giugno 1, 2016 | by Emilia Filocamo
Dalla collaborazione con Enrico Brignano al remake di Ben Hur e ai successi d’oltreoceano: a Ravello Magazine il compositore Andrea Tosi racconta i nuovi progetti.

La fine dell’intervista, la fine della seconda intervista al compositore Andrea Tosi, riporta un avverbio interessante e suggestivo, inaspettatamente, che si accompagna, come Andrea Tosi stesso chiarisce, alle cose più belle della vita. Ed inaspettatamente, complici Ravello, un tiepido pomeriggio di maggio dello scorso anno ed uno spettacolo di proiezioni mappate a Villa Rufolo, Andrea Tosi era a pochi passi da me, così pochi da avere la possibilità di conoscerlo personalmente e stringergli la mano. Alle nostre spalle il cancello ancora sbarrato di Villa Rufolo, e dietro, la gola di alberi ed aiuole pronte a spalancarsi per lo spettacolo; di fronte la colombaia variopinta dei tavoli dei bar con nidiate composte di aperitivi e di lingue straniere, tutto intorno la colonia dei gelsomini vaporizzata in giusta dose dal tramonto e poi, su tutto, come sempre, la musica, perenne, eterna, la musica che è di Andrea Tosi ma anche di Ravello, che è di Wagner e del pozzo, della Torre maggiore e dei giardini. Quando il maestro Tosi ha rilasciato questa intervista, eravamo già piuttosto lontani da maggio, dalla sua inaspettata visita a Ravello e dalle proiezioni mappate. Da allora nuove partiture: per il compositore, e per Ravello.

Andrea, quali novità dal punto di vista professionale ci sono state negli ultimi tempi? A cosa stai lavorando in questo momento? Devo dire che ultimamente sto vivendo delle grandi soddisfazioni. La scorsa stagione ho iniziato a collaborare con due registi cinematografici: Andrés Rafael Zabala per il quale ho realizzato la colonna sonora del thriller “A Dark Rome” e Raffaello Sasson, regista del cortometraggio “Frammenti”. Sono stati due incontri veramente importanti che mi hanno dato la possibilità di vivere un sodalizio artistico e umano. Questi film stanno mietendo premi e riconoscimenti nei Festival internazionali e proprio grazie a loro la mia musica è approdata “oltreoceano”. Con il cortometraggio “Frammenti”, siamo stati finalisti al Burbank Film Festival di Hollywood ed ho avuto l’emozione di essere presente alla cerimonia di premiazione con il regista e l’attrice Francesca Stajano. A Febbraio “Frammenti” è stato in concorso al Festival di Orlando. Il film “A Dark Rome” ha ricevuto riconoscimenti e premi internazionali; sono davvero molti e ti elenco solo i più importanti: Nominations Best Feature, Director, Supporting Actor al Macabre Faire Film Festival- New York, Winner “BEST CINEMATOGRAPHY” Macabre Faire Film Festival – New York , Official Selection Fantafestival – Roma Official Selection Marbella International Film Festival – Marbella, Nomination Best Story and Best Thriller Buffalo Film Festival – Buffalo. Pensa che mentre ti sto scrivendo il regista Andrés Rafael Zabala sta ricevendo il premio come miglior thriller del 2015 al festival MFFF a New York. Ho inoltre realizzato la colonna sonora del documentario “La Milano di Bagutta” realizzato in occasione dell’EXPO di Milano, nel quale viene ripercorsa la nascita del primo concorso letterario italiano: “Il Premio Bagutta”. Ho appena finito uno spettacolo musicale con il regista/coreografo Manolo Casalino “Volevo essere Walt Disney” in scena nel periodo Natalizio a Roma. Infine ho avuto la grande soddisfazione di lavorare nel remake del film Ben Hur, regia di Timur Bekmambetov, con Morgan Freeman, prodotto dalla MGM, come consulente musicale del coreografo del film Gianni Santucci e come drummer trainer nelle scene della corsa delle bighe.

Andrea Tosi ha mai accarezzato l’idea di lavorare all’estero stabilmente? Non solo sto accarezzando l’idea, ma spero che alcuni presupposti lavorativi che si sono delineati con il mio viaggio in California in occasione del Burbank Film Festival, diventino presto realtà.

Quali sono le maggiori differenze dal tuo punto di vista nella composizione delle colonne sonore per i film d’oltreoceano? Mi spiego meglio: ci sono delle caratteristiche che differenziano il modo di “accompagnare” musicalmente delle immagini in Italia rispetto all’estero? Non credo ci siano differenze nell’approccio compositivo tra i compositori italiani ed esteri, ma piuttosto nella varietà dei generi delle pellicole. Sicuramente lo stile è diverso perché cambia il modo di concepire il film. La colonna sonora, che per sua natura è al servizio dell’immagine come valore aggiunto, trova nelle pellicole americane molte e varie possibilità di realizzazione ad ampio respiro. 

La creazione credo sia sempre un momento molto privato ed intimo: quando fai ciò hai dei riti, delle abitudini. Il prima e dopo di una tua composizione da quali elementi sono scanditi? Mi piace molto l’energia della mattina per comporre o scrivere melodie e canzoni.La notte, invece, quando tutto intorno a me tace, mi piace arrangiare. L’unico rito che ho da sempre è far ascoltare a mia moglie la mia creazione non appena finita. La sua opinione è per me un punto di vista estremamente prezioso. 

Puoi raccontare ai nostri lettori del tuo sodalizio artistico con Enrico Brignano: quando e come è nato? Nel 2014 Enrico cercava nuove idee musicali per il suo spettacolo Evolushow. Mario Scaletta, il suo storico autore con il quale collaboro da diversi anni, mi ha proposto di fargli sentire qualcosa di mio. Tutto è nato così, inaspettatamente, come molte delle cose più belle che accadono nella vita.

Il nostro magazine, come già sai, è legato al Ravello Festival. Quale potrebbe essere un tema conduttore al quale dedicare il Ravello Festival?  Ti rispondo giocando in casa: potrebbe essere dedicato alla musica da film.

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