gennaio 26, 2015 | by Emilia Filocamo
“Ai giovani interpreti di musica napoletana consiglio di dare più peso alle emozioni che vogliono trasmettere”. Il cantante Mario Landi racconta il suo amore per la tradizione partenopea

Mario Landi, noto cantante e cantautore casertano, è un entusiasta. Questa sua qualità, per nulla esibita, sforzata, artificiosa o calcolata, ma del tutto spontanea, genuina, come possono esserlo solo le cose realmente sentite, arriva agilmente e senza ostacoli già la prima volta in cui ci parliamo al telefono. Il cantante mi racconta soddisfatto del successo della trasmissione televisiva di cui è conduttore e protagonista, lo fa senza alcuna presunzione, pur consapevole della quantità di fan e richieste che, puntualmente, convergono all’appuntamento, ma solo con tanta energia e voglia di comunicare. Il nostro secondo contatto telefonico, quello che conterrà appunto l’intervista, è fissato per le dodici di un martedì mattina; quando lo raggiungo, mi racconta di aver appena incontrato e salutato un altro grande interprete della tradizione napoletana. Nei venti minuti successivi, Mario Landi, rispondendo alle mie domande, non farà altro che eviscerare tutto il suo amore per la musica, per Napoli e per tutto ciò che questo binomio ha creato di indimenticabile, in termini di arte e di poesia.

Mario, ci parli del tuo programma televisivo che sta riscuotendo grande successo? Certo. Tutto è iniziato l’anno scorso, su Ciao Tv: avevo un programma della durata di 30 minuti, il cui nome era infatti 30 minuti con Mario Landi. Dopo quell’esordio, è stato un susseguirsi di riscontri entusiastici e ci siamo resi conto che 30 minuti costituivano uno spazio troppo ridotto. Così il programma è  passato a 60 minuti con Mario Landi. Anche in quel caso, considerando tutte le richieste che arrivavano in trasmissione, ci si è resi conto che era necessario un ampliamento e quindi siamo arrivati da 60 a 90 minuti di trasmissione, in cui sono stato affiancato da un’altra artista, Mery Fabbricino. La trasmissione è diventata dunque Insieme con… Mario Landi e Mery Fabbricino. Il programma si articola, oltre che sulla musica, su una serie di ospiti importanti, ieri avevo Luciano Caldore in studio, lunedì 19 gennaio è stata la volta di Mauro Caputo e fra gli ospiti ho avuto anche l’onore di ricevere la poetessa Tina Piccolo.

Ci parli del tuo rapporto con la musica e di cosa significa per te? La musica è la mia vita: sono cantante e cantautore, ho scritto diverse cose, anche se, ormai, sono sostanzialmente un interprete e ho la fortuna di avere una schiera di autori di grande talento che scrivono per me. Anzi, proprio ieri sera sono stato contattato da un’autrice che, avendo scritto una canzone davvero bella, mi ha chiesto di ascoltarla e di interpretarla.

La canzone simbolo di Napoli, o la canzone della tradizione napoletana a cui sei maggiormente legato? È molto difficile scegliere, ce ne sono tantissime, la tradizione napoletana è paragonabile ad una madre che partorisce più figli, e per i quali nutre lo stesso amore incondizionato.  Sicuramente una delle più rappresentative è Napule è del grande Pino Daniele, ma come non includere Malafemmena o O sole mio. Ecco perché, anche quando tengo concerti fuori dall’Italia, come è accaduto ad esempio in Svizzera, mi piace puntare sul meglio della nostra tradizione.

Visto che lo hai nominato, un tuo ricordo del grande Pino Daniele? Perdendo Pino, abbiamo perso un emblema, un pilastro, ecco adesso Napoli è un palazzo in bilico, perché gli manca un pilastro importante. Quello che spero è che Napoli non lo dimentichi, che tutto il suo patrimonio, in termini culturali e di arte, non vada nel dimenticatoio. Ed è così per tutta la musica napoletana. Non a caso, sto lavorando ad un revival della grande tradizione napoletana, essendo un convinto sostenitore della necessità di perpetuarla. Come dicevo, il 19 gennaio ho avuto in studio ospite Mauro Caputo, ed il 26 si è tenuto un live di musica napoletana in cui ho cantato i capisaldi della nostra tradizione interpretati anche da grandi come Bocelli o Pavarotti.

Trasmissione a parte, i tuoi prossimi progetti? Sarò protagonista di due film di Enzo Sorrentino, regista con il quale ho già lavorato nel cortometraggio “La violenza ti segue”, in cui interpretavo un capitano dei carabinieri. I prossimi, uno sul tema dell’abbandono degli animali, l’altro sul razzismo, mi vedranno protagonista: con Sorrentino è nata subito una grande intesa, mi conosceva come interprete e ha deciso di mettermi alla prova anche come attore.

Sei mai stato al Ravello Festival? Conosco il Ravello Festival, ma non ho mai avuto l’onore di parteciparvi, anzi è una delle esperienze più importanti e belle che possano capitare ad un artista.

Il tuo augurio alla musica napoletana? Posso solo augurarle il meglio, è una delle cose più belle ed emozionanti che esistano, una cordata di sentimenti e di poesia senza tempo.

Che rapporto hai con i giovani interpreti di musica napoletana, e quale consiglio senti di dover dare forte della tua esperienza? Ti dirò che sono abbastanza critico su questo punto, per carità, ci sono tanti giovani interpreti di talento, ma troppo spesso ho l’impressione che, invece di convogliare un messaggio e delle emozioni, esibendosi, abbiano voglia solo di apparire, di fare leva sul lato estetico. Quello che dico è che fare il cantante non è fare il modello, bisogna veicolare le emozioni con la voce ed è questo che consiglio ai giovani interpreti di musica napoletana, di far vibrare le persone. Ancora adesso, quando devo scegliere una canzone da interpretare, non mi faccio guidare dalla razionalità, ma solo dall’istinto e dal cuore.

A questo punto ringrazio e saluto Mario Landi e lui, con l’ energia e l’entusiasmo che lo hanno accompagnato costantemente nei 20 minuti di intervista, mi invita a partecipare alla sua trasmissione. Felice dell’invito, declino, spiegandogli che “apparire” non è esattamente connaturale al mio modo di essere. Mario resta un attimo in silenzio e poi mi incalza con la promessa che, alla prossima messa in onda, racconterà ai suoi telespettatori di me, e di questa intervista.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Leave a Reply

— required *

— required *

Ravellomagazine è una testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Lucia Serino - Registrazione del Tribunale di Salerno n°9 del 19 marzo 2014. Editing by Fondazione Ravello | p.iva C.F. 03918610654