marzo 17, 2015 | by Emilia Filocamo
“Da bambina sognavo di uscire con le Tartarughe Ninja e di mangiare la pizza con loro: trovarmi sul set di Teenage Mutant Ninja Turtles è stato un sogno che diventava realtà”. In esclusiva a Ravello Magazine la bellissima attrice Minae Noji

David Zimmerman è un attore americano: fin qui ci siamo ed è un dato incontrovertibile e piuttosto noto. Ma è anche un uomo di grande generosità che, non a caso, ha fatto da prezioso, indispensabile trait d’union per questa intervista esclusiva. Grazie a lui, le mie parole hanno raggiunto una giovane, bellissima attrice di successo e protagonista del nuovo film Teenage Mutant Ninja Turtles: Minae Noji. L’intervista, devo ammetterlo, non è stata semplice. E, attenzione, non per mancanza di disponibilità o tempo dell’attrice, anzi, Minae è stata entusiasta fin dal primo istante di poter essere intervistata da un magazine italiano, amando tantissimo l’Italia e custodendo il sogno di voler lavorare qui: piuttosto la comunicazione fra noi è stata resa difficile da un’influenza di stagione che ha colpito la bella attrice, ritardando i tempi di risposta. Sarò spietata, ma è un dato confortante questo, e non perché volevo che Minae si ammalasse, ovviamente, ma soltanto perché “l’inciampo” mortale del malanno di stagione, l’ha fatta improvvisamente apparire ai miei occhi se non proprio come una comune mortale, quantomeno più vicina ed, ahimè, assimilabile agli intoppi e agli accadimenti delle umane vicende.

Minae, la prima domanda che voglio farti e che credo ti abbiano fatto chissà già quanti, è di raccontare ai lettori di Ravello Magazine, la tua esperienza sul set di un film di successo,  Teenage Mutant Ninja. Sin da bambina ero una fan delle Tartarughe Ninja e, quindi, trovarmi nel cast di un film del genere è stato praticamente un sogno divenuto realtà. Ogni giorno sul set era eccitante, emozionante. Tutti quanti avevamo la sensazione di lavorare a qualcosa di unico e speciale e forse proprio per questo si è creata un’atmosfera familiare e piacevole. In particolar modo mi è piaciuto tanto vedere il legame fra i quattro attori che interpretano le tartarughe e cioè  Alan Ritchson, Jeremy Howard, Noel Fisher e Peter Ploszek. Il cameratismo e l’amore che vedevo sullo schermo è assolutamente autentico.

È la prima volta che sei nel cast di un film di fantasia e che emozioni ti ha dato questa possibilità? Si, questa è stata assolutamente la prima volta in cui ho lavorato in un film computerizzato e dai grandi effetti speciali, è un’esperienza assolutamente unica lavorare con attori che hanno puntini tutti sparsi sul loro volto, che indossano strani aggeggi sulla testa e calzamaglie, avevo difficoltà ad immaginare come sarebbero apparsi una volta che sarebbe intervenuto il computer. Ma quando poi alla fine ho visto il film sul grande schermo, beh, il risultato è stato mozzafiato. Le Tartarughe e Splinter erano incredibili e Shredder metteva davvero soggezione, non lo faresti mai innervosire un tipo così!

Come e perché sei diventata un’attrice? Era il tuo sogno da bambina? Ho iniziato a studiare danza a 3 anni, ad 11 canto e poi di lì ho cominciato a recitare. Mi sono sempre considerata una buona narratrice e quando ero bambina, immaginavo la mia vita come un film. Così, cercavo di rendere speciale ogni istante della mia vita, in modo che chi mi era intorno non corresse il rischio di annoiarsi, questo mi ha permesso di avere un’infanzia davvero divertente e colorata. A questo punto immagino tu possa intuire che sono un’attrice da sempre, insomma che lo sono stata per tutta la mia vita!

