maggio 28, 2016 | by Nicola Mansi
Addio Maestro Al Ravello Festival l’ultima festa di compleanno / FOTO VIDEO

Quando se ne va un artista di questo calibro ogni ricordo, ogni parola sembra fuori luogo. Ma una cosa è fuori di dubbio, Giorgio Albertazzi è stato uno tra i più grandi personaggi del panorama teatrale e culturale del nostro tempo. Il fuoco dell’arte ha continuato ad ardere in lui senza sosta, senza pause. La Fondazione Ravello, la Città della Musica e tutti coloro che erano presenti sulle tribune di Villa Rufolo lo scorso 19 agosto, hanno avuto la fortuna non solo di godere di quel fuoco ma la gioia e il privilegio di condividere con un grande maestro il suo ultimo compleanno, come una famiglia, come una grande famiglia che si stringe attorno al suo decano, al suo saggio e inarrivabile nonno. Sul palco ovviamente. Alla fine di uno straordinario spettacolo, alla fine di viaggio poetico, alla fine di un incanto, di un incanto che solo l’arte e i grandi uomini sanno creare. Ciao maestro!

(20 agosto 2015 di Mario Amodio) “Ci vuole molto tempo per diventare giovani”. Giorgio Albertazzi rispolvera una perla di saggezza di Picasso per motivare come, alla sua veneranda età, si riesca ancora ad appassionare e trascinare il pubblico. Una chiosa, quella del maestro che è arrivata al termine dello spettacolo andato in scena ieri sera al Ravello Festival. E più in particolare dopo la festa a sorpresa riservatagli dallo staff della Fondazione in occasione dei suoi 92 anni.
Infatti, qualche minuto prima della mezzanotte, Mariangela D’Abbraccio, con cui l’attore ha portato in scena lo spettacolo “Borges/ Piazzolla”, ha intonato il “tanti auguri a te” coinvolgendo anche il pubblico del festival. Un fuori programma che ha colto di sorpresa il maestro, rimasto però imperturbabile nella sua rigida armatura di consolidato uomo di spettacolo. Sul palcoscenico a picco sul mare della Costiera Amalfitana alcuni componenti dello staff hanno portato una maxi torta realizzata dal maestro pasticciere Sal De Riso, con il numero a doppia cifra e una candelina.
È la candelina del secolo!” ha detto Albertazzi che ha poi ironizzato anche su un precedente contrattempo avuto in scena quando è stato sfortunato protagonista di una caduta. Per fortuna senza conseguenze. “Attenzione con lo champagne altrimenti ricado un’altra volta” ha poi commentato il maestro quando dalla magnum dell’azienda vinicola San Salvatore 1988 di Giungano, stappata sul palcoscenico, è fuoriuscito il classico fiume di bollicine. Albertazzi, che ha poi tagliato la torta preparatagli per l’occasione dalla Fondazione Ravello, ha atteso che gliene fosse servita una porzione.
C’è anche la cioccolata dentro? Ne vorrei una fetta” ha detto prima di accomodarsi al posto di uno degli musicisti per godersi l’inatteso momento di festa. Tutto questo sotto gli occhi del pubblico che, a più riprese, ha saluto il mastro con applausi scroscianti.
Una cosa mi manca: cantare – ha detto Albertazzi – Tutte le ho provate: a camminare a nuotare, anche a cadere come avete visto. Però prossimamente proverò questo, a cantare. E allora verrò qui con un repertorio di canzoncine. E voi direte: Albertazzi canta. O forse: meglio che non canti. Vi voglio bene e spero che non sia solo il bene che dà la vecchiaia perché, sapete cos’è, io sto lottando, sono un guerriero nato e lo avete visto stasera, però ho capito che ci vuole molto tempo per diventare giovani. Grazie amici, grazie, terrò molto caro questo luogo”.
A fare gli auguri al longevo Giorgio, a nome del pubblico e dell’intero staff, è stato il direttore artistico Stefano Valanzuolo: “Poiché la torta è molto grande e non vorremmo tenerla solo per noi invitiamo chi vorrà a condividere con un fetta questo momento di festa” ha detto rivolgendosi al pubblico che ha così partecipato al suggestivo fuori programma.
È buonissima, grazie, grazie” ha ripetuto più volte Albertazzi che poi ha svelato alcuni suoi trascorsi nella Città della Musica, mentre con garbo e in tutta tranquillità ha gustato la sua porzione di dolce. “Io ho un ricordo lontanissimo di questo luogo magico che è Ravello – ha raccontato il maestro – Ed è relativo a  un sopralluogo che venni a fare per un pezzo di cinema. C’era da ricostruire la fuga d’amore di Greta Garbo con Leopold Stokowsky. Un episodio che mi sembrava bellissimo: una grande star che viene in un posto come questo. Ricordo che rimasi incantato. Poi sono ritornato ma non ricordo cosa venni a fare. Forse una visita di passaggio”. Poi, i complimenti a Ravello e al suo Festival. “Questo luogo è entrato nel collettivo estetico delle persone – ha aggiunto Albertazzi – Complimenti davvero. Questo festival poi è un grande festival, organizzato molto bene”.

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(Foto: Pino Izzo – Riprese e Montaggio: Accademia delle Belle Arti di Napoli)

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Lo spettacolo al Ravello Festival 

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