luglio 5, 2014 | by Emilia Filocamo
Danny Woodburn si racconta: “Da ragazzino recitavo le canzoni di Woody Guthrie”

Ha recitato in dozzine di film e conta apparizioni televisive di tutto rispetto, a cominciare dalla Signora in Giallo per andare ai suoi due film di prossima uscita e cioè The Identical con Ray Liotta ed Ashley Judd ed il film Teenage Mutant Ninja Turtles, prodotto da Michael Bay. Si tratta del grande attore Danny Woodburn che, con la sua carica, la sua straordinaria disponibilità, oltre che con un talento innato, non smette di portare avanti i propri sogni. Ma soprattutto di stupire. Già, perché figura tra quei tanti che si occupa a 360 gradi anche dei diritti dei disabili.

Danny quando hai deciso di diventare un attore? Insomma, quando hai capito che recitare sarebbe stato il tuo destino? “Penso che in fondo al cuore abbia sempre saputo che il mio scopo nella vita era far divertire le persone, intrattenere. Ricordo che guardavo ogni genere di commedie, ascoltavo gli album dei grandi interpreti di questo genere che mi stimolavano a proseguire su questa strada. Bill Cosby, Steve Martin, Don Rickles erano fra i miei preferiti, sono cresciuto guardando Warner Bros e i Fratelli Marx, qualsiasi cartone o qualsiasi sit com in giro”.

Chi è stato il primo a credere in te e nel tuo talento? “Devo riconoscerlo: la mia famiglia. Da ragazzino, facevo ridere mia madre quando recitavo le canzoni di un vecchio album di Woody Guthrie o quando improvvisavo dei balletti, coinvolgendo anche mio fratello, mentre mia madre eseguiva al pianoforte musica classica. Inconsciamente ero ispirato dalla Commedia dell’Arte. Nel mondo della tv, la prima persona a darmi una chance è stata Angela Lansbury sul set di due episodi della Signora in giallo”.

Qual è stata la parte più difficile della tua carriera e quale la più soddisfacente? “Essendo un “caratterista” la carriera è fatta di molti alti e bassi nei quali spesso prende il terrore di non sapere quale sia il  prossimo lavoro. Ricordo però di aver fatto tanti show per bambini e quella fase giovanile credo sia stata la parte più bella per il lavoro che sarebbe venuto successivamente”.

L’incontro che ti ha cambiato la vita? “Io credo che la vita sia una continua evoluzione e questo può comunque portarti a contatto con persone che ti cambieranno. Alcune delle persone che ho avuto la fortuna di incontrare e conoscere sono al primo posto come Angela Lansbury, Danny De Vito, Jerry Seinfeld, Larry David, il primo direttore di casting che mi ha scelto per un ruolo in tv, Susan Scudder ed il mio primo insegnante di recitazione al College, Kevin Cotter”.

C’è stato un giorno nel quale ti sei detto: Danny, ce l’hai fatta! “I sogni vanno e vengono, proprio come i sogni che si fanno di notte. Una volta che hai realizzato un sogno, se ne propongono altri da portare in vita: alcuni riguardano esclusivamente la tua carriera, altri coinvolgono la tua intera vita”.

Il tuo giorno più bello sul set? “Ogni qualvolta lo sforzo creativo che si materializza grazie al lavoro collettivo di tutta la troupe e del cast rendendo vive le emozioni, siano esse gioia, dolore o rabbia, ecco quell’istante esatto è il giorno più bello sul set”.

Cosa fa di un attore un buon attore e cosa lo rende eccezionale? “Dare vita al personaggio descritto in una sceneggiatura, fa di te un buon attore. Riuscire a trovare gli aspetti nascosti di quel personaggio, arrivare a percepire quello che lo scrittore o il regista hanno nel subconscio ed essere in grado di portarlo sul set,  questo fa di te un attore eccezionale”.

Chi sono i tuoi modelli come attori? Anche del passato? “Jimmy Stewart, James Dean, Sidney Poitier, Bob Hoskins, Marlon Brando, Rod Steiger,  Lee J. Cobb, Alfred Molina, Mel Blanc, Daniel Day Louis, Javier Bardem, Jack Lemmon ,Walter Mattau, Gene Hackman, Peter Sellers, Burt Lancaster, I Fratelli Marx, ma la lista è ancora molto lunga”.

