febbraio 18, 2014 | by Emilia Filocamo
Dagli Usa un omaggio del giovane Creep Creepersin al giallo italiano anni ’70

Il cuore che batte all’impazzata, le vene inturgidite dalla suspence, i brividi, il timore di restare a casa da solo: sono queste a detta di Creep Creepersin, giovane e talentuoso regista di horror e thriller di North Hollywood, in California, le emozioni irrinunciabili che lo hanno spinto ad evitare di lavorare su storie squisitamente romantiche e magari di più facile appeal e  a scegliere piuttosto la strada della paura, come suggerisce oltretutto anche il suo nome d’arte. “Ma la paura da sola non basta – aggiunge Creep – va sempre mitigata infatti con una giusta dose di humor, elemento immancabile dei miei film. È infatti fondamentale poter costituire storie contenenti un’altalena di emozioni, avere la capacità di passare in rassegna tutti gli stati d’animo dell’individuo così da coinvolgere lo spettatore, andare dalla serenità alla tensione, dall’ironia alla paura più profonda. È importante per aumentare la suspense ed affilarla e, contemporaneamente, questo escamotage corrobora la parte comica rendendola più incisiva perché raggiunge lo spettatore e lo conforta proprio nell’acme della tensione”. È la paura, dunque, il fil rouge che sintetizza e chiarisce anche l’ultimo interessante progetto di successo del giovane regista, un programma radio intitolato Giallo Ciao Ciao, (www.giallociaociao.com) che è un vero e proprio omaggio non solo ai film di successo degli anni 1970 – 1975, età dell’oro di queste produzioni, ma all’Italia stessa, paese che Creep ama particolarmente. “Il termine giallo indica infatti  i  thriller  che vennero realizzati in Italia a partire dalla fine degli anni ‘60 a seguire e basati sulla collezione dei Gialli Mondadori che, appunto, avevano la copertina gialla. Erano i film di grandi registi visionari quali Mario Bava, Dario Argento, Sergio Martino, Lucio Fulci o Aldo Lado e che per me costituiscono un vademecum emozionale incredibile. Io adoro le loro colonne sonore realizzate da grandi maestri come Ennio Morricone e Bruno Nicolai e ho una vera e propria passione per Edwige Fenech. – spiega Creep sorridendo – In genere questi film avevano quasi sempre per protagonista un poliziotto che cercava di dimostrare la propria innocenza o comunque di trovare l’assassino prima di essere ammazzato”.

Quindi Giallo Ciao Ciao è il tuo omaggio all’Italia? Si, in effetti lo considero il mio personale tributo a questo genere ed al Vostro Paese, che amo tantissimo non a caso i nostri ultimi show sono stati dedicati all’Uccello dalle piume di Cristallo di Dario Argento, a Torso, film che in Italia uscì con il titolo I corpi presentano tracce di violenza carnale Torso, diretto nel 1973 da Marco Castellini, un giallo che racconta la paura seminata da un maniaco che terrorizza le studentesse di Perugia. E Quattro mosche di velluto grigio del 1971 sempre di Dario Argento. Attualmente stiamo lavorando su Una lucertola con la pelle di donna sempre del 1971 e diretto da Lucio Fulci. Non solo sono anche impegnato nella pubblicazione di una serie di libri che costituiscono un omaggio al genere e che ho intitolato  scherzosamente “Un tocco di giallo” per giocare con il titolo più famoso di Dario Argento, Profondo Rosso. Il primo titolo pubblicato della collana è “La donna con il pube di Cristallo”, ambientato a Roma, è una sorta di parodia horror dell’Uccello dalle Piume di Cristallo.

LAKE DEATH – IL TRAILER 

 

