maggio 17, 2015 | by Nicola Mansi
Ciao Luiz amico visionario di Ravello e del suo Festival

L’album dei ricordi di Ravello e del Ravello Festival è ormai un volume imponente pieno zeppo di storie. Persone, fatti, luoghi si intrecciano in maniera così intima che quando uno dei protagonisti scompare non si può che essere tristi. La tristezza però viene alleviata dall’orgoglio di poter vantare conoscenze e amicizie così illustri. Lo scorso 10 maggio a salutarci è stato Luiz Henrique da Silveira, un uomo che ha speso 45 anni della sua vita per la sua terra ed il suo popolo. Un brasiliano visionario, prima sindaco di Joinville, poi governatore dello stato di Santa Catarina, da ultimo senatore. Un uomo con un sogno, unire avversari ed oppositori in un progetto comune per lanciare lo stato industriale ed agricolo di Santa Catarina verso il postindustriale, soprattutto attraverso la cultura.Nel giugno 2004, coerente con la sua idea, venne a Ravello per accompagnare, nella loro prima esperienza all’estero, 27 giovani ballerini della suola brasiliana del Teatro Bolshoi. I ragazzi, oltre ad esibirsi in Villa Rufolo all’interno del cartellone del Festival, passarono a Ravello un’intera settimana ospiti di famiglie ravellesi e, forse inconsapevolmente, posarono la prima pietra di quello che sarebbe poi diventato un legame indissolubile, legame che l’allora governatore volle sancire con l’intitolazione a Ravello del Palazzo della Cultura della sua città. A quella cerimonia partecipò Secondo Amalfitano, all’epoca sindaco di Ravello accolto ed ospitato nel palazzo del governatore con gli onori di un Capo di Stato, che oggi sulla sua pagina facebook scrive: “Grazie per quello che mi hai dato, come uomo, come governatore, come amico di Ravello. Ti abbraccio oggi come allora”. Un pensiero commosso che però diventa di orgoglio quando, scorrendo le pagine del guestbook che raccoglie i pensieri degli artisti e delle personalità ospiti della Fondazione Ravello, proprio nelle prime pagine, si legge “In questa istituzione prima si pensa, dopo si pensa; prima si sogna, dopo si sogna; prima si crea, dopo si crea lavorando molto per un futuro di pace e sviluppo”. La data è quella del 28 giugno 2004, il giorno dopo l’evento che vide sul palco del Belvedere di Villa Rufolo i 27 angeli del Bolshoi, la firma quella dell’amico visionario di Ravello, Luiz Henrique da Silveira, governatore dello Stato di Santa Caterina. Durante il volo di rientro in Brasile, il governatore, con gli occhi ed il cuore ancora pieni ed inebriati dal soggiorno ravellese, buttò giù di getto una poesia che regalò all’allora Sindaco Secondo Amalfitano e che riproponiamo integralmente senza commenti. Oggi la Fondazione Ravello può solo dire ancora “Grazie Luiz Henrique per l’affetto dimostrato verso di noi e verso Ravello tutta, ma grazie di più per la tua testimonianza di vita e di impegno civico che terremo sempre davanti agli occhi affinché sia faro delle nostre azioni, come tu lo sei stato per il tuo Brasile che, oramai, anche grazie a te, è anche un poco della Fondazione, della città di Ravello e dei Ravellesi tutti”.

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