febbraio 9, 2014 | by Nicola Mansi
“El Sistema” compie 39 anni. Dietrich Paredes racconta il suo sogno.

Trentanove anni fa nasceva in Venezuela, grazie all’intuizione di un visionario professore di economia, Josè Antonio Abreu, un modello didattico musicale, che avrebbe stravolto profondamente l’intero mondo della musica classica. Il sistema di educazione musicale pubblica, diffusa e capillare, con accesso gratuito e libero per bambini e ragazzi di tutti i ceti sociali, nei suoi 39 anni di vita, ha strappato dalla strada e dalla delinquenza centinaia di migliaia di ragazzi dando un’opportunità di studio a chiunque. Alcuni degli allievi sono diventati delle vere e proprie star internazionali. Oltre ad un gran numero di strumentisti di straordinario livello come il contrabbassista dei Berliner Philharmoniker, Edicson Ruiz, il flautista Pedro Eustache, sono sicuramente da citare i direttori d’orchestra Gustavo Dudamel, Dietrich Paredes, Christian Vasquez e Diego Matheuz. Nel settembre del 2012 il Ravello Festival ospitò il debutto italiano dell’Orchestra Giovanile di Caracas, uno dei grandi complessi sinfonici nati nell’ambito del miracoloso “Sistema”. In quell’occasione a dirigere i 140 orchestrali fu proprio la bacchetta di Dietrich Paredes, giovane talento della direzione e pupillo di Abreu che in quell’occasione accompagnò a Ravello l’orchestra e il giovane direttore presenziando sia alle prove che allo straordinario concerto che si svolse all’Auditorium Oscar Niemeyer.  Da allora il trentatreenne direttore, da circa otto anni, direttore musicale dell’ensemble più importante del Venezuela, continua a mietere consensi e successi in giro per il mondo tanto che lo stesso Dudamel ha dichiarato: “Sono realmente colpito dall’ottimo livello raggiunto dai musicisti dell’Orchestra Giovanile di Caracas, grazie allo straordinario lavoro svolto dal mio fratello spirituale, il giovane direttore Dietrich Paredes”.

Maestro Paredes, El Sistema compie 39 anni. Per lei cosa ha rappresentato e cosa rappresenta? El Sistema è la cosa migliore che sia capitata nella mia vita. L’ha cambiata in meglio. Grazie al Sistema oggi posso dedicare tutto il mio tempo alla mia grande passione: la musica e ho l’opportunità anche di insegnarla alle nuove generazioni.

Lei ha cominciato suonando il violino, quando ha capito che poteva dirigere un’orchestra? In verità l’ho capito molto presto. Ho sempre avuto un’inclinazione naturale per la direzione. Quando avevo più o meno 22 anni mi sono deciso di intraprendere questo mondo meraviglioso. Sin da giovanissimo ho seguito corsi, workshop per violino e per la preparazione alla direzione, quelle esperienze hanno determinato la mia passione per il podio.

Suonare in un’orchestra come aiuta i giovani nella loro formazione e nella loro crescita? Il lavoro di squadra è indubbiamente formativo. Il lavoro individuale e di gruppo aumenta la responsabilità del giovane, se a questo si somma il lavoro quotidiano, che implica il confronto con musica diversa, con compositori di epoche diverse, con culture ed esperienze diverse, si comprende che tutto questo contribuisce, inevitabilmente, ad educare non solo musicalmente i nostri ragazzi. La filosofia de “El Sistema” è quella di seminare valori quali la disciplina, l’amicizia, l’onestà e la solidarietà.

La sua famiglia come ha preso la sua passione per la musica? Con moltissimo orgoglio. Mi hanno sempre appoggiato.

Per diventare un musicista basta la passione o è necessario il talento? A  mio avviso, più che passione e talento è indispensabile la disciplina e una incrollabile dedizione. La passione e il talento coronano lo sforzo.

Quanto può fare “El Sistema” per promuovere la musica e come può dare lavoro ai giovani? El Sistema, promuove la musica tra giovani e i giovanissimi tutti i giorni. Attualmente sono 350.000 circa i giovani che frequentano i 280 e più nuclei e centri accademici disseminati in tutto il Venezuela. Questo impianto culturale genera lavoro in vari modi, per esempio, permette a molti musicisti che si formano di diventare a loro volta docenti. 

Che ruolo ha giocato il Maestro Abreu nella sua educazione e nella sua formazione? Per me, come per tanti venezuelani, il maestro Abreu è un padre, una guida, un motivatore esigente e pieno di saggezza. È un esempio per ognuno di noi, non ho parole per descrivere tutto il bene che il maestro Abreu ha fatto e fa per il nostro paese.

El Sistema ha sfornato grandissimi direttori come Dudamel e Matheuz che oggi dirigono le più importanti orchestre del mondo. Qual è il suo obiettivo? Il mio obiettivo come direttore, è quello di continuare ad imparare e continuare a crescere musicalmente, assieme alle orchestre del mio Paese e a quelle di tutto il mondo. Gustavo Dudamel è un esempio per me e per tutti i giovani, Diego Matheuz si è affermato in Europa, entrambi sono grandi persone che ammiro e rispetto.

Ha un genere musicale che preferisce? E quali musicisti ammira di più? Ogni musicista ha qualche particolarità che lo rende unico e degno di ammirazione. Chi ammiro profondamente è il Maestro Abreu. Tra i compositori preferisco Beethoven, Brahms, Shostakovich, Mahler, Tchaikovsky e Vivaldi. Ammiro le opere di Verdi. A proposito di generi musicali, credo che ognuno abbia i suoi punti di forza e rivesta un ruolo nella storia della musica.

Oltre ad essere un direttore d’orchestra lei è comunque un giovane. Nel tempo libero che musica ascolta? Io ascolto musica praticamente sempre. Il genere che ascolto dipende molto dalla situazione. Lo ammetto, di solito ascolto musica classica. Mi piace molto anche la musica latinoamericana. In Venezuela abbiamo tanti eccellenti compositori.

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IL MAESTRO JOSE’ ANTONIO ABREU A RAVELLO PER SEGUIRE LE PROVE DELL’ORCHESTRA GIOVANILE DI CARACAS DIRETTA DA DIETRICH PAREDES

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