dicembre 22, 2015 | by Emilia Filocamo
Da oltreoceano Naomi Grossman, protagonista del successo televisivo American Horror Story di Ryan Murphy

Oltreoceano c’erano i sogni di una bambina, ma di una bambina che non era come le altre. Penso a questo mentre scrivo di Naomi Grossman, l’attrice che interpreta Pepper in uno dei più grandi successi televisivi degli ultimi anni, American Horror Story. Una consapevolezza, la sua, che esula probabilmente da ogni logica; il futuro, da bambini, si ipotizza contornato da mille possibilità, più o meno astruse, più o meno fantasiose e condite di quella sana, genuina meraviglia che ha l’infanzia. Invece Naomi sapeva perfettamente, ha sempre saputo di voler diventare un’attrice e lo confermano non solo la sua ostinazione, che senza talento sarebbe stata improduttiva, ma innanzitutto il suo non aver mai pensato ad un piano B, ad un’altra, accomodante, rassicurante possibilità. E quello che mi ha colpito maggiormente è stato il suo affermare che avrebbe continuato a fare questo mestiere fino al giorno in cui non si sarebbe più divertita e, toccato quel fondo, avrebbe comunque cercato ancora il  modo per ricominciare a  divertirsi. Come d’altronde fanno tutti i bambini nel momento più spontaneo e creativo, appunto quando giocano. 

Naomi cosa significa per te far parte di un successo come American Horror Story e come ha cambiato la tua vita e la tua carriera? Significa aver ricevuto un grande riconoscimento per il mio lavoro. È qualcosa di cui sono estremamente orgogliosa, avrebbero potuto scegliere chiunque altro, e hanno scelto me! Per questo sono davvero tanto riconoscente. Ha cambiato la mia vita in mille modi, innanzitutto per avermi rimesso in gioco, per aver fatto risorgere una carriera che altrimenti sarebbe stata morta e senza possibilità di ripresa. Adesso sono in gioco, non che non lo fossi anche prima, ma sono stata riconosciuta a livello mondiale come un’autentica giocatrice.

Secondo te qual è la formula magica per il successo di American Horror Story? Ryan Murphy: lui è un genio, innanzitutto, con una visione assolutamente cristallina. E non solo, si circonda di altre persone geniali con delle specializzazioni eccezionali, che possono contribuire a realizzare la sua visione. È un team di lavoro unico.

Cosa ti piace del tuo personaggio in American Horror Story, di Pepper e cosa, invece, detesti di lei? Non potrei mai odiare qualcosa di Pepper, qualcuno potrebbe obiettarmi magari le ore interminabili che devo spendere al trucco, ma, per come la vedo io, non potrei mai essere Pepper senza tutto quel trucco. Quindi non puoi amarla senza questo aspetto. Lo so, può sembrare una frase retorica, ma io adoro tutto di lei. Adoro le opportunità che mi ha dato, la libertà creativa con cui posso interpretarla, amo individuare tutti i suoi lati più complessi ed il messaggio di cui è portatrice. Pepper è amore allo stato puro. Non riusciremmo a trovare un personaggio migliore di lei.

Parlando di trucco, quante ore ti servono per trasformarti in Pepper? Dalle due ore e mezza alle tre ore.

Ma qual era il sogno di Naomi da bambina? Ho sempre sognato di essere parte del cast di Saturday Night Live. Mi sono sempre vista in chiave comica, ho sempre sentito questa sorta di investitura. Volevo una carriera come quella di Carroll Burnett o di Tracy Ullman, con un mio show personale, con tutti i miei sketch. O essere come Lily Tomlin, che ci fa ridere e piangere nel suo incredibile one woman show. E infatti proprio lei mi ha ispirato per il mio show, anzi due in verità. E penso che non sia troppo tardi per arrivare al Saturday Night Live, sebbene a questo punto, penso solo da ospite.

Ci puoi parlare dei tuoi prossimi progetti? Questo inverno girerò una zombedy, ossia una commedia zomby che dovrebbe essere divertente e buffa. Non vedo l’ora di unire i miei due generi preferiti in assoluto, commedia ed horror.

Se non fossi riuscita a diventare un’attrice, oggi saresti? Tanto tempo fa ho capito che volevo diventare un’attrice. Non mi importava sapere se avessi avuto successo o meno. Credo che sia qualcosa che hai dentro le ossa. Se è abbastanza avviluppato, non puoi togliertelo da dosso. Ad un certo punto ho anche provato a cambiare strada, ma non vedevo altro per me. Non mi ero data una seconda possibilità, un piano B. Il mio obiettivo era di fare questo mestiere fino al giorno in cui non mi sarei più divertita, e quando ciò sarebbe accaduto avrei dovuto cercare il modo per divertirmi ancora. E l’ho fatto mantenendo viva la mia creatività, scrivendo e facendo le scelte giuste che mi potevano dare altre opportunità. 

C’è qualcuno che oggi senti di dover ringraziare? Ancora una volta Ryan Murphy, oltre a tutte le altre grandi menti dietro American Horror Story. E poi Tod Borwning con il suo film del 1933 Freaks per aver dato l’ispirazione. Pepper, la microcefala Pepper, era  il classico personaggio che con il giusto lavoro poteva farmi venir fuori come attrice, mi ha cambiato la vita, e non potrei mai esserle grata di più.

Pepper come saluterebbe i lettori di Ravello Magazine? A Pepper piace scherzare con tutti e i lettori di Ravello Magazine non fanno eccezione!

Naomi, vuoi provare a suggerire il tema del prossimo Ravello Festival? Oh, non potrei mai, voi conoscete il vostro pubblico e i vostri desideri, siete molto più bravi di me nel farlo!

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