aprile 30, 2015 | by Emilia Filocamo
Dal set di Squadra Antimafia, la bellissima attrice siciliana Selene Caramazza racconta il suo debutto ed il suo personaggio accanto alla squadra di Bocci, De Plano e Pierobon

Ho un’immagine precisa e delicata mentre parlo al telefono ed intervisto Selene Caramazza, la bellissima attrice Selene Caramazza. Ed è un’immagine che, più o meno inconsapevolmente, è lei stessa a suggerirmi in un passaggio fugace della nostra chiacchierata. L’immagine è quella di una bambina, di una bambina che non ama farsi notare, alzare la voce, che preferisce stare nelle ultime file e magari nascondersi un po’ durante le recite o gli eventi scolastici. Di quella bambina, timida, riservata, avverto ancora qualcosa insinuarsi nella donna e nell’artista del sud che mi parla dall’altro capo del telefono. Ed è avvertibile nel tono della voce, nella mitezza con cui mi risponde e nel fatto che parli di se e degli obiettivi raggiunti senza alcuna superbia, ma come testimonianza di una meta raggiunta dopo sacrifici, seppure in tempi straordinariamente condensatisi in appena un anno e mezzo e con lo zampino di un destino che non l’ha “raccomandata” ma semplicemente aiutata nei momenti in cui Selene doveva essere al posto giusto nel momento esatto. Il destino dovrebbe essere appunto questo: un appuntamento al quale, seppure inconsapevolmente, non si può dire di no.

Selene, come è nata la tua esperienza sul set di Squadra Antimafia 7? Ho sostenuto il provino durante l’estate, stavo girando un’altra fiction, “La Catturandi” di Fabrizio Costa con Leo Gullotta, Massimo Ghini, Alessio Boni, Anita Caprioli, Vincenzo Amato, Raniero Monaco di Lapio e Ludovico Vitrano, una fiction prodotta per la Rai e girata a Palermo che andrà in onda in autunno. Da Palermo andai a Roma per il provino e andò piuttosto bene, e poi, successivamente, feci il secondo con il regista. Mentre ero in aeroporto, e stavo per partire, mi hanno richiamata per rivedermi e da lì è iniziato tutto perché sono stata scelta. Non immaginavo che il mio personaggio potesse essere così impegnato all’interno di Squadra Antimafia, ho letto la sceneggiatura con grande emozione e soddisfazione e dopo appena un anno e mezzo che facevo questo lavoro ho avuto la grande opportunità di lavorare in una squadra fantastica nella fiction targata Taodue con attori come Marco Bocci, Giulia Michelini, Giordano De Plano, Maurizio Marchetti, Paolo Pierobon, Valentina Carnelutti, Gabriele Greco. E tutti, dal cast al regista ai produttori, mi hanno aiutato tanto.

Ci parli del tuo personaggio? Il mio personaggio è Sara Ferretti, la figlia di un giudice e ho molte scene dinamiche, come fughe e cose simili, è una parte molto attiva. Pensa che il primo giorno sul set ero accanto a Marco Bocci in una scena movimentata. Lavorare con attori straordinari e in un ingranaggio così ben rodato, ti porta a voler dare il meglio di te, a non sfigurare, ad impegnarti al massimo in tutto. Il mio personaggio svelerà ai telespettatori che amano Squadra Antimafia una bella sorpresa. È stata un’esperienza incredibile interpretare una ragazza forte nonostante le difficoltà che è costretta ad affrontare.

Qual è il consiglio che senti di dare ad una tua coetanea che decide di intraprendere il tuo mestiere? Qual è l’errore da evitare? Mi sembra ancora un po’ presto per dare un consiglio, io sono siciliana, sono partita dalla Sicilia con un sogno preciso e che in parte ho già realizzato. Il consiglio che posso dare è di riflettere sul fatto che in questo mestiere ci vuole una determinazione immensa, bisogna crederci fino in fondo, non spaventarsi, se si vuole essere un artista non bisogna mai sentirsi giudicati perché di porte in faccia ce ne saranno sempre tante, ma se ci si abbatte è la fine. Bisogna andare avanti e migliorare, studiare.

