dicembre 31, 2015 | by Emilia Filocamo
“Da Ravello il mare sembra tanto più vicino” Francesco Procopio ci racconta il set di Effetti In…desiderati e i suoi prossimi progetti televisivi e non

C’erano tre possibilità, tre impegni che attendevano al varco l’attore Francesco Procopio nel momento in cui l’ho raggiunto al telefono: una lettura, una ricarica ed un’intervista. E proprio mentre sceglieva come impiegare i suoi minuti è arrivata, puntuale, la mia telefonata, facilitando la scelta. Di questa intervista partita con il piede di una chiacchierata informale, la prima impressione, splendida, che ho avuto, è stata di non essere a disagio, pur trattandosi di un grande artista, ma di interloquire con una persona generosa in talento ed in disponibilità. Il tutto poi si è completato con il racconto della sua permanenza fra Ravello e Scala, della sua amicizia con l’attore Giovanni Esposito, ormai ravellese di adozione e di un pranzo fatto in una casa del posto durante le riprese del film di Siani Si accettano miracoli.

Francesco, ci racconti come è stato lavorare al film di Claudio Insegno e se c’è stata qualche difficoltà nell’interpretazione del tuo ruolo? Ad esserti sincero nessuna difficoltà, l’unica difficoltà è che forse questo film meritava più possibilità in termini economici per distribuzione e montaggio. Detto questo, ci siamo divertiti tantissimo: lavorare con Gallo ed Izzo che sono talenti estremi, oltre che grandi amici, è stato ispirante e poi Claudio Insegno è un regista con il quale si collabora da tempo, ha fatto ben 8 regie per Biagio Izzo. Quando hai la fortuna e l’occasione di lavorare con amici e con professionisti che stimi, allora sei libero, ti senti libero. Certo, per evitare poi che si vada oltre certi limiti, sono necessarie la presenza e l’attenzione del regista per contenerti negli argini, per tenerti le “briglie”.

L’improvvisazione è stata una delle costanti del film: credi sia stato un valore aggiunto? Sulla scorta del nostro essere napoletani, e dunque geneticamente portati all’improvvisazione, era una conseguenza quasi scontata. La libertà che Claudio ci ha lasciato, come ti dicevo prima, ha permesso di creare scene divertenti.

Un pregio ed un difetto di Claudio Insegno?  Diciamo che quasi coincidono: il suo modo di girare è sicuramente positivo perché, consentendoti autonomia, ti offre una grande gamma di possibilità espressive e ti assicura il divertimento professionale, questo sia al cinema che al teatro. L’aspetto forse negativo è che il divertimento deve arrivare fino ad un certo punto, noi attori vorremmo sempre divertirci a 360 gradi ma non è possibile, a volte forse siamo andati oltre e questo potrebbe aver creato qualche piccola, impercettibile sbavatura nel girato, qualche superficialità.

Dopo questo film, cosa ti aspetta? Per il secondo anno sono in tournee con l’Amico del Cuore di Vincenzo Salemme, sempre accanto a Biagio Izzo e poi accanto ad Alessandro Preziosi e con la regia di Alberto Negrin sarò su Rai1 in ‘Tango per la libertà’, tutto girato a Torino: l’uscita era prevista per novembre, ma credo slitterà a gennaio 2016. Inoltre sono nel cast della fiction ‘L’Allieva’, realizzata da Luca Ribuoli sempre per Rai1 e con Alessandra Mastronardi come protagonista. Vedremo poi cosa arriverà dopo la fine della mia tournee, fra aprile e maggio.

Il consiglio, professionale e di vita, che dai più spesso a te stesso? Il consiglio che mi ripeto spesso è di autenticità nella recitazione, di essere vero, anche se, troppo spesso mi piace caricare. È come il fumatore che dice sempre che smetterà di fumare. Nella vita il consiglio che mi do più spesso è di essere ottimista, di guardarmi indietro: noi attori spesso ci lamentiamo perché guardiamo sempre avanti, ma basta voltarci un istante dietro per capire quanto siamo stati fortunati.

Francesco Procopio ed il Ravello Festival: sei mai stato a Ravello e una tua proposta di tema conduttore per l’edizione del prossimo anno? A Ravello ci sono passato, sono stato a Scala a girare ‘Si accettano miracoli’ di Alessandro Siani e ho avuto modo anche di girare al Fiordo di Furore, e di conoscere persone del posto grazie al mio amico ed attore Giovanni Esposito: ricordo che mi ha portato a pranzo a casa di gente del posto, persone straordinarie e di un’accoglienza unica. Ecco, pensando ai giorni trascorsi a Scala, quando guardavo Ravello dalla mia finestra e al mare che era tutto intorno suggerirei come tema ‘La Profondità’. Sai, sembra un paradosso, ma il mare lo senti più vicino se sei in alto, è allora che ne hai la percezione esatta, nel silenzio e non quando sei a livello, quando puoi toccarlo. Da Ravello la sensazione è quella, che sia vicinissimo.

E mi sembra di poter immaginare Francesco Procopio fra le nostre vie in quei giorni di riprese, ad un passo da Ravello: sono stati giorni di cielo intenso, blu, e di mare calmo. Dei colori meravigliosi con i quali questa Costa affronta garbatamente tutte le stagioni.

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