luglio 5, 2014 | by Mario Amodio
Addio alla Spaziani. Dodici anni fa ad Amalfi svelò il suo Quasimodo

Oh calcio, che pompi splendide energie certo da Dio destinate altrove…”. Amalfi, 18 giugno del 2002: sulla terrazza dell’albergo Cappuccini, Maria Luisa Spaziani interrompe l’intervista col giovane cronista de Il Mattino per chiosare su quelle urla che accompagnavano la gara in tv dell’Italia contro la Corea del Sud in quel disastroso mondiale giocato per la prima volta in Oriente.
Da lì si ebbe la percezione che la straordinaria interlocutrice, ultima compagna di Eugenio Montale, fosse un essere speciale. Per anni al centro di una rete di relazioni intellettuali che ha scavalcato anche i confini nazionali e che è andata da Ezra Pound a Ingeborg Bachmann, da Jorge Luis Borges a Pablo Picasso, la grande poetessa è scomparsa all’età di 91 anni nella sua casa romana. Proprio quando stava per aprirsi il Ninfeo di Villa Giulia per la finale del premio Strega.
Il ricordo della Spaziani riporta ad Amalfi, dodici anni fa, quando fu ospite dell’Azienda del Turismo di Amalfi per commemorare la figura di Salvatore Quasimodo nei cento anni dalla nascita. Un evento memorabile, quello pensato e realizzato da Giuseppe Liuccio (legato a doppio filo alla figura di Quasimodo), che in un mese portò in costiera il meglio della cultura mondiale: da Derek Walcott, “il negro rosso che ama il mare”, a Rita Levi Montalcini.A ricordare il grande poeta italiano, morto proprio ad Amalfi durante il suo ultimo soggiorno, ci fu anche la Spaziani, una delle poche donne di cultura che seppe cantare l’amore in presa diretta. Una prosa, la sua, fatta di fotogrammi indelebili resi vivi più dall’esuberanza della passione che dalla tristezza del ricordo. E non fu un azzardo, paragonare la sua poesia a un disegno a mano libera.
Già, perché anche se «pantografato, l’essere si espande», sottolineò la Spaziani in quel meriggio di giugno. Ad Amalfi presentò in quei giorni quella che all’epoca era sua ultima fatica letteraria: «La traversata dall’Oasi», una straordinaria raccolta di poesie pubblicata da Mondadori. «Non è stato un rapporto idilliaco quello tra me e Quasimodo – spiegò al giovane cronista de Il Mattino, Maria Luisa Spaziani, ultima donna peraltro dell’antagonista Montale – ma ricordo l’uomo e il poeta con simpatia e affetto. Proprio perché, quando scoppiò la storia tra me e Montale lui si arrabbiò tantissimo, dimenticando le nostre individualità. Ricordo che dovetti agire un po’ da Caterina da Siena cercando di attutire le spigolosità tra lo stesso Quasimodo, Montale e Ungaretti».
Di una cosa, circa quel periodo storico, Maria Luisa Spaziani ne era più che convinta: «Fu un errore all’epoca – rivelò la poetessa – non far quadrato intorno al Nobel di Quasimodo. Ci si lasciò andare in liti da cortile che non giovarono al grande salto della poesia italiana». Lucida, serena, ma soprattutto intrigante, Maria Luisa Spaziani in quegli attimi trascorsi dinanzi al panorama mozzafiato che si spalanca da Cappuccini, lasciò intravedere nei suoi occhi quella soddisfazione per aver gestito la sua vita con grande intensità.«Ci sono due categorie di uomini – aggiunse – Quelli che ricordano di essere stati fiori e che mantengono la capacità di amare o non amare. E quelli invece che sono diventati frutti, per aver reciso il loro rapporto col fiore badando più ai profitti e ai riconoscimenti pubblici».Lei aveva un segreto: del suo eterno fiore di gioventù. «Sfrondare l’essere umano dalle idee ricevute e cioè evitare l’argomento età. Solo così, gli anni non diventano pietre», rivelò prima di essere distolta dall’urlo del tifo dinanzi alla tv. E la sua replica alla «libido» del pallone fu tutta in versi: «…nulla in me si muove, calcio che pompi splendide energie certo da Dio destinate altrove…».

amalfi 2002 maria luisa spaziani con liuccio copia

Leave a Reply

— required *

— required *

Ravellomagazine è una testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Lucia Serino - Registrazione del Tribunale di Salerno n°9 del 19 marzo 2014. Editing by Fondazione Ravello | p.iva C.F. 03918610654