novembre 23, 2015 | by Emilia Filocamo
Alissa Huzar protagonista di Amore Criminale ci racconta “All’ombra dell’anima”, spettacolo in anteprima il 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne

Ci sono alcune interviste che capitano come illuminazioni, come foriere di un incontro speciale e che non si poteva prevedere. Sono quelle in cui, oltre al classico mio grazie di chiusura per il tempo che mi è stato dedicato, si aggiunge anche una riconoscenza diversa, frutto e conseguenza di una sorta di “folgorazione” alla quale sono arrivata grazie alle parole del personaggio. Con Alissa Huzar, bellissima attrice e modella ucraina, è accaduto proprio questo: il mio grazie è risuonato diverse volte a chiusura della nostra telefonata e non era scontatamente retorico o di circostanza; era un modo per dirle che mi aveva arricchita, che mi aveva lasciato molto di più di quello che potevo immaginare ed in una maniera nuova, inaspettata. A cominciare da quel suo tono di voce pacato, quasi sussurrato, un messaggio di pace che si è diluito durante tutta la nostra chiacchierata.

Alissa, il 25 novembre è per te una data importantissima: l’anteprima del tuo spettacolo con una connotazione spiccatamente sociale. Puoi parlarcene? Lo spettacolo nasce come idea dopo la mia partecipazione ad “Amore Criminale” in cui ho interpretato una delle vittime. Sai, sono una persona che ha lasciato casa a 15 anni e che ha avuto la possibilità di visitare il mondo: questo è uno dei regali più grandi che la vita mi abbia fatto. Dunque sono una donna estremamente libera e per la quale la violenza non è altro che una limitazione della libertà ma soprattutto una violenza sul significato stesso di individuo ed individualità. Nello spettacolo si focalizza l’attenzione sulle cause che generano la violenza, la regia ed il testo sono di Daniele Zappalà e Giulia Scarpelli e lo spettacolo è stato sostenuto da Don Luigi Trappelli. È un invito anche a reagire perché ogni essere umano possa percorrere la propria strada in libertà. Sai, in questo momento particolare della mia vita sono in una fase di armonia, di sintonia fra realtà e spiritualità, in genere attraggo artisticamente situazioni che si ripropongono anche nella mia vita reale, e non la considero una coincidenza. Il succo dello spettacolo è che se l’anima non rispetta 4 principi fondamentali: Rispetto appunto, Onore, Dignità ed Amore, non si va da nessuna parte e si vive all’ombra dell’anima, con aggressività.

Amore Criminale è stato un lavoro complesso, in cui ho letto spesso si improvvisava: ci racconti questo aspetto? Di improvvisazione ce ne era tanta, non c’erano battute o testi e questo permetteva di esprimersi al meglio; devo dire che sono molto orgogliosa di questo ruolo drammatico per il quale ho ricevuto molti complimenti. Ho interpretato non solo la violenza fisica, ma soprattutto quella psicologica, facendo un grande lavoro dentro me stessa.

Hai mai sperimentato, se non direttamente, anche con una persona a te cara o vicina, episodi di violenza fisica o psicologica? Credo ci si scontri con questo tipo di problemi tutti i giorni. Basta guardarsi intorno con un po’ di sensibilità e la violenza si vede ovunque: contro gli adulti, contro i bambini, contro le donne. Lo slogan per tutti dovrebbe essere “tratta il tuo prossimo come te stesso” così da incrociare gli altri solo per uno scambio di energia, di positività.

Provieni dal mondo della moda: la tua bellezza quanto ti ha aiutata e quanto invece ti ha ostacolata perché hai dovuto dimostrare di saper fare di più e di non essere solo un bel corpo?  Devo ammettere che all’inizio ero molto impaurita  e quasi non volevo ammettere che avevo fatto moda, sai c’è tanta discriminazione su questo argomento. Adesso non me ne importa proprio più nulla, io non sono una bella statuina, un pregiudizio sono una persona, una donna. E poi la moda mi ha dato tanto, mi ha permesso di girare e di confrontarmi con persone differenti, è stata il mio Actors Studio, mi ha dato la possibilità di entrare in contatto con gli altri. Hai presente quella scena di Titanic in cui Leonardo Di Caprio a tavola a cena con i ricchi dice “oggi sono con tanta bella gente, domani magari sarò nuovamente sotto un ponte”, ecco quella è un po’ la mia filosofia di vita. La vita mi offre delle caramelle, dolci o amare, tocca a me scegliere. Ci sono tanti precedenti che vengono dalla moda e hanno fatto strada, penso a Kasia Smutniak, a Charlize Theron che è il mio mito, a Sienna Miller alle mie connazionali Milla Jovovich o Olga Kurylenko. La moda ti dà personalità ed immaginazione, anche fare un servizio fotografico, vuol dire interpretare, non solo sorridere per realizzare uno scatto perfetto o indossare un bel vestito.

Cosa ti aspetta oltre al teatro? Ho iniziato le riprese del “Commissario Santangelo”, una esperienza straordinaria e di grande professionalità. E la prossima settimana interpreterò una giornalista nel nuovo film di Paolo Sorrentino, “The Young Pope”. Come ti dicevo prima, la mia vita artistica spesso, e non a caso, coincide con quelle reale: grazie a Don Luigi Trappelli ho potuto intraprendere un cammino che unisce il mio lavoro a queste mie esigenze spirituali: Don Luigi da due anni ha formato una troupe di teatro spirituale e ha selezionato solo attori in cui ha individuato una componente “spirituale” e fra questi ci sono tanti grandi nomi dello spettacolo. Sono convinta che l’importante sia comunicare: anche da un teatro piccolo, di periferia, può arrivare il mio urlo di artista. Don Luigi Trappelli sostiene che l’umanità ha bisogno di bellezza, in sintonia in fondo con quello che è il messaggio del Papa.

Conosci il Ravello Festival? Vuoi provare a suggerire il prossimo tema? Penso alla bellezza intesa come essenza intima delle cose, anzi all’essenza come bellezza e alla bellezza come essenza. È da lì che parte tutto.

Io ed Alissa ci salutiamo accordandoci per un servizio fotografico esclusivo di cui mi invierà alcuni scatti e che accompagnerà questa sua intervista per Ravello Magazine ma il suo “miracolo” non  è finito.  “Sai – mi dice – “il mondo dello spettacolo non è poi così frivolo come appare, molti artisti sono vicini ad un percorso interiore importante. Io ad esempio adesso sono sul mio terrazzo e dico grazie per ciò che vedo, dal cielo ai fiori, sono tutti segni e messaggi di quello che è il miracolo della vita”. E a questo punto credo che anche la nostra chiacchierata non sia stata una coincidenza, ma un regalo, uno di quei segni di cui parlavamo e che oggi era diretto proprio al mio indirizzo.

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