agosto 11, 2016 | by Nicola Mansi
Da Tokio a Ravello, quando la musica guarisce l’anima

Alcuni incontri, apparentemente casuali, riescono a regalare storie incredibili. Questa è una storia estiva, un incontro come ce ne sono tanti ai tavoli di un bar. L’occasione è una come tante: ci si siede, si beve un amaro dopo una serata con gli amici, si chiacchiera. Al tavolo di fronte c’è Mattia, un amico barman che ci presenta una ragazza dai lineamenti asiatici, Yuki. I due tavoli diventano uno e la discussione, tra inglese, italiano, napoletano, gesti e sorrisi si sposta sulla musica e sul Ravello Festival.

Yuki Otake, il nome della ragazza dai tratti asiatici, comincia a riempirsi di dettagli: giovane cantante, amante dell’arte e della musica è reduce da un esibizione sulla spiaggia di Atrani con Eddy Oliva. Per chi è di queste parti, e per queste parti, intendo la Costiera Amalfitana, Eddy non ha bisogno di presentazione. Istrione originario di Scala, emigrato in Scandinavia, divenuto cantante affermato, ogni estate immancabilmente ritorna a casa e immancabilmente delizia i paesi della costa con un suo concerto. Bene, Yuki conosce Eddy, per caso, in albergo e viene coinvolta in un’insolito duetto sulla spiaggia. Con il suo smartphone fa vedere al tavolo, soddisfatta, la sua esibizione. La conoscenza si approfondisce ed ecco che capiamo perché quella minuta ragazza giapponese è partita da Tokio per venire a Ravello: il Concerto all’alba.

Dall’altra parte del mondo a Ravello per “guarire”. Si guarire! “Circa due mesi fa – racconta la mattina seguente durante una visita a Villa Rufolo – ho avuto un’esperienza molto brutta. Ho sentito il bisogno di andare in un posto bello per sentirmi meglio, per guarire”. Tra i giardini, i fiori e la luce del sole, Yuki sembra essere rapita, sembra sognare, camminare ad un metro da terra e quando arriva sul palco del Festival non riesce a trattenere le lacrime “Questo è un paradiso, un vero paradiso”.

La curiosità però è tanta e allora, dopo qualche minuto e qualche fazzolettino, la domanda è d’obbligo “Ma come ci hai trovato?”. “L’idea era già quella di venire in Italia – confida con un filo di voce rotta dall’emozione – ho cercato, cercato e alla fine ho trovato un’immagine. Era una foto meravigliosa di un Concerto all’alba al Ravello Festival”. La sera prima a quei tavoli divenuti confessionale c’era anche Pino, il fotografo che ha realizzato quella foto. E come nelle trame più riuscite, il cerchio si è chiuso. “È stato davvero incredibile incontrare l’autore della foto che mi ha fatto scegliere Ravello e il suo Festival”. – stavolta le parole di Yuki sono accompagnate da un sorriso – Siamo diventati amici”.

La vita è così: inaspettata e sorprendente come l’arte e la musica. Forse è stata tutta una grande, bella, strana coincidenza, forse però la musica e la bellezza hanno i “super poteri”, per il momento, hanno sicuramente guarito un’anima e creato nuove amicizia, anche a 10.000 km di distanza.

Ciao Yuki, all’anno prossimo!

(ps. La foto, ovviamente è di Pino)

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