giugno 3, 2014 | by Emilia Filocamo
“Fare magia significa rendere reale l’impossibile”. Lo strano caso del mago-attore Ron Fitzgerald

Di primo acchito Ron Fitzgerald, illusionista, mago, attore, perennemente intabarrato in abiti di stile gotico, incute una certa soggezione, non dico timore, perché potrebbe sembrare offensivo o esagerato, ma certamente le sue performances o solo le sue foto, suggeriscono un’immagine  sinistra, da realtà oscura. È un po’ come parlare con Dracula redivivo, con una strana, affascinante combinazione fra incantesimo e maledizione. Poi, quando ci concordiamo per questa intervista, scopro un uomo estremamente preciso, attento, incapace di trascurare anche il minimo dettaglio, assolutamente focalizzato sul dare il meglio di se anche nelle risposte. Così, attendo un bel po’ prima di ricevere il materiale che compone questa intervista e la cosa sorprendente sarà che più volte Ron si scuserà per essere in ritardo rispetto alla tabella di marcia prevista. Il tutto lo rende improvvisamente più umano e vicino alla mia realtà e mi consente di scoprire un uomo che si appassiona alla magia da bambino grazie ad un kit giocattolo e che da allora non ha più smesso di fare appunto magie.

Ron, tu sei un illusionista. Ma cosa è per te esattamente la magia? Fare magia significa rendere reale l’impossibile, questo è ciò che faccio nei modi più disparati, rendo reali cose apparentemente assurde, impensabili. Se ci pensiamo bene, questo succede spesso nella vita di tutti i giorni e tutti potremmo essere più o meno in grado di farlo, ma poi tocca ad una sola persona riuscirci davvero. Credo che fare magie sia anche condividere delle storie, riuscire a raccontarsi e a scambiare con il pubblico energie, emozioni, sensazioni, insomma anche questa è magia!

Ma come hai capito che la magia era nel tuo destino? Insomma, come è cominciato tutto? Ho iniziato la mia carriera ad otto anni quando mi fu regalato un set da piccolo mago. Praticamente da quel momento non seppi farne più a meno. Ricordo che mi esercitavo tantissimo e che preparavo piccoli show per amici e parenti. Poi il mio mentore, un mago fantastico, ovviamente più grande di me e di grande talento, organizzò il mio primo show e da quel momento mi fu tutto chiaro, da allora non ho più smesso di esibirmi e a questa passione grandissima si è affiancata anche la carriera di attore. Sì, credo che fosse tutto già scritto nel mio destino, ed è stata la cosa più bella che potesse capitarmi.

Puoi raccontarci il numero di illusionismo più riuscito e sconvolgente che hai portato in scena e quello di cui non sei stato troppo soddisfatto? Diciamo che mi piacciono un po’ tutte, se sono nello show che propongo è proprio perché mi piacciono. Ce ne sono tante belle, da quella in cui  ingoio lame a quella in cui decapito la mia giovane assistente, oppure, una delle più interessanti è  la cremazione della mia assistente. Lei si traveste da strega e le viene appiccato il fuoco mentre è chiusa in una bara. Per quanto riguarda i numeri di cui non sono convinto, o li elimino totalmente, oppure continuo a lavorarci su fino a quando non sono perfetti. Ad esempio, c’era un numero di illusionismo in cui la mia partner veniva tagliata in due parti che non mi convinceva troppo, così l’ho eliminato dallo show e ho deciso di raffinarlo per poi aggiungerlo magari più in là.

In che modo ti sei avvicinato al cinema? Ho studiato teatro e recitazione al college, era necessario per le mie performance di illusionismo e quindi facevo corsi di recitazione proprio per questo scopo. Tuttavia quando le mie performance e anche il mio look sono diventati più estremi, gotici, molti registi di film horror hanno cominciato ad interessarsi a me e a propormi vari ruoli. Non dimenticherò mai l’eccitazione del primo ruolo che mi è stato dato. I primi a chiedermelo furono i registi John Lechago e Dan Clark. Con John ho lavorato in “Blood Gnome”, in “Bio Slime” e poi in “Magus”. Con Dan, una volta che il suo film “The Item”, è stato completato, ha subito partecipato al Sundance Film Festival, oltre che ad altri, ed è stato anche distribuito in DVD a livello mondiale nel 2001.

Ci parli del tuo ruolo nel film Magus? Magus è stato scritto e diretto da John Lechago che ha creato il film appositamente per me, si direbbe su misura, dopo aver visto le mie performances di illusionismo e ammirato il modo in cui mi muovevo sul palcoscenico. Con me hanno lavorato diverse star da Lizzy Strain a Bill Steel ed Eva Derrek, da Al Burke a Vincent Balancio. Abbiamo girato gran parte negli Universal Studio ed è stata un’esperienza fantastica anche per il rapporto creatosi con il cast. È la storia appunto di un mago che fa parte di una setta dotata di poteri speciali e capace di manipolare l’energia, che diventa malvagio e decide di utilizzare questi suoi doni per distruggere il mondo. È stato divertentissimo fare la parte del cattivo, ho ascoltato Marilyn Manson per tanto tempo per entrare nel carattere di questa figura malefica; è una storia piena di effetti speciali e non a caso ha vinto il premio per i migliori effetti speciali al Chicago Horror Film Festival. Spero di avere un’altra occasione per interpretare ancora un ruolo simile a questo.

Magus trailer

Esibisci perennemente un look gotico, ma cosa ha di speciale e perché questa scelta? Credo che tutta l’estetica gotica sia circondata da oscurità e mistero e c’è tanta bellezza in questo mistero. Ho sempre pensato che le prime generazioni di maghi, nel passato, somigliassero un po’ a dei vampiri e così mi sono ispirato a quel tipo di immagine, personalmente indosso sempre il nero, ed il mio stile è una fusione anche di Industrial e Fetish, ma con un respiro più moderno. È qualcosa che travalica il mio guardaroba e va sul palco nei miei show, ho creato un mondo di illusioni e divertimento che, grazie ai miei show gotici, da Hollywood ha raggiunto anche Hong Kong.

Ci parli del tuo film “Dark Realm”? Dark Realm, che ha vinto diversi premi e riconoscimenti, è la fusione perfetta fra film horror ed i miei spettacoli di illusionismo: è un film unico, nulla di simile è mai stato fatto prima. Il film è composto da diversi spezzoni tratti dai miei show fatti dal vivo, che però vengono inseriti in un contesto narrativo, come se si trattasse di un film horror. È diretto da Vincent Balancio che è stato indispensabile, non avrei mai potuto realizzarlo senza il suo aiuto e vi hanno partecipato i più grandi talenti del mondo del Burlesque. Il film ha vinto due premi all’Indie  Horror Film Festival di Chicago, anche l’attrice Kylie Williams ha ricevuto un premio per questo film ed io stesso per il lavoro unico che ho svolto sul set. Ho lavorato con attori di grande talento da Heather Dorff a Cherries Jubalie a Lady India e Al Burke e sono eccitatissimo perché il film sarà disponibile dai primi di agosto.

Dark Realm Trailer

Cosa secondo te fa di un film un buon film e quali sono, invece, gli errori da evitare? La cosa più importante è la storia, è fondamentale. La storia deve essere non solo bella, ma deve attrarre. E poi la produzione, il cast, la musica, una fotografia eccellente. Questi sono gli elementi fondamentali per un buon film. Se manca una storia decente e anche la produzione lascia a desiderare allora davvero non ne vale la pena. Certo, non tutti i film sono perfetti, ma se la storia di base è buona e si fa il possibile per presentarla nel modo giusto, allora si è già a buon punto.

Fra tutte le persone che hai incontrato nell’arco della tua carriera, chi ti ha lasciato di più in termini non solo professionali ma anche umani? Ho incontrato tante star nell’arco della mia carriera, soprattutto nell’ambito del genere horror. Molte mi hanno dato tanto e lasciato storie interessanti, oltre che divertenti. Ad esempio Elvira, Mistress of the Dark (Cassandra Peterson) che ho incontrato tantissime volte e sin dalla prima, mi ha sempre detto quanto amasse il mio stile. È  una persona divertentissima, oltre che di grande talento. E poi Linda Blair, una donna con cui è sempre bello parlare, è anche portavoce dell’associazione Haunts Against Hunger che usa gli spettacoli di Halloween per raccogliere cibo, anche io ne sono portavoce. Ma lei fa parte anche di un’associazione a favore dei cani. Un altro grande amico è Bill Moseley: una volta, ad una convention di maghi, dopo aver visto il mio show, mi ha portato ad uno show di Tom Savini ed è stato un giorno indimenticabile.

Il nome del tuo primo fan? Mia madre, senza dubbi! È stata lei a regalarmi il mio primo set da mago e lei a cucirmi i primi costumi di scena. È stata sempre estremamente incoraggiante, non avrei potuto essere dove sono senza mia madre, mi ha sempre sostenuto, anche quando i miei spettacoli di magia sono diventati più oscuri e strani. Tuttora  i miei amici continuano a dirmi che è una donna divertentissima ed eccezionale.

Ti sei mai esibito in Italia e cosa pensi del cinema italiano? Ho visitato gran parte dell’Europa, ma purtroppo non sono mai stato in Italia anche se è in programma un viaggio nelle vostre maggiori città d’arte. Detto questo, relativamente al cinema, e ovviamente al genere horror, adoro Fulci, Argento e Bava. In particolar modo trovo estremamente stimolante il cinema horror degli anni sessanta e settanta, si può imparare davvero tanto. 

Anche il mondo del cinema sta subendo il contraccolpo della crisi economica. Secondo te c’è un modo per aiutare il cinema? Purtroppo i finanziamenti nel cinema sono tutto e, vista la situazione economica, sono diventati un problema notevole. Inoltre, grazie alle nuove tecnologie, ormai il numero di registi indipendenti è lievitato notevolmente, chiunque può realizzare il proprio film mettendo su una storia, un cast, una piccola produzione. Il problema è che se da un lato questo aiuta a produrre più film, dall’altro si ha più difficoltà ad emergere e bisogna puntare su una storia davvero dirompente, su un film qualitativamente eccellente per sperare di farsi notare.

I tuoi modelli nel lavoro? Anche del passato. Come ho già sottolineato prima, all’inizio della mia carriera, mi ispiravo all’immagine tradizionale del mago, un po’ il clichè della figura quasi da vampiro, mi ispiravo per essere più chiaro al Dracula di Bela Lugosi. Successivamente ho sentito il bisogno di portare in scena un’immagine meno stereotipata, più mia, originale, e anche il mio essere coinvolto in film horror o fantascientifici, ha contribuito tanto ad un look diverso.

La parte più difficile del tuo lavoro e quella che ti ha dato più soddisfazioni? La parte più complessa è sicuramente il labor limae che va fatto ad ogni show, il perfezionamento dei numeri, l’attenzione ai particolari, ma alla fine il consenso del pubblico ti ripaga di tutta la fatica. È un po’ come fare un film, non c’è nulla di più eccitante che vedere il pubblico gradire quello che hai realizzato, è quella la parte più bella. Ma credo che questo sia motivato dall’esibizionista che è in me!

C’è mai stato un momento nel tuo lavoro in cui hai davvero avuto paura? Ad essere sincero niente mi spaventa sul serio, in genere sono io a spaventare gli altri! No, scherzi a parte, mi è accaduta una cosa che davvero mi ha terrorizzato. Un po’ di tempo fa, ero in attesa di un’operazione perché non stavo bene. Una notte, mentre ero a letto e la mia ragazza mi dormiva accanto, mi sono svegliato e ho visto ai piedi del letto un essere orrendo, incappucciato, che stava sospeso, come se stesse volando. Io ero incapace perfino di urlare, ero pietrificato: all’improvviso quell’essere ha spalancato le braccia si è posizionato su di me ed in quel momento ho visto le sue mani scheletriche ed un teschio comparire dal cappuccio. Per la paura sono caduto dal letto e quando la mia ragazza ha sentito il tonfo sul pavimento, mi sono voltato a vedere se quella creatura fosse ancora là, ma era sparita. Svanita nel nulla. Da quel momento non è mai più ricomparsa, è stato orribile. Ecco, quella volta ho avuto davvero paura.

L’ultimo pensiero prima che vai a dormire? Beh, in genere funziona così: quando vedo la luce del sole penso “Ecco, è tempo di andare a letto” Ride. Cerco di pensare alle cose belle che mi sono successe e ad avere gratitudine per la mia vita, o a tentare di conservare un po’ di ispirazione per il lavoro. Per il resto, i miei pensieri rasentano l’osceno e quindi no, non mi sembra il caso di condividerli con te! Ride nuovamente.

Se potessi usare la tua magia per cambiare una parte della tua vita o della tua carriera, cosa cambieresti? Cerco di guardare sempre avanti. Il “se avessi fatto, se avessi detto” non aiutano per niente e poi, se davvero si potesse tornare indietro ed avere la facoltà di cambiare qualcosa della propria vita, anche le scelte successive sarebbero diverse e questo impedirebbe a gran parte delle cose accadute di ripetersi, cose di cui sono grato. Tuttavia dico che la cosa migliore che abbia mai fatto, è stata quella di iniziare a recitare presto e soprattutto nei film horror.

E se invece potessi usare la tua magia per cambiare qualcosa nel mondo, cosa cambieresti? Farei sparire l’avidità. Credo che sia la causa di tutte le miserie. Un po’ come è avvenuto per la crisi economica del 2008, partita in tutti i grandi paesi occidentali, da lì è nato tutto. Attenzione, io non ce l’ho con quelli che guadagnano milioni e milioni, va benissimo purchè questo non significhi ridurre in miseria altre persone.

A chi vuoi dire grazie oggi? È davvero difficile dire grazie ad una sola persona: nella mia vita ho incontrato tanti amici, parenti, colleghi che mi sono stati accanto e che mi hanno dato tanto. Tuttavia, una persona che ringrazio tutti i  giorni è il mio donatore: quindici anni fa ho subito un doppio trapianto di organi, un’operazione che mi ha salvato la vita, il mio donatore aveva solo 19 anni, lui e tutta la sua famiglia hanno donato gli organi, salvando altre vite, dopo la mia. Ecco, io credo che quella sia stata una cosa bellissima, pertanto invito tutti a pensare di diventare donatori di organi. Perchè anche questa è una magia: salvare una vita è una cosa straordinaria.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Un numero di magia trasmesso sulla WGN – TV di Chicago  

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