Classe 1978, Creepersin ha iniziato la sua carriera in ambito musicale, sono stati infatti i video musicali realizzati per la sua band horror punk goth “Creepersin” (www.creepersin.com) ad aver portato il regista ai cortometraggi e poi, di conseguenza, ai lungometraggi. “Suono nelle band da quando avevo 14 anni, la musica rock è stata la mia prima passione ed il gruppo Creepersin ha le sue radici nel 2004”. È il 2005 a segnare l’esordio di Creepersin alla regia con il video musicale Meet Me Out in the Sticks. Successivamente fonderà anche l’elettro punk band The Sci Fi Originals. Ma sono sempre l’horror, l’inquietudine e la suspense a motivare le scelte lavorative di Creepersin, sia in ambito musicale che sul grande schermo. Dopo  Meet Me Out in the Sticks, video d’esordio, Creepersin nel 2006 dirige già i primi fortunati cortometraggi quali  The Room Mate, Michelle, The Bedroom and A Night with the Outlaw. Nello stesso anno è la volta del suo primo lungometraggio, il Creep Creepersin’s Frankestein, una rilettura piuttosto sui generis del soggetto. Dal 2006 è poi un susseguirsi di film che spaziano dall’horror alla follia, dalla mania all’istinto omicida: sangue e caratterizzazioni forti dei personaggi risultano fondamentali per raggiungere l’effetto desiderato. Nascono così i successi più grandi di Creepersin, che intanto ha sposato la compagna di una vita e lei stessa produttrice di film oltre che vincitrice di numerosi film Nikki Wall, da cui avrà una figlia. Fra i lungometraggi più noti He, del 2009, in cui il tema predominante del sangue e dell’horror si fonde mirabilmente ad una sottile analisi psicologica del personaggio principale, che in un orizzonte allucinante di incomunicabilità, totalmente rinchiuso in se stesso ed incompreso, sarà vittima della volontà omicida di sua moglie.. L’analisi psicologica ritorna nel lungometraggio del 2011, Lovesick Captivity in cui il protagonista principale, nasconde in casa la giovane moglie appena sposata per il timore che un misterioso assassino possa ucciderla. Il protagonista è ossessionato infatti dal fantasma di una ex che lo tormenta e da una madre iper protettiva, quasi un omaggio a Psycho, e alla fine queste tensioni sfoceranno in maniera drammatica anche nell’ambito lavorativo soprattutto quando sua moglie, dopo la prima apparente felicità, si renderà conto di essere parte integrante di un meccanismo perverso in cui rischia di restare prigioniera per sempre. Del 2012 è I was a teenage suicide: la tematica affrontata nel film è assolutamente attuale, si tratta infatti di un’analisi attenta dei cambiamenti e delle angosce che caratterizzano l’età adolescenziale. Un gruppo di adolescenti infatti, decide di documentare dopo la fine della scuola l’ultima estate insieme, visto che molti partiranno per il college o sceglieranno strade lavorative diverse. La storia segue in particolare il protagonista Jack Walters che è un po’ il leader del gruppo di amici ma che, inspiegabilmente, perde il controllo perché, a differenza di tutti gli altri, non ha un progetto per il futuro. Così Jack comincia a sabotare tutti i piani degli amici nel tentativo folle di bloccare il tempo e la realtà e mantenerli tutti accanto a lui. Nel 2013 è la volta di The Brides of Sodom che vede anche la partecipazione di Domiziano Arcangeli talento italo-americano scoperto da Zeffirelli: è il film con cui Creepersin si avvicina alla tematica vampiresca celebrata e portata al successo da Stephenie Meyer con Twilight. In un mondo apocalittico in cui i vampiri hanno i nomi degli dei dell’antica Grecia ed il potere supremo è nelle mani di potenti classi di streghe Eros, un vampiro, si innamora perdutamente di Samuel, un umano e vorrebbe trasformarlo in vampiro ma trova l’opposizione del suo precedente amante. Una storia insolita, innanzitutto per la tematica omosessuale che si innesta su una location non solo cupa e gotica ma soprattutto di decadenza totale. Ed è sempre del 2013, con l’uscita di Dracula, un’altra straordinaria rilettura di un personaggio simbolo dei film horror. In linea con questa rielaborazione personale dei temi cari ai film horror, sono anche i progetti futuri di Creepersin.

LOVESICK CAPTIVITY – IL TRAILER

 

Attualmente ho ben tre film in uscita che sono già stati tutti finanziati, – ha confidato – molti altri sono in attesa di fondi. Continuo tuttavia a scrivere libri perché questo mi rende completo, oltre che felice, anche se il mio primo amore resta il cinema. Quest’anno, inoltre, è anche l’anniversario della band, sono dieci anni di attività e abbiamo in programma una sorpresa speciale per i fan.

Hai un sogno nel cassetto? Assolutamente, ed è quello di girare in Italia. Wolfskin sarà girato lì ma siamo in attesa dei finanziamenti. L’Italia è un luogo eccezionale per trarre ispirazione, suppongo di essere lì l’estate  prossima per trovare nuove location e soprattutto per scrivere altri racconti.

Un’attività instancabile che non teme arresti e giudizi, come conferma Creep con il solito ottimismo e l’energia incredibile che lo contraddistinguono.

Una curiosità, parlando di paura: qual è la paura più grande per un regista alla vigilia dell’uscita di un film? Tu di cosa hai paura? Sarebbe quasi d’obbligo rispondere il giudizio dei fan. Ma sembrerà strano, e non per presunzione, ma per forma mentis, io da sempre non ho particolari timori. Ripeto spesso che non mi importa se qualcuno guarda o meno i miei film fino a quando si saprà che continuo a girarne!  

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