Ci racconti la tua esperienza sul set del film Biancaneve con Julia Roberts e Lily Collins? “E’ stata una grande occasione, ho lavorato con tanti amici, io e gli altri sei nani facevamo ridere in continuazione tutta la troupe e tutto il cast e abbiamo avuto la fortuna anche di catturare alcuni di questi momenti sullo schermo. Il set ed i costumi di scena erano elaboratissimi e poi abbiamo fatto ridere in continuazione Nathan Lane ed ho avuto la possibilità di conoscere una persona deliziosa come Lily Collins, appunto Biancaneve, una star dolcissima, una dote che non hanno molte star”.

Hai mai dei rimpianti Danny? “Aver perso l’occasione di dare il mio primo bacio alle scuole elementari, quello è il mio rimpianto più grande”.

Recitare è? Puoi darci una tua definizione? “Utilizzo una massima di mia moglie che ha una grande preparazione teatrale e da palcoscenico: recitare è rispettare fino in fondo la persona che porti dalla pagina al palco o al set”.

Ci racconti i tuoi esordi? “Sono stato allevato da mia madre, che ha fatto tutto da sola, con tre figli in un piccolissimo appartamento con due camere da letto nel nord di Filadelfia, vicino alla stazione e, purtroppo, non sul lato migliore”.

Sei mai stato in Italia e cosa pensi del cinema italiano? Hai qualche attore preferito? “Proprio adesso io e mia moglie stiamo organizzando un ritorno in Italia. Lei ha visitato Venezia, Firenze e Milano, io sono stato a Capri, a Sorrento, Pompei ed a Roma. Torneremo a breve a Venezia e a Firenze. Se ami il cinema non puoi non amare il cinema italiano: penso a Fellini, a Leone, a Benigni. E poi andiamo, avete dei miti come Mastroianni, Claudia Cardinale, Sophia Loren! Io stesso ho recitato in un film accanto alla splendida Valeria Golino, ma ho bisogno di fare un po’ di” aggiornamento”, e quindi credo che tornerò per alcuni festival del cinema che si tengono in Italia. Mi piacerebbe molto fare un film in Italia, adoro la musicalità della vostra lingua”.

Ci parli dei tuoi prossimi progetti? “Ho due film in uscita: uno è Teenage Mutant Ninja Turtles in cui interpreto Master Splinter. Poi il film che uscirà a novembre, con Ray Liotta ed Ashley Judd, The Identical, dove interpreto un sosia di Elvis, cioè un uomo modellato a sua immagine. Ho anche terminato un libro raffigurato per bambini che invita ad accettare le differenze, e spero di pubblicarlo presto”.

Quali sono le tue emozioni quando ti rivedi sul grande schermo? “Mi piaccio, a   differenza di tanti altri attori, mi piace rivedermi sul grande schermo. Non capisco perché gli attori non amino vedere il frutto del proprio lavoro, lo considero un atteggiamento un po’ egoistico. Certo, anche io sono critico con me stesso, ma non sempre in maniera negativa e poi, comunque, mi piace quello che vedo e che faccio”.

Se non fossi diventato un attore, saresti stato? “Ero stato accettato a medicina alla fine del Liceo, ma non è mai stato il mio sogno. Probabilmente avrei continuato con la commedia ed a scrivere. Mi piacerebbe tuttavia passare dietro la macchina da presa come regista”.

C’è qualcuno a cui vuoi dire grazie? “Ce ne sono tante: innanzitutto mia madre e mia moglie e poi tutti i miei più cari amici che mi sono stati sempre accanto. E poi devo ringraziare il dottor Steven Kopits, un chirurgo specializzato per i pazienti affetti da nanismo. Le persone affette da nanismo hanno molti problemi ortopedici che necessitano di essere risolti in giovane età e la sua esperienza e più di una dozzina di operazioni chirurgiche quando ero un ragazzo e poi un giovane uomo, mi hanno permesso di farcela in questo mestiere. Ecco perché difendo i diritti dei disabili”.

Il tuo ultimo pensiero prima di dormire? E dopo? Oppure: ma è un ragno quello sul muro?”

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Danny Woodburn nel film Watchmen 

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