giugno 10, 2015 | by Emilia Filocamo
Ecco la vita di due giovanissimi attori: Miriam e Samuele Rustici tra cinema, spot, scuola e l’affetto della famiglia

Ci sono interviste che non è possibile raccontare in maniera compiuta e completa, e non perché non lo si voglia fare, ma perché sono talmente belle e spontanee, così sincere nel loro dipanarsi che aggiungere qualsiasi cosa in più, fossero anche un solo apostrofo, una virgola, ed una frase, significherebbe macchiarle indelebilmente. Questo genere di interviste spesso diventa quasi un insegnamento, uno scrigno di una tale, incontenibile ricchezza che si fa fatica anche a richiuderle, a scrivervi la parola fine con un’ultima, essenziale domanda. Mi è accaduto pochi giorni fa, intervistando Miriam e Samuele Rustici, due bambini, due artisti, due adulti bambini, per usare quasi un paradosso in cui la verve e la spontaneità della loro età, siede sulla stessa panchina di una profondità e di una consapevolezza del loro ruolo, degli impegni e delle scelte da rispettare, che diventa difficile scindere le due cose. Si resta abbagliati da tanta spontanea, ingenua consapevolezza, ancora un paradosso. I nomi dei due fratellini si inseguono senza sosta in partecipazioni importanti, dal set de La Grande Bellezza per Miriam a quello di Pem, presentato al Giffoni Film Festival per Samuele, dagli spot ai programmi televisivi accanto ai volti noti degli adulti. Tanta fantastica meraviglia da associare in questa intervista i sogni di un futuro da attori a quelli più concreti di voler diventare medico, per sconfiggere una malattia vissuta da vicino, o di diventare insegnante. D’altronde siamo stati tutti bambini e alla domanda scontata, ricorrente e fatidica degli  adulti “cosa vuoi fare da grande?” tutti abbiamo risposto con astronauta, ballerina, maestra o cantante. Miriam e Samuele hanno una risposta in più, quella che fa coincidere il loro futuro con il presente, il sogno con la concretezza.

Come nasce la vostra avventura nel mondo dello spettacolo? Come è iniziato tutto?

Samuele: Ero andato con mia madre ad uno spettacolo teatrale di fine anno del Liceo Classico in cui insegna: i suoi alunni cercavano di interpretare i più svariati personaggi della storia e del mito. Entusiasmante! A settembre ho cominciato a lavorare per uno spettacolo sull’Olocausto: interpretavo uno dei mille bimbi senza nome risucchiati nell’incubo dei lager. Un’emozione unica. Dal teatro al cinema, poi, è stato un attimo: cercavano un bambino protagonista che raccontasse l’incredibile amicizia con Pem, il suo albero. Così sono stato Luca.

Miriam: Avevo 4 anni. Serviva una sorellina per Mattia, protagonista di un corto, interpretato da Samuele, e così sono stata Tea. Pochi mesi dopo, poi, mi sono ritrovata a correre e a giocare in uno splendido cortile nel centro di Roma sotto lo sguardo attento di Toni Servillo, diretta da Paolo Sorrentino!

Essendo sempre molto impegnati su set o spot, riuscite a mantenere le stesse amicizie e a vivere una vita simile a quella dei vostri coetanei? Sì sì, troviamo tempo per gli amici di sempre e da ogni avventura torniamo con amici nuovi! Basta organizzarsi e il tempo c’è, per gli amici, per lo sport, per l’Inglese e per studiare, studiare, studiare, perché la scuola rimane, comunque, la cosa più importante.

Cosa vi piace di più del set? Quali sono le emozioni alle quali non riuscite a rinunciare?

Samuele: Del set mi piace tutto: è bello essere una volta Luca, una volta Mattia, una volta Dino, una volta vivere un’avventura nel 2000, una volta catapultarmi nell’800. È bellissimo poter dar volto e voce ad altri bambini, entrando nelle loro storie, interpretando le loro vite.

Miriam: Anche per me è bellissimo essere una volta Tea, una Lucilla, una Ludovica, diventare una volta una sorellina dispettosa, una volta una principessa impertinente, una volta divertirmi con i pinguini, oppure vivere avventure da sogno in compagnia di Prezzemolo! È bellissimissimissimo incontrare tante persone!

C’è fra tutti i lavori uno al quale siete più affezionati?

Samuele: Tutte le avventure rimangono nel cuore, ogni esperienza lascia nel ricordo la gioia grande di averla vissuta. Adoro il mio primo corto “Pem”, che emozione quando è stato finalista al Giffoni Film Festival e che simpatia il mio primo super fantastico regista-mago pronto a farmi le più strabilianti magie a qualsiasi ora finissimo di girare! Ma è nel cuore anche la fortissima emozione di dar voce alle letterine dei bambini del Bambin Gesù nella diretta su Rai 1 insieme ad Elisa Isoardi o la gioia di giocare a pallone con Ricky Menfis ed Elio Germano ne “L’ultima ruota del carro” di Veronesi!

