agosto 10, 2015 | by redazione
De Masi presenta il progetto quadriennale. “La Fondazione dovrà essere la “formula uno” del progresso campano in campo culturale e turistico”

Al primo posto della sua mission c’è l’ozio creativo. Il professor Domenico De Masi pone in cima al suo progetto proprio quel paradigma costruito per Ravello già nei primi otto anni di presidenza alla Fondazione Ravello. Incarico che il sociologo, eletto nuovamente al vertice dell’organismo che gestisce gli eventi del Ravello Festival oltre al complesso monumentale di Villa Rufolo, ha iniziato ad esercitare da questa mattina incontrando nella cappella di Villa Rufolo i componenti dello staff.

Due ore circa di riunione in cui il neo presidente della Fondazione ha illustrato missione e progetto quadriennale del nuovo corso. Partendo proprio da quei concetti di silenzio, bellezza, cultura, creatività e felicità. In una pagina dattiloscritta, distribuita ai collaboratori e a qualche rappresentante della stampa locale, è contenuto il canovaccio di ciò che De Masi ha in mente per i prossimi quattro anni. A cominciare dalla crescita culturale che dovrà riguardare non solo gli operatori della Fondazione. Ma anche gli abitanti di Ravello e i tanti turisti che l’affollano ogni anno.

Tra i punti della missione della presidenza De Masi anche il blocco della disoccupazione e dell’emigrazione giovanile a cui addivenire attraverso quel processo di destagionalizzazione dell’offerta turistica. Per questo, il progetto quadriennale di De Masi prevede la realizzazione di quattro rassegne culturali: Spring Festival (arte e problemi della natura); Summer Festival (interdisciplinare – tra i primi tre in Italia; tra i primi sei in Europa); Autumn Festival (arte e problemi delle avanguardie); Winter Festival (arte e problemi dello spirito).

A ciò si aggiungono la “Scuola Internazionale di Management Culturale” l’attivazione imprenditoriale dell’Auditorium e quella funzionale di Villa Episcopio, la crescita professionale del personale. Quattro, inoltre, sono i valori indicati dal professor De Masi nel suo vademecum che al primo posto pone proprio quella creatività, intesa dal sociologo come stato di grazia comune a molte attività intellettuali. A seguire la perfezione (di tipo artistico, etico, estatico, economico e organizzativo) la polifonia e l’universalismo. Infine, le condizioni necessarie per garantire i punti della mission: la creatività, la professionalità e le motivazioni sia della direzione che del personale, una organizzazione impeccabile, il reperimento di risorse e la concordia e la collaborazione tra Ravello e la sua Fondazione. (foto Pino Izzo)

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