La persona che hai incontrato e che ti ha cambiato la vita? Mi risulta davvero difficile pensare ad una sola persona in particolare, ne ho incontrate diverse che mi hanno ispirato, sono convinta che gli insegnamenti e l’ispirazione vengano centellinati durante la vita in più occasioni e sotto varie forme. Possono essere veicoli di questi insegnamenti lo straniero che incontri sul treno, l’animale che ti attraversa la strada all’improvviso, perfino il tronco d’albero su cui ti riposi durante l’estate. Bisogna essere aperti e predisposti a recepire questi segnali, il mondo intorno è pieno di messaggi che possono cambiarci la vita.

Il giorno più bello sul set? Quello che ricordi con maggiore affetto? Quando ho mosso i primi passi sul set di Teenage Mutant Ninja Turtles, mi è sembrato di entrare in Paradiso. Mi sembrava di sentire perfino gli angeli che cantavano! Si, lo so che questo suona un po’ eccessivo, quasi drammatico, ma è stata davvero un’esperienza magica. Quando ero bambina immaginavo di andare fuori con le Tartarughe Ninja, di vedere la loro casa  e di mangiare la pizza con loro, perfino  di andare in giro sullo skateboard e vedere che tutto ciò si stava materializzando davanti ai miei occhi sul set, mi ha dato una gioia immensa. È qualcosa che non dimenticherò mai più.

Cosa pensi del cinema italiano e hai mai recitato o pensato di recitare in un film italiano? Uno dei miei film italiani preferiti è Nuovo Cinema Paradiso. Ho recitato in un film, Bitch Slap, in italiano Le Superdotate, che è stato appunto doppiato in italiano ed è stato divertente e strano rivedersi e riascoltarsi in italiano. Non ho mai recitato in un film italiano e questo resta un sogno, sarebbe magnifico. A proposito… gli uomini italiani sono così carini!

Cosa ti aspetta dopo il successo di Teenage Mutant Ninja Turtles? Recentemente ho scritto, diretto e interpretato una commedia intitolata Love Midori, la storia di una single incallita che è la peggior nemica di se stessa e che, sotto consiglio di uno psichiatra, si butta nella torbida esperienza degli Speed Date, gli appuntamenti  per trovare l’ anima gemella. Potete guardare qui il video: https://www.youtube.com/watch?v=3RPWJ3Pz4Q8. E poi sono nella puntata pilota di un progetto che sarà in produzione il prossimo mese e per il quale sono molto emozionata.

Se non fossi diventata un’attrice, oggi saresti? Vengo da una famiglia di pittori, quindi sono sempre stata circondata dall’arte. Mi piace molto lavorare con le mani e creare le cose dal nulla, quindi chissà, magari sarei stata una sorta di scultrice per il cinema e per la tv, i miei giorni sarebbero stati riempiti da mostri ed alieni ed altre creature strane. Oppure, per quanto possa suonare strano, sarei diventata una guida turistica in un Acquario. Adoro la vita marina e quindi sarebbe stato davvero divertente tenere un microfono e raccontare ai turisti delle varie forme di vita esistenti nel mare. Magari lo farò quando mi ritirerò come attrice, riesco già a vedermi con una borsa intorno alla vita, una visiera sulla testa ed un microfono mentre dico: “Ecco, alla mia sinistra potete ammirare un Plecostomus, è un mangiatore di alghe, un nottambulo e non mangia schifezze”.

Il nostro magazine è legato al Ravello Festival, una grande kermesse dedicata alla musica, e non solo. Che genere di musica ti piace ascoltare nel tempo libero e quali sono i tuoi hobby? Beh, ascolto diversi tipi di musica, dipende dai momenti e dal mio stato d’animo: ascolto i Beatles quando faccio le pulizie, l’opera mentre dipingo, il rap mentre mi trucco, Michael Jackson se ho voglia di ballare. Quando non sono sul set mi piace suonare i tamburi taiko, fare escursioni in montagna, curare il mio blog, “Anche i ratti hanno dei sentimenti” e guardare Family Feud Bloopers su Youtube. Si, lo ammetto, sono una nerd!

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Leave a Reply

— required *

— required *

Ravellomagazine è una testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Lucia Serino - Registrazione del Tribunale di Salerno n°9 del 19 marzo 2014. Editing by Fondazione Ravello | p.iva C.F. 03918610654