agosto 20, 2014 | by redazione
Fondazione Ravello sulla concessione amministrativa di Villa Episcopio

Capiamo la necessità in questi periodi di riempire i media con contenuti che abitualmente la calura estiva riduce all’osso, ma proprio per parlare di contenuti e non di fumo, nel bicchiere dove si sta agitando la tempesta, proviamo a togliere l’acqua e a mettere sostanza e verità.

1) La Fondazione Ravello nasce per gestire, organizzare, coordinare e promuovere Ravello, la sua cultura, la sua identità, la sua storia ed il suo patrimonio monumentale (vedi statuto e atto costitutivo su www.fondazioneravello.com).

2) Da dodici anni Fondazione Ravello persegue questi obbiettivi e lo fa con risultati straordinari (vedi bilanci e consuntivi www.fondazioneravello.com/index.php/lafondazione/patrimonio).

3) Quand’anche istituzione di diritto privato, la Fondazione Ravello è costituita da soli soggetti pubblici.

4) Da dodici anni si perseguono questi obbiettivi e da sette anni Fondazione Ravello gestisce Villa Rufolo, sicuramente un monumento molto più prestigioso, impegnativo, strategico e vitale per Ravello rispetto a Villa Episcopio (vedi dati http://www.villarufolo.it/download/VillaRufolo_grafici.pdf )

5) Da dodici anni, centrodestra e centrosinistra, 3 diversi Presidenti, 4 diversi CdA e CdI, hanno contribuito alla realizzazione del progetto e al raggiungimento degli obbiettivi in modo assolutamente e totalmente univoco e costante;

6) Il “Progetto Ravello” non è altro che la gestione unitaria, coordinata e sinergica del patrimonio pubblico, materiale e immateriale, di Ravello, attraverso un soggetto agile, specializzato e sburocratizzato, per evitare sprechi, inefficienze, strutture chiuse e cadenti. Il tutto sotto il diretto controllo ed indirizzo degli Enti Pubblici soci, ma senza doverne subire direttamente le crisi politiche e i limiti organizzativi e normativi. Appunto la Fondazione Ravello, che non ha scopo di lucro, non ha Presidenti e Amministratori retribuiti, ma ha l’unico obiettivo di far crescere il livello economico, culturale e sociale in primis dei Ravellesi e poi della Costiera e della Regione Campania tutta, anche attraverso la gestione di beni culturali che, in tale modo diventano volano di crescita per l’economia e per i popoli.

La risposta all’intero dibattito estivo e la sintesi di tutto quanto sopra è nella dichiarazione del Ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini (Ravello, 19 luglio 2014): “Ravello è un modello che soprattutto nel Mezzogiorno andrebbe studiato e valorizzato. Ravello ha saputo precorrere i tempi scegliendo la Fondazione quale strumento di governance agile e intelligente”. 

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