gennaio 5, 2015 | by Mario Amodio
Ciao Pino! IL CONCERTO A RAVELLO / INTERVISTA / VIDEO E FOTO

Abbiamo atteso sperando che questo risveglio fosse solo la continuazione di un brutto sogno. Abbiamo atteso quello straccio di ufficialità, mesta, come l’alba di questo 5 di gennaio. Abbiamo atteso perché i sentimenti ce l’hanno imposto. Perché non è il rincorrere la cronaca il nostro modo di stare al mondo. Un mondo che oggi è più povero. E con esso una terra, la Campania, che oggi è orfana di uno dei suoi uomini più illustri. Piange Napoli, che perde quel figlio capace di cantarne i colori, le ansie le paure. E anche i chiaroscuro di Pino Daniele, infondo, erano arcobaleni che abbracciavano la sua città. Se n’è andato nel silenzio della notte Pino. Se n’è andato a riflettori spenti, come dopo la fine di un concerto, lasciando il vuoto negli animi di chi è cresciuto con le sue canzoni ma consegnando come testamento ai posteri un bagaglio carico di parole e di immarcescibili melodie. Anche per Ravello è un giorno triste. Perché sei mesi fa il grande Pino calcò il palcoscenico di Villa Rufolo per ripercorrere in chiave acustica il meglio della sua produzione musicale. Quello di Pino Daniele al Ravello Festival non fu un semplice concerto. Ma un evento d’eccezione sul quale furono puntati, in poco più di un’ora ininterrotta di musica live, centinaia di smartphone e tablet. E non  poteva esserci espressione artistica migliore di Pino Daniele per interpretare quel concetto di Sud che è stato il filo conduttore del Ravello Festival 2014. E il concerto, presentato nel corso della principale rassegna della Campania avrebbe dovuto segnare anche l’inizio di un nuovo percorso musicale del cantautore napoletano. Unplugged, infatti, nacque proprio per Ravello e dalla Città della Musica Pino Daniele confidò l’inizio di un nuovo corso. L’intenzione era quella di solcare proprio il segmento dell’acustico. Un esperimento mai fatto prima di calcare il palcoscenico a picco sul mare della Costiera. “Ringrazio l’organizzazione per avermi invitato – disse Daniele nell’intervista rilasciata all’ufficio stampa del Ravello Festival – Il Festival di Ravello è un palcoscenico prestigioso per ogni artista e poi c’è uno scenario straordinario. Ravello è la parte bella del nostro Sud. Certo ne abbiamo tante di bellezze e troppo spesso si vedono sempre cose brutte. Suonare in posti come questo è fondamentale per una formazione unplugged. L’acustico è una dimensione che non avevo ancora totalmente sperimentato. È un concerto molto latino e spero che la gente apprezzeràOgni tanto è importante secondo me fermarsi e vedere cosa e successo nella tua vita. Per quanto mi riguarda, nella mia vita artistica e quindi valorizzare anche certe cose che possono aiutare ad andare avanti nel futuro. Dall’anfiteatro stracolmo di Villa Rufolo, puntellato di lucine degli schermi fu un susseguirsi di emozioni, già dalle prime note che l’uomo in blues iniziò a diffondere dal geometrico palco a picco sul mare. Accompagnato dal solo pianoforte, contrabbasso, chitarra e batteria, Pino Daniele incantò. E l’incanto si trasformò subito in fotogrammi indelebili. Migliaia di immagini fecero il giro del mondo trasferendo all’esterno l’effetto della magia di Ravello e la qualità della sua programmazione culturale. Da oggi quella notte memorabile è un ricordo. Triste. Ciao Pino.

INTERVISTA 

PILLOLE DEL CONCERTO

LE IMMAGINI DEL CONCERTO 

PER LE FOTO DEL CONCERTO CLICCA QUI  (foto Pino Izzo)

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