dicembre 20, 2015 | by Emilia Filocamo
Ai lettori di Ravello Mag il saluto della scanzonata Chiara di Zio Gianni, interpretata da Cristel Checca che si racconta a pochi giorni dall’inizio della seconda serie

Cristel Checca, durante la nostra intervista telefonica, mi ha comunicato senza difficoltà due immagini precise, nitide. La prima è stata quella di una ragazza, di un’artista capace di calarsi perfettamente nel ruolo, un ironico, irriverente, svampito, di una giovane attrice capace di sentirsi addosso la parte in un modo tale da “ingerirne” alcuni aspetti, alcune tendenze sebbene edulcorate dalla necessità di restare se stessa. Cristel Checca è la vegana, buffa e naif Chiara nella fortunata serie di Rai 2 Zio Gianni, una serie d’impatto, nuova, con un cast roboante che va dal protagonista principale, interpretato da Paolo Calabresi a Luca Di Capua, da Francesco Russo a Sabrina Paravicini, e nato dall’incontro fra Sidney Sibilia, trionfatore con il successo Smetto quando voglio e The Pills. Zio Gianni è fatto anche di Chiara, e da quella Chiara, come Cristel Checca racconterà, ha mutuato alcuni aspetti importanti. La seconda immagine che mi ha suggerito è quella di una vita sul set assolutamente familiare, condivisa, in cui il work in progress e l’aiuto reciproco sono stati elementi fondamentali e di successo della serie, convertitisi poi in un affiatamento che agli spettatori non è certo sfuggito.

Cristel, qual è secondo te il segreto del successo di questa serie? Sicuramente il linguaggio atipico rispetto a quello televisivo al quale siamo abituati; non è patinato, è assolutamente realistico ma con quella comicità esagerata e quella ironia che raccontano qualcosa di noi in una chiave diversa. Colpisce perché mette in luce una realtà in cui ci si può riconoscere: dalle difficoltà economiche alle avventure degli studenti fuori sede. Il linguaggio, poi, è giovane, fresco.

Puoi raccontare ai lettori il tuo rapporto con il cast e con un artista come Paolo Calabresi? Con Paolo si è subito creato un rapporto speciale nel senso che anche da un punto di vista attoriale c’è stata una crescita dei personaggi e nella seconda serie si vedrà a cui lui ha contribuito tantissimo. Il personaggio di Chiara è stato infatti delineato in corsa ed in questo sono state anche fondamentali le improvvisazioni di Paolo e le gag che venivano fuori spontaneamente. Daniele Grassetti, che con Sidney Sibilia firma la regia, ci ha lasciato grande libertà: spesso capitava che eravamo in camerino e ci venivano in mente delle battute, le riportavamo sul set e venivano utilizzate. Tutto ciò è servito moltissimo per la presentazione della nuova serie. Paolo poi è stato di una gentilezza unica: noi lavoravamo senza camerini, ad agosto, con un caldo micidiale, e ci ha ospitati tutti nel suo camerino, eravamo una grande famiglia. Ci sono stati momenti anche faticosi, specie quando in piena estate dovevamo girare con i cappotti ed i maglioni addosso.

Ho letto, ma non so se ciò corrisponda a verità, che dopo la serie sei diventata vegetariana: è corretto? Non sono diventata proprio vegetariana, diciamo che evito di mangiare la carne, dopo Chiara mi è venuto quasi spontaneo, è stata un po’ una conseguenza del mio personaggio, dal quale sono stata influenzata. Succede questa sorta di scambio ed è una cosa bellissima, specie quando interpreti un personaggio così diverso da te. Dopo Zio Gianni ho anche imparato ad essere molto più diretta con i miei coinquilini, prima avevo una certa ritrosia nel far pesare i miei pensieri, ero timida: adesso riesco ad impormi di più.

Tu sei una ballerina: quanto questo ti ha aiutata nel tuo lavoro di attrice? Sì, ho studiato danza per tanti anni ma non mi reputo una ballerina, per me una ballerina è chi si dedica alla danza totalmente. Ho frequentato per un periodo una compagnia professionista di hip hop e danzare mi è stato utile come sostegno alla recitazione, mi ha aiutato ad esempio quando ho fatto teatro fisico. Poi, con l’aiuto di Emanuela Panatta, ho lavorato sul corpo di Chiara, non che vi fossero particolari esigenze per il personaggio ma era utile anche per stare sul set. E quello che ho imparato nei miei anni di danza è servito poi nella puntata che vedrete di Bollywood in cui c’era una insegnante indiana di coreografia per la quale sono stata un valido aiuto.

Cosa ti aspetta, oltre all’inizio della seconda serie di Zio Gianni? A teatro si stanno muovendo diverse cose, con la regia di Gianni Spezzano abbiamo portato in scena Bambolina, di cui sono la protagonista femminile, e con Adriano Pantaleo, per ora solo a Napoli, ma a Gennaio contiamo di portarlo a Roma e di venderlo ad altri teatri. E poi dobbiamo finire un altro spettacolo, di cui ho anche curato la regia i primi 20 minuti sono stati presentati al Premio Scenario. Il titolo è “2001 Odissea sulla terra” un testo molto diverso da Bambolina e nel quale si viene a conoscenza di tutti i cambiamenti cominciati nel 2001 e che hanno portato alla situazione attuale, da quelli politici a quelli sociali.

Un’ultima domanda: come saluterebbe Chiara i lettori di Ravello Magazine? Ah di sicuro direbbe: “Pace, amore, e ricordate che l’importante non è l’arrivo ma la strada fatta per arrivare!”

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