maggio 6, 2015 | by Emilia Filocamo
Dalla battaglia vinta contro l’anoressia a “Tifosi” con Raffaele Auriemma, a tu per tu con la fotomodella ed attrice Noemi Belfiore

Dare per scontati un concetto, così come un giudizio, può essere fuorviante. Non corrispondente a verità. Quello che mi ha colpito, e lo dico sinceramente, di Noemi Belfiore, fotomodella ed attrice,  poteva essere scontato: potevo correre il rischio di lasciarmi abbagliare da ciò che arriva di lei, solamente guardandola. E invece questa intervista mi ha portata in una direzione se non proprio opposta, di certo alternativa. Perché seppure si tratta di bellezza, una parola con cui il nome di Noemi sembra far necessariamente rima, accostarvisi come se fosse un verbo e “bellezza” la coniugazione adatta, oppure la desinenza per completarne la radice, con l’attrice si è parlato di qualcosa in più, di una bellezza che è tutta intorno, che è nel mondo, e che trascende se stessi.  Questa rivelazione si insinua nel momento in cui mi racconta di un periodo particolare della sua vita, in cui la consapevolezza del suo corpo era piuttosto altalenante ed in cui era facile perdersi. È stata quella sorta di “frattura” a renderla forte e a darle il coraggio di guardarsi dentro e superare le difficoltà, o meglio le definizioni scontate e i pregiudizi. Noemi Belfiore va oltre i limiti e le misure, i canoni estetici che non possono essere “perimetro” di una bellezza che deve essere  qualcosa di più, capace di valicare ogni definizione diventando universale. E lei lo racconta così, con la semplicità di una ragazza del sud ma cittadina del mondo, di un’artista che ha imparato a guardarsi intorno e a centrare i propri obiettivi e che, ora, dopo sacrifici e mete raggiunte, avrebbe qualcosa da dire a chi su di lei, forse, non avrebbe mai puntato o scommesso.

Noemi, sei legata al mondo del calcio, come è nata questa tua passione? In realtà del tutto casualmente. Fra le tante occasioni ed opportunità che mi sono state offerte e grazie sicuramente anche alla mia versatilità è nata questa collaborazione con Raffaele Auriemma che mi ha portato alla trasmissione “Tifosi”. Con Auriemma è nata davvero una bella sinergia. Ma ho cominciato come fotomodella, successivamente sono arrivati i musical, ho studiato infatti ballo e canto e ho recitato in diversi cortometraggi.

Hai origini napoletane, qual è il tuo rapporto con Napoli? Sono il frutto di un mix, padre marchigiano e mamma napoletana. Mi sento sicuramente cittadina del mondo ma Napoli credo  sia una città sui generis perché ti sprona tantissimo ad affrontare difficoltà e muri che sarebbero altrimenti invalicabili. Ti stimola, ed essendo tutto più complicato che altrove, cerchi di fare  e  dare di più. E poi mi piace il lato storico ed alternativo della mia città.

I tuoi prossimi progetti come attrice? Il lavoro più recente è la serie televisiva girata in parte in Puglia ed intitolata “Il Potere di Roma”, con Massimiliano Buzzanca, Massimo Bonetti e Nadia Rinaldi. Interpreto un killer spietato, border line e un po’ fuori dagli schemi. Diciamo che è un personaggio particolare, che mi ha entusiasmata tanto.

Ed il tuo rapporto con la moda? Adesso sto puntando soprattutto su cinema e tv anche se ho cataloghi in uscita ed alcune collaborazioni come testimonial. Ho esordito come fotomodella ma la recitazione resta il mio obiettivo principale.

Cosa consiglieresti ad una ragazza che vuole intraprendere la tua stessa carriera? Quali sono gli errori da evitare? L’errore da non fare e a cui sono arrivata con l’esperienza, è di non peccare di ingenuità, di non volere tutto e subito. Bisogna proseguire gradatamente e procedere come se si trattasse di una scala. E, soprattutto, non si può pretendere di fare più cose insieme, bisogna darsi totalmente a questo mestiere.

Un momento che ti è rimasto nel cuore, non so sul set? Ricordo con grande gioia l’incontro con Fioretta Mari durante un concorso di bellezza. Mi ha aperto davanti un mondo, lei è una grande comunicatrice: ha fatto capire che tutto è alla portata di tutti, non tutti i sogni si realizzano, certo, ma ci si può provare, lei mi ha dato la scintilla che serviva.

Un tuo pregio ed un tuo difetto? Sono due elementi che sostanzialmente coincidono. Sono istintiva e quindi tendo a reagire emotivamente alle delusioni. Come pregio sicuramente è aver sentito dirmi che la mia bellezza è molto particolare, che ho una sensualità anni ’80. Anche se ogni tanto mi dicono sia un peccato il fatto che non abbia quei 3 o 4 centimetri in più che mi renderebbero davvero perfetta. E così ogni tanto vado bene per un lavoro ma non per un altro: tipico della moda, la moda è così.

Ecco, visto che parliamo di misure, qual è il rapporto con il tuo corpo? Ho vinto una battaglia contro l’anoressia, dai 15 ai 21 anni sono stata in una fase devastante, ma erano questioni che andavano risolte in me ben più a fondo, dinamiche molto complesse. Poi, una volta guarita, non ho guardato più al mondo con gli stessi occhi e ho capito che c’è tanta, troppa bellezza intorno. Adesso il mio rapporto è buono, sono ancora un po’ fissata su alcune cose, sicuramente non mi sento totalmente libera da questo problema.

Se potessi tornare indietro e dire qualcosa a qualcuno, qualcosa che non hai detto, chi sarebbe e perché? Se tornassi indietro, ci sarebbero in verità 2 o 3 nomi che dovrei fare. Se dovessi arrivare dove spero e realizzare ciò per cui sto lavorando, allora si reagirei con distacco e forse mi toglierei  qualche soddisfazione con chi non puntava su di me, con le persone fasulle.

Le parole di Noemi Belfiore suonano come una promessa, ma priva di cattiveria. Una ragazza che ha imparato a vincere le bizze di un corpo bellissimo ed in trasformazione, ha già vinto. E non ha  bisogno di dimostrare nulla. (la foto in evidenza è di Andrea Errico)

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