittori, cantanti. Una voce nobile che mancherà a tutti gli ascoltatori. Noi compresi. Così come ci mancherà la sua competenza, il suo garbo, la sua passione per il bello. E Ravello, con la sua storia, il suo Festival, per lui era il bello. Resta un rimpianto: non essere riusciti ad averlo ospite nella Città della Musica dove avrebbe voluto raccontare dal vivo il fascino e la suggestione di questi luoghi. Sandro è volato via, prima del tempo. Ha intrapreso un altro viaggio, smettendo quel ruolo di accompagnatore per il tramite della modulazione di frequenza. Una voce rassicurante che si è spenta per sempre, lasciando vivo però il ricordo in quanti lo hanno apprezzato per quella sua professionalità rigorosa e appassionata. Per la sua arte di raccontare e per quel suo impegno a promuovere un giornalismo culturale e non gridato. Buon viaggio, Sandro.

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