maggio 28, 2015 | by Emilia Filocamo
“Con Radio Aretino ho voluto creare opportunità di lavoro e dare una possibilità nuova per raccontarsi al pubblico”. A tu per tu con il direttore Donato Di Palma, imprenditore sui generis

Donato Di Palma, direttore  di Radio Aretino, non è una persona comune. Assolutamente. Non lo è per quello che fa, per come sa farlo e per il modo che ha di coinvolgere le persone, di avvicinarle, di comunicare. Di estendere, amplificare, mediare il proprio messaggio, la volontà di fare qualcosa di grande, ma con semplicità, con umiltà. E di aiutare. È la sua filosofia ad essere originale e vincente: utilizzare una radio per incontrare ovviamente tramite un’apposita rubrica i vip, dai cantanti alle soubrette agli attori, una sorta di confessionale FM, in cui ciascuno può parlare, dirsi e dire di se stesso agli altri. Una radio, appunto Radio Aretino nata soltanto un anno fa, una piccola struttura che Donato Di Palma ha preferito non ampliare per poter garantire un lavoro a tutti i collaboratori, ed un lavoro giustamente e puntualmente retribuito. Persona insolita Donato Di Palma ma generosa, effervescente, vivace nei suoi scatti che lo ritraggono accanto a nomi noti del mondo del cinema o della tv, accanto al primo cittadino di un comune toscano, così come ad un politico. Una strana, pregevole dote la sua, quella di raggiungere le persone e di lasciare che si aprano e si raccontino.

Donato, ci racconti esattamente come è nata l’esperienza di Radio Aretino e con quale finalità?  Ho creato tutto partendo dal web, ovviamente con persone che già facevano questo lavoro. Da lì, un anno fa, è nata una sede a Firenze con 20 collaboratori che lavorano stabilmente con me. È un modo per far conoscere i vip sotto un altro aspetto, che non sia soltanto quello giornalistico magari condito di gossip e curiosità, e per riportare all’attenzione anche dei personaggi, dei vip, che sono stati un po’ accantonati. Le interviste sono in diretta e c’è la possibilità di condividerle e  riascoltarle grazie ai social network. Tengo a precisare che la nostra sede con un ufficio realizzato anche con l’aiuto di sponsor e finanziamenti, sarà interessata da un lavoro di restyling ed ingrandimento ma questo non è stato il mio primo obiettivo. Il mio primo scopo, infatti, era quello di poter dare lavoro attraverso la radio e garantire sicurezza. Oggi Radio Aretino è una realtà che mette in comunicazione, in osmosi, gli artisti e la gente comune ed è alla portata del popolo.

La tua passione per la radio ha origini lontane o è nata successivamente? Io ho origini pugliesi, sono laureato in giurisprudenza e ho un dottorato in economia industriale, la vita e l’amore mi hanno portato in Toscana. Sono una persona semplice ma che ha visto molti amici imprenditori essere inghiottiti dai debiti, sfiorare il baratro della disperazione. Questo mi ha motivato ancora di più, mi ha spinto a realizzare qualcosa di certo.

I tuoi progetti, cosa prevedi per la tua radio? L’obiettivo adesso è di ingrandire la struttura. E poi di continuare ad avere grandi ospiti, partecipazioni importanti, recentemente abbiamo avuto modo di ospitare l’avvocato Taormina e vari vip, da Beppe Braida a Francesca Cipriani. Quello che amo del mio lavoro è che i personaggi noti riescono a manifestarsi in un modo diverso da quello che magari appare sui giornali.

Ecco, a tal proposito, c’è stato qualche vip che ti ha colpito particolarmente? Non so una giornata in radio che ti è rimasta nel cuore? Ma sai, tutte le persone contattate fino ad ora, mi hanno dato un po’ di loro. Si sono lasciati andare, hanno rivelato progetti, disillusioni, cose che magari non si sapevano. Mi hanno aperto il cuore e credo che questa sia la soddisfazione più grande. Forse una delle cose più toccanti, degli incontri più belli, è stato quello con Massimiliano Cavallari dei Fichi d’India, un momento commovente, dopo l’ammalarsi del compagno di scena. Erano compagni non solo sul palcoscenico, ma nella vita di tutti i giorni, erano grandi amici. Ecco, questa forse è una giornata che mi porto nel cuore.

L’intervista con Donato Di Palma si chiude qui. Non credo me ne vorrà se, sottolineando la sua grande generosità, rivelerò che si è proposto come prezioso trait d’union fra me e i numerosi vip che ha avuto la gioia e l’onore di intervistare in radio. Il mio metodo sarà sicuramente diverso, ma l’augurio è che possa ottenere gli stessi risultati di Donato Di Palma ed arrivare al cuore degli artisti, magari cavandogli via qualche segreto innocente.

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