marzo 27, 2015 | by Emilia Filocamo
Beppe Convertini: “Da bambino amavo guardare in tv Corrado, Baudo, Vianello e Costanzo, così mi sono appassionato alla conduzione”. Storia breve di un artista del sud

Il tempo possiede a mio avviso due comportamenti: a volte rincorre, incalza, lo si avverte respirarci implacabile dietro la schiena, come un gong a forma di segugio, oppure, quando decide di spogliarsi di questa veste e sceglie di allearsi con noi, lascia che le cose arrivino nel momento giusto, che impieghino appunto “il tempo” necessario per prendere forma, districarsi dalla folla di istanti, accadimenti, imprevisti, problemi, speranze ed attese. Questa riflessione arriva spontanea mentre scrivo l’intervista all’attore e conduttore Beppe Convertini, attore di teatro, da Il passerotto a Il Colpo della strega, solo per citare due titoli, attore di cinema con Belle al Bar, il Fidanzato Ideale e di  tv, con la conduzione di Estate sul 2 e la presenza in Vivere o Avvocati. L’intervista a Convertini si è infatti estesa in un periodo piuttosto lungo che non è stato minimamente forzato, ma che facendo leva proprio su una sorta di “decantazione”, ha trovato modo di comporsi e di inserirsi compiutamente nel concetto con cui l’ho introdotta, quello di tempo opportuno. Parliamo di bellezza, innegabile la sua, che di primo acchito non mette a tacere il talento, ma lo abbraccia e lo amplifica, parliamo del suo sud e del sud che ci accomuna, fatto di tradizioni e solarità, di sapori e di odori che rimandano ai ricordi, di amore per la famiglia, per sua madre, di responsabilità, come uomo e come artista. E anche di sogni e di tutto quello che una passione, autentica, può realizzare seppure fra mille difficoltà.

Beppe, quanto la bellezza  ti ha aiutato e quanto, invece, ti ha ostacolato? La bellezza ha avuto un ruolo positivo nella mia vita ma, allo stesso tempo, dover dimostrare di esser qualcosa oltre la bellezza è stato sicuramente complicato. Troppi luoghi comuni aleggiano ancora nella nostra società.

Da uomo del Sud, cosa ti porti dentro di tipicamente meridionale e, soprattutto, cosa ti piace del sud e cosa vorresti cambiare? Sono nato a Martina Franca, una bellissima città barocca pugliese ricca di storia, arte e nota per il festival della Valle d’Itria, fiore all’occhiello di Martina, che attira i melomani di tutto il mondo. Sicuramente il sangue caliente e la solarità sono due elementi del sud radicati in me. Amo profondamente la mia terra di cui mi piace tutto: odori, colori, sapori unici al mondo.

Cosa ti piace di quello che vedi in tv oggi e cosa proprio non sopporti? La tv di oggi è peggiorata tanto rispetto a quella dei grandi Mina, Corrado, Alberto Lupo, Loretta Goggi e via discorrendo. Mi piacciono le inchieste di Report, qualche Tg, alcune belle fiction italiane, Linea notte e Striscia la notizia.

La tua carriera è fatta di cinema, tv, teatro: cosa ti ha dato ognuna di queste esperienze e quali sono state le difficoltà che hai riscontrato? Tutte mi hanno fatto crescere umanamente oltre che professionalmente. È una continua sfida con se stessi ed un grande stimolo creativo misurarsi in diversi ambiti.

Hai mai pensato di mollare tutto? La vita di un artista credo sia fatta anche di ripensamenti o dubbi, tu ne hai avuti? Credo che sia inevitabile soprattutto nei momenti bui ma l’amore per il mio lavoro mi da la forza per superare tutte le avversità.

Qualche si che avresti dovuto dire e qualche no che, ugualmente, avresti dovuto pronunciare?  Sono orfano di padre sin da bambino, dunque le mie scelte sono sempre state orientate dal dovermi occupare della mia famiglia.

La persona a cui hai dedicato il tuo primo successo lavorativo? Mia madre, la persona più importante della mia vita!

Prossimi lavori, progetti? Lavoro a Rai Radio2 nel programma “Che ci faccio qui?” ed interpreterò Franco nella terza serie di “Le tre rose di Eva”, in onda su Canale 5 da venerdì 20 marzo.

Conosci il Ravello Festival, mi hai detto. Trattandosi di un evento fatto prevalentemente di musica, vorrei sapere quale genere di musica ascolti nei momenti liberi? Il Ravello Festival è molto interessante ed è una prestigiosa realtà internazionale. Ascolto dalla classica, lirica alla leggera. Amo i Queen, i Coldplay, I Negroamaro, Mina, Adele, ma amo anche ascoltare Mozart e Verdi.

L’esperienza da conduttore è sempre stata un tuo sogno o è arrivata casualmente? E cosa ti piace di più della conduzione? Sin da bambino mi appassionava seguire Corrado, Costanzo, Vianello, Baudo in tv, studiavo il loro modo di interagire con gli ospiti e con il pubblico. Del  condurre ciò che mi affascina è proprio il contatto con il pubblico e la spontaneità e l’eleganza con le quali si possono raccontare e far raccontare le storie, anche le più difficili o particolari.

Chi è Beppe Convertini fuori dal lavoro: passioni, hobby, cose che proprio non tolleri? Il mio hobby preferito è andare a cavallo a contatto con la natura e viaggiare alla scoperta di nuovi itinerari della nostra splendida penisola. Ci vorrebbero più vite per conoscere una parte dell’incredibile patrimonio artistico, culturale e paesaggistico della  nostra Italia. Adoro andare al cinema, a teatro e alle mostre. Non tollero il razzismo in ogni sua forma, la disonestà e l’invidia.

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