Miriam: Anch’io ho l’imbarazzo nella scelta. Mi diverte la nostra trasmissione in radio “Babyes’ voice”, “La voce dei bambini”, con tante storie e tante tante canzoncine dello zecchino d’oro; mi è rimasta nel cuore Lucilla… una bella addormentata un po’ sveglia… che non vuole aspettare cent’anni il principe che venga a salvarla, divertentissime le giornate di giochi sotto le telecamere ne “L’ultima ruota del carro” di Veronesi, grandissima l’emozione nell’intervistare personaggi come Ivana Spagna o Emanuela Aureli o nell’essere presentata dalla dolcissima Veronica Maya (Premio Rosa dell’Umbria) o dal simpaticissimo Claudio Lippi nel Troisi Festival, il cui Direttore artistico è il mitico Antonio Parciasepe e davvero grande grande grande… direi stratopicaaaaaa la gioia quando “La grande bellezza” ha vinto l’Oscar!

Quali sono i consigli  che i vostri genitori vi danno più spesso? Vivere appieno, mettere a frutto i nostri talenti, non smettere mai di sognare e… studiare, studiare, studiare!

Samuele, un pregio e un difetto di tua sorella? Dispettosa, troppo dispettosa per i miei gusti… questo il suo difetto, però è anche dolcissima generosa e sensibile!

Miriam, stessa domanda: un pregio e un difetto di tuo fratello? Se io sono dispettosa, Samy è dispettosissimissimissimo, non perde mai l’occasione per progettare qualche dispetto… e poi sempre senza farsene accorgere da mamma, ma è anche affettuoso, coccolone sensibile e responsabile!

A cosa state lavorando adesso? È un momento di spot, tutti in fase di post-produzione. È  divertentissimo, ora ti ritrovi a giocare nella casetta di Peppa Pig in compagnia dei suoi coloratissimi amici, ora ti catapulti in una dimensione fantastica in cui la magia diventa realtà e ti ritrovi a volare in compagnia di Prezzemolo, lanciandoti in mille fantastiche avventure, oppure ti ritrovi in una splendida cucina in compagnia di una simpaticissima famiglia a degustare tutti i più svariati tipi di affettati e non smetteresti mai di mangiarli. O ancora ti proietti in un sogno guardando le stelle e immagini cosa sarai da grande e di colpo ti trovi già grande con il tuo sogno in tasca, grazie ad una grandissima multinazionale del lavoro. Oppure ti diverti ad indossare la maglietta di un marchio che per un giorno diventa il marchio dei tuoi sogni!

Nel tempo libero cosa vi piace fare? Di tutto, andiamo in palestra, Miriam a ritmica,  approfondiamo l’Inglese e durante l’estate ci divertiremo per quattro settimane al campus in Inglese; abbiamo seguito un corso di dizione e recitazione, per anni abbiamo partecipato ad un coro ed ora Miriam ha cominciato pianoforte e canto, adoriamo divertirci in piscina, guardare film, stare con gli amici e qualche volta dormiamo anche insieme e, poi, è bello stare in famiglia, con i nonni, nell’orto di nonno abbiamo piantato di tutto!

Qual è il sogno più grande di Miriam e Samuele?

Samuele: Il mio sogno più grande? Boh? Ne ho tanti e tutti sono grandi. Sogno di essere medico per poter curare malattie che oggi fanno morire o per trovare formule magiche a realtà che oggi mettono tanta paura come la trisomia 21. La leggo negli occhi della gente questa paura anche quando la sorprendo a guardare la nostra sorellina, Rebecca, che ne è affetta. Sogno di essere regista per poter raccontare tante storie e sogno di essere attore per poterle interpretare.                                                                   

Miriam: Ed io sogno di essere insegnante per trasmettere agli alunni sapere e passione, poi sogno di essere attrice, di essere felice e rendere felice chi è intorno a me. E per una volta concordiamo, tanti i sogni, forse un po’ troppi. Comunque l’importante è sognare ora e sempre, perché solo chi sogna impara a volare!  

Ammetto di aver trovato una certa difficoltà a chiudere in maniera migliore questa intervista. Così farò una cosa insolita, a quanti arriveranno fino alla fine di questa intervista, chiederò di tornare all’ultima risposta, al rigo in cui i due fratellini concordano in pieno. E di rileggerlo. Più volte. Come ho fatto io. (le foto sono di SABRINA CIFERRI)

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