giugno 4, 2015 | by Nicola Mansi
Fondazione Ravello, un viaggio a Minsk nel segno della cultura come passepartout per la pace / FOTO

La Fondazione Ravello, nelle persone del Segretario generale Secondo Amalfitano e del Direttore artistico Stefano Valanzuolo, è volata a Minsk, nei giorni scorsi, per definire i dettagli di un progetto culturale destinato, entro breve termine, a gettare un ponte tra Italia e Bielorussia. L’iniziativa in questione era già stata approvata lo scorso anno, sotto la presidenