marzo 22, 2015 | by Emilia Filocamo
Dominick Mancino, protagonista di Life on Mars e The Familia si racconta “In famiglia sono stato l’unico matto a scegliere di fare l’attore!”

Definirei questa un’intervista notturna, o meglio definirei assolutamente notturni tutti gli accordi e i necessari preamboli che l’hanno resa possibile, oltre alla grande disponibilità del suo protagonista, l’attore Dominick Mancino, noto per  serie di grande successo quali Life on Mars, The Familia e per numerosi film con cast di rilievo. Il “buio” di questa intervista si spiega ovviamente con la differenza di orario che ha un po’ prolungato i tempi di attesa e, devo ammetterlo, in più di un’occasione mi sono trovata a chiedere informazioni all’attore appunto in orari improbabili. Ma alla fine, complice l’Italia, che ha affondato le sue radici nelle origini di Dominick Mancino, la nostra chiacchierata, appunto notturna, è diventata una piacevole incursione nel suo mondo di successo, set e sogni, rivelando anche un esordio artistico non precoce ed in concomitanza con un lavoro normale, da impiegato e con una famiglia da mettere su e che stava sbocciando proprio in quel momento.

Signor Mancino, il suo cognome è chiaramente italiano, cosa le piace dell’Italia? Si, sono assolutamente italiano, entrambe i miei genitori erano originari di Palermo, mio nonno era di Bagheria e mia nonna di Mazzara del Vallo. Ho avuto la fortuna di lavorare in Italia per una pubblicità di Ikea, a Milano, ed è stata l’occasione per poter visitare Firenze, la Toscana e Bologna. Beh, che dire, il paesaggio è assolutamente incredibile e spero di avere ancora altre occasioni per tornarvi. 

Lei ha lavorato in tanti film e prodotti televisivi di successo ma c’è un momento della sua carriera a cui è più legato o un set che a cui è più affezionato? Sei molto gentile, si è vero, ho avuto la fortuna di lavorare con alcuni fra i più grandi attori americani, ma ti dirò che non amo fare preferenze, e che non c’è stato un momento superiore agli altri anche perché in genere mi trovo a mio agio ed amo lavorare sia per il cinema che per la tv.

Cosa le piace dei film che vede e cosa invece non ama? Glielo chiedo come attore, come addetto ai lavori. Sicuramente gli effetti speciali oggi sono straordinari, io sono tuttavia un fan dei film di azione. Non mi piacciono i reality invece. Drammi, film di suspense o thriller e storie d’amore sono fra i miei generi preferiti anche perché fanno leva su attori di grande talento, specie negli ultimi tempi.

Può raccontarci brevemente dei suoi esordi? È figlio d’arte o è stato il primo in famiglia a fare questo lavoro? Ho iniziato questo mestiere tardi, io e mia moglie stavamo mettendo su famiglia e quella era la mia prima priorità. Così ho accantonato questo sogno fino a quando un mio amico mi disse che c’era un’agenzia che cercava attori e tutto il resto è storia. La mia fortuna e la mia benedizione sono state il fatto di aver lavorato subito in progetti importanti e con cast di tutto rispetto. Per quanto riguarda l’essere figlio d’arte, no, sono sicuramente l’unico matto in famiglia ad aver scelto di fare questo mestiere.

A cosa sta lavorando attualmente? Ho un po’ di progetti in divenire, due sono film e altri due sono destinati ad Amazon e a Netflix, ma non posso dire di più.

C’è un ruolo che vorrebbe interpretare? Qualcosa di insolito, in cui magari non si è mai cimentato? No, assolutamente, sono felice così, felice di poter fare il mestiere che amo.

Lei ha un’immagine di successo che già di primo acchito comunica soddisfazione. Ma ha mai dei rimpianti? Forse, ma bisogna andare avanti comunque e lasciar andare via questo tipo di pensieri. Se le cose dovevano andare diversamente, sarebbe avvenuto, non ha senso arrovellarsi su questo.

Se potesse andare indietro nel tempo, cosa rifarebbe nella sua carriera e cosa invece eviterebbe?  L’unica cosa che mi viene in mente è la mia prima audizione importante. Credevo che sarebbe stato meglio non leggere, e così recitai liberamente, quando in realtà il direttore di casting richiedeva solo che leggessi, per questo motivo non ottenni la parte, ma ho imparato una lezione importantissima. 

Se non fosse mai diventato un attore oggi sarebbe? Aveva un piano di riserva, un piano B? Recitare non era la mia prima professione, sono stato un comune impiegato per ben 31 anni, e ho cominciato a recitare mentre ancora lavoravo lì e ho continuato fino a quando non mi sono ritirato definitivamente. Dopo di che recitare è diventato il mio lavoro a tempo pieno.

Cosa fa nel tempo libero e cosa le fa saltare i nervi? Mi piace socializzare, andare a pesca, a ballare, tirare con l’arco e andare in barca. Mi fanno innervosire le persone nervose… scherzo!

Un film del passato in cui le sarebbe piaciuto recitare? Ce ne sarebbero diversi, ma il mio preferito resta il Padrino, ci sono così tanti grandi attori in quel film, che farne parte sarebbe stato per me un onore immenso.

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