Hai un sogno nel cassetto? Non so un regista con cui vorresti lavorare? Il primo sogno nel cassetto che ho è quello di continuare a fare personaggi belli, complessi, mi piacciono i ruoli con sfaccettature molteplici, difficili, introversi, non facili da capire. MI piacerebbe poi lavorare con Ferzan Ozpetek o Sorrentino e il sogno poi più grande sarebbe lavorare con Woody Allen. Mi piacciono comunque i film complessi.

Sei una ragazza giovane: quali sono i tuoi hobby e le tue passioni? E cosa proprio ti da fastidio negli altri? Sono una persona molto introversa, da bambina anche a scuola durante le recite scolastiche, tendevo sempre a nascondermi, a mettermi dietro. Amo la scrittura, tantissimo, scrivo testi per musica e anche soggetti, scrivo recensioni per dischi. Anzi ho una grande passione per la musica e la ritengo uno strumento di concentrazione senza eguali, ho una mia playlist che varia  a seconda del mio umore e di come mi sento. Prendo anche lezioni di chitarra. Mi piace anche la fotografia perché credo sia riduttivo coltivare un solo interesse. Quello che non sopporto negli altri è la cattiveria che, purtroppo, esiste. Detesto la falsità e l’invidia: anzi l’invidia proprio non la concepisco, vedere delle doti in un’altra persona, riconoscerle, dovrebbe essere uno sprone per migliorarsi, un qualcosa da imitare, non da invidiare.

Un tuo pregio ed un tuo difetto? Il pregio è che sono molto istintiva e questo aiuta tanto anche nel lavoro che faccio. Il mio difetto, beh, penso di averne tanti e me li riconosco e dico da sola. Sono una testarda, tendo ad innervosirmi facilmente, sono lunatica e poi sono una persona che ama stare anche da sola. Con gli altri non mi apro facilmente, prima di parlare, preferisco ascoltare e capire bene chi ho davanti, per intuire se posso fidarmi o meno. Ho bisogno di questo per stabilire un rapporto. A volte può essere un pregio, ma da molti viene visto come un difetto questa mia tendenza a studiare l’altro.

Cosa ti aspetta dopo La Catturandi e Squadra Antimafia? Ho fatto e sto facendo vari provini, incrocio le dita e, come regola vuole, per scaramanzia non anticipo nulla!

Il tuo primo pensiero appena sveglia? Sono una persona piuttosto riflessiva, mi capita di ripensare alle cose fatte, alle scene girate ed essendo estremamente critica con me stessa, mi dico sempre che avrei potuto fare meglio. Quando mi sveglio penso che ho un’altra giornata davanti da vivere, penso al presente senza progettare le cose. È sempre questione di destino, un giorno non capita nulla e magari quello successivo ti accadono cose che non ti saresti mai aspettata.

Cosa auguri alla Sicilia? Alla tua terra? Di crescere dal punto di vista artistico, di dare spazio ai talenti e di impedire che si vada via per cercare lavoro, sbocchi o fortuna. Auguro alla mia terra di dare opportunità ai giovani che hanno un sogno, di qualunque natura esso sia, e di offrire le condizioni necessarie a realizzarlo, specie a chi non può permetterselo.

Una bambina timida ed introversa che alle recite scolastiche non capeggiava fra le prime file, ha lasciato il posto ad una donna forte e bellissima, perfettamente consapevole di ciò che è e di ciò che vuole. Non l’ho detto a Selene Caramazza, ma il suo modo di “studiare” gli altri, ha investito anche me, pur non avendomi di fronte, pur essendo separate dal mezzo telefonico. E ho capito che forse, verso la fine, mi ha lasciato entrare di più nel suo mondo fatto di partenze, provini, bagagli che si intrecciano ai giochi del destino, fatto di occasioni che non vengono date per caso, ma per merito. Il suo mondo fatto di tutto ciò che può e deve ancora arrivare.

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