gennaio 12, 2015 | by redazione
“Con Rodolfo Laganà sono diventato compositore a domicilio” Andrea Tosi si racconta alla vigilia del debutto di Evolushow di Enrico Brignano

La musica è ovunque, indistintamente: è radice, seme, ouverture o chiusura, introduzione o titolo di coda; la musica non ha ostacoli, qualsiasi possa essere il materiale, pelle, lingua, regione, religione, intolleranza, di cui questi ostacoli sono composti. Universale, potente, compagna fedele, capace di tutto con quel suo insinuarsi e raccontare, rimandare alla mente, ricordare, sottolineare, suggerire, perfino tradurre, con quel suo modo di farsi immagine e talvolta ancora più concreta dell’immagine stessa. Una creatura divina che mette carne ed ossa all’improvviso, bastano un pentagramma, un’intuizione, un’atmosfera. È la musica, il sottofondo, e credo questo sia il termine più adatto fra i tanti che avrei potuto utilizzare, di questa intervista al compositore Andrea Tosi, un artista che mi ha piacevolmente sorpresa per la gentilezza estrema, il garbo e la disponibilità con cui ha prestato attenzione e tempo alle mie domande, proprio nel mezzo di uno spettacolo andato in scena fino al 22 dicembre scorso e di cui è stato protagonista l’attore Rodolfo Laganà. Andrea Tosi mi ha raccontato di se, del suo mondo fatto di musica, di collaborazioni importanti, dal 1994 con Garinei e Giovannini al Sistina, e tra le sue tanti produzioni vanno ricordati Scugnizzi, Rugantino, Alleluja brava gente, Aggiungi Un posto a tavola, Un paio d’ali. Assistente musicale nella registrazione del cd live On such a night di Sting e consulente musicale dello spot Illy Caffè con la regia di Francis Ford Coppola ed adesso in scena con tre spettacoli, fra i quali il prossimo di Enrico Brignano, Evolushow.

Andrea, ci racconti cosa è andato in scena fino al 22 Dicembre, ci parli del tuo spettacolo con Rodolfo Laganà? Rodolfo, dopo quasi 5 anni di assenza dalle scene, è tornato con questo nuovo spettacolo in cui si racconta e ironizza con il pubblico sul tempo che passa. È una divertente e surreale analisi sulle varie tappe dell’età. Creare le canzoni su misura con lui e con il suo autore Gianni Quinto è stata un’esperienza molto divertente. Un aneddoto simpatico: ogni volta che abbiamo creato e arrangiato una canzone o una musica ho trasferito il mio studio musicale a casa sua e Rodolfo mi ha ribattezzato “Compositore a domicilio”.

Quali sono le difficoltà che incontra chi compone musica per il teatro o per la tv e soprattutto, quali sono gli elementi che ti ispirano e guidano durante una composizione? L’unica vera e reale difficoltà siamo noi stessi. Se riusciamo ad avere un progetto, a perseverare e a mettere tutto il nostro intento in quello che vogliamo, prima o poi riusciremo a realizzare i nostri traguardi. Quando scrivo una musica o una canzone, prima mi documento sulla sua destinazione, per cosa serve, chi la interpreta (se canzone), il genere, il luogo (teatro o discografia) poi mi lascio guidare dalle sensazioni che ho avuto sentendo l’argomento trattato e comincio a suonare liberamente il pianoforte, cercando l’idea giusta.

Chi è Andrea Tosi in poche righe? E come nasce la sua passione per la musica? La passione per la musica è nata con me. Fin da piccolo amavo improvvisare melodie al pianoforte e la musica mi ha accompagnato anche attraverso il canto di mia nonna. Ho sempre amato tradurre le mie emozioni in melodie, ascoltare le note che ci sono nella voce delle persone o ascoltare i suoni che crea la natura. A volte li ho anche registrati e li ho inseriti nelle mie composizioni. È stato dunque naturale per me trasformare questa passione nel mio lavoro. Non potrei pensare di fare altro!

C’è un lavoro al quale sei maggiormente affezionato? Devo dire che ogni lavoro è stato importante per me. Ognuno è stato una tappa della mia vita ed è legato a emozioni e persone con le quali ho interagito; con ognuno mi sono messo alla prova, sperimentando magari un nuovo genere nel quale non mi ero ancora cimentato.

Se, per assurdo, potessi parlare a un grande compositore del passato, chi sceglieresti, perché e cosa gli diresti? Voglio risponderti raccontandoti a cosa sto lavorando adesso. Un produttore di Milano si è fatto questa domanda: “Se Ludwig Van Beethoven vivesse nella nostra epoca e avesse a disposizione una chitarra elettrica, come arrangerebbe “Il chiaro di luna?” Mi sono dunque trovato a studiare e analizzare questa meravigliosa composizione per poterla arrangiare per orchestra e chitarra elettrica. Mi sarebbe piaciuto potermi confrontare con lui o quantomeno… fargliela sentire!

Cosa auguri al teatro italiano vista la situazione attuale? Il teatro è il luogo dove finora ho lavorato di più e lo ritengo un grande strumento per comunicare emozioni sempre diverse. Quando ti siedi e si spegne la luce, si crea una grande “magia” capace di parlare direttamente alla parte emozionale di ognuno di noi e penso che questo non potrà mai finire… nonostante tutto.

I tuoi prossimi progetti? Il 27 gennaio 2015 arriverà al teatro Sistina “Evolushow” di Enrico Brignano, un divertentissimo spettacolo sulla storia dell’evoluzione dell’uomo del quale ho composto musiche e arrangiamenti. È stato molto bello lavorare con lui e diversi brani sono nati in scena durante l’allestimento. Enrico è una persona con la quale si lavora molto bene, è molto preciso e segue personalmente tutti gli aspetti dello spettacolo.

Nel tempo libero, che genere di musica ascolti? Io vivo di musica e mi piace ascoltarla tutta. Sono sempre molto curioso e interessato a scoprire l’evoluzione della musica in tutti i suoi aspetti.

Lo spettacolo di cui ti sarebbe piaciuto curare le musiche e che resta un po’ il tuo sogno nel cassetto? Al momento, fortunatamente, non ho “sogni nel cassetto” ma solo tanti “sogni per il futuro”!

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