maggio 31, 2014 | by redazione
Cicelyn al confronto preferisce l’invettiva e le falsità!

1di Secondo Amalfitano* Esimio Sig. Cicelyn,

non ho il privilegio e l’onore di avere i suoi recapiti, tuttavia vorrei procurarmi il piacere di averla mio ospite a Ravello per poter colmare lacune spaventose in merito alla sua conoscenza della Fondazione Ravello, del Ravello Festival, dell’Auditorium Oscar Niemeyer, della storia recente e passata di Ravello e di tanti personaggi che vi hanno operato. Pertanto le rivolgo un “invito aperto” e pubblico.
Ammetto le nostre colpe sulla deficiente e scarsa informazione e comunicazione di tutto quanto sia storia e atti della Fondazione Ravello, soprattutto nei suoi confronti. Mi dia l’opportunità di rimediare e accetti di trascorrere una giornata nella meravigliosa Ravello, che resta tale nonostante il suo pensiero su alcuni protagonisti che vi operano. Se vuole e se condivide l’idea, organizzerò in occasione della sua visita un momento di pubblico dibattito e confronto su tutto quanto da lei ultimamente argomentato ex cathedra, e nel corso dello stesso avrò modo di dimostrarle, tra l’altro, che il Presidente Caldoro con l’elezione di Renato Brunetta a Presidente della Fondazione Ravello c’entra quasi come i famosi cavoli a merenda.
Sono sicuro che più che il mio invito, la sua sete di verità, il suo amore per la cultura, il suo nobile animo la indurranno a comunicarmi al più presto l’ora e il giorno della sua visita a Ravello.
Con immutata stima.

Secondo Amalfitano
Segretario generale della Fondazione Ravello
e Sedicente (in ottima compagnia) padre dell’Auditorium Oscar Niemeyer .

Il nostro, anzichè rispondere all’invito, ha preferito rivolgere altre invettive, senza resistere alla tentazione di scivolare sui personalismi di bassa lega. Ha chiuso e chiosato la sua ennesima replica con un melanconico: “ho operato una sintesi giornalistica accettabile?” No caro Cicelyn hai operato una sintesi da scolaretto copione, e, in quanto tale, hai copiato male. Sei un ignorante totale sulla Fondazione Ravello, sulla sua storia, sul suo statuto, e sui suoi componenti. Lo scrivo senza mezzi termini e ti ripeto: quando vorrai lumi e vorrai crescere culturalmente, devi solo accettare il mio invito e venire ad un confronto pubblico, o se preferisci invitarmi tu ad un confronto pubblico, senza trincerarti dietro una stampa compiacente che, riservandoti il privilegio dell’ultima parola, ti consente solo di aggiungere stupidaggini a bassezze. Non è una sfida a singolar tenzone, è solo voglia di verità e voglia di non mortificare la cultura campana con le sue eccellenze svilendola a botteguccia di parti e partiti. Erano giochi d’altri tempi quegli stessi giochi che hanno zavorrato per anni istituzioni e intuizioni geniali, compreso il Madre e la Fondazione Donnareggina.
Non tacerò mai, non avrò mai paura di nomi importanti e di testate compiacenti. Urlerò la verità sempre e comunque, anche in modo sguaiato e da tribunette di pochi lettori. Ma la notte dormirò sonni tranquilli come faccio da una vita io e la mia coscienza.
Saluto con mutata stima.

*Segretario Generale della Fondazione Ravello

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