aprile 3, 2014 | by Nicola Mansi
Ferdinando Ambrosino, dal sud del mondo a Ravello, “luogo dove si avverte la presenza della storia”

Ferdinando Ambrosino, pittore e scultore partenopeo, nato a Bacoli, uomo del sud, cultore della storia, con una florida carriera artistica alle spalle e un futuro proiettato verso nuove avventure e sfide, in questi giorni impreziosisce l’offerta culturale della Fondazione Ravello esponendo alcune delle sue ultime opere nelle Sale Superiori di Villa Rufolo. Opere che rappresentano – come lui stesso ha confermato – “il periodo introspettivo” della sua produzione artistica. Produzione che ha spaziato tra soggetti e materiali. Dal 1967, anno della sua prima personale al Maschio Angioino di Napoli, passando dal Venezuela agli Stati Uniti, Ambrosino ha sempre ottenuto un grande successo di critica e pubblico destando l’attenzione di televisioni, quotidiani e riviste specializzate per il suo modo del tutto personale di segnare le tele e di plasmare la materia. Tra un viaggio e l’altro il maestro si è fermato a Ravello. 

Maestro Ambrosino ci dia una definizione di Sud e ci racconti cosa rappresenta per lei il Sud visto che le sue opere sono permeate da questa sorta di “categoria dello spirito” Io sono nato al Sud ed in Campania mi sono formato culturalmente ed artisticamente. Pertanto ho assaporato tutto del Sud dell’Italia, le tragedie umane ed ambientali, ma anche la grande umanità e, soprattutto, questa presenza antica. Parlo del mondo greco-romano. 

Ha seguito una linea emotiva o logica nella scelta delle opere che espone a Ravello? La mostra di Ravello a Villa Rufolo rientra in un itinerario artistico ed espositivo iniziato quest’anno con una mia personale inauguratasi il 12 marzo negli Stati Uniti d’America, a San Francisco, presso l’Istituto Italiano di Cultura.

Conosceva già Ravello? Quali sensazioni le ha comunicato Ravello e ancora di più Villa Rufolo, il luogo in cui sta esponendo. Conosco molto bene Ravello e Villa Rufolo. Sono un frequentatore dei luoghi magici che la Costiera Amalfitana offre. Esporre a Villa Rufolo è un’emozione forte. In questo luogo si avverte la presenza della storia, della cultura, e le mie opere sono un viaggio nel tempo, un percorso a ritroso nel mondo greco e latino. Non può esserci luogo più appropriato per accogliere questo mio percorso artistico.

Lei proviene da studi classici poi ha frequentato la facoltà di geologia, in che modo la sua formazione ha influenzato la sua produzione? Gli studi classici mi hanno fornito la sensibilità per capire che una lettura non superficiale del presente non può prescindere dalla storia. Naturalmente l’aver vissuto nei Campi Flegrei a due passi dall’Antro della Sibilla, là dove i greci approdarono per la prima volta sul suolo Italico, non è poca cosa. La cultura Greca e quella Romana, la mitologia, la storia ha fatto sempre da sfondo alle mie opere.

Oggi cosa la ispira maggiormente? La mia produzione recente, parlo delle opere che ho realizzato dal 2007 ad oggi, sono ispirate al grande patrimonio archeologico presente nel Sud dell’Italia. Un’immagine, un frammento di affresco pompeano o stabiese, un anfratto dell’Antro della Sibilla, una statua, sono i motivi ispiratori. Naturalmente osservati ed interpretati da un artista contemporaneo, con le sue contaminazioni e trasformazioni.  

Cosa c’è dopo Ravello? Voglio dire i suoi prossimi progetti, esposizioni? Nei prossimi giorni si concluderà la mia personale presso l’Italian Cultural Institute di San Francisco. Subito dopo, nel mese di giugno, la mostra si trasferirà a Naples presso il Musem of Art di questa città della Florida. Successivamente nel mese di ottobre si andrà a Charleston nel South Carolina. E poi altre ancora, per il prossimo anno, ancora da definire. 

A Ravello, le sue opere “dividono casa” con quelle del maestro Ferrante (CLICCA QUI per leggere l’intervista a Mario Ferrante). Cosa ne pensa di questa convivenza? La convivenza tra artisti autentici è sempre piacevole. Quando si dipinge con sentimento, quando l’espressione pittorica scaturisce dall’anima allora si è artisti veri. Ferrante è questo. Ecco perché la convivenza è gradevole ed il dialogo è armonioso e perfetto.

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Da Cuma a Pompei: viaggio nel tempo – Pitture e sculture di Ferdinando Ambrosino
a cura di Angelo Criscuoli

Sale Superiori di Villa Rufolo, fino al 4 maggio 2014
Tutti i giorni ore: 11.00 – 13.30 / 19.30 – 24.00
Biglietto di ingresso alla Villa
Info: www.villarufolo.it – tel./fax 089 857621

>>> PROROGATA FINO AL 18 MAGGIO (dal 5 maggio aperta al pubblico dalle ore 11 alle ore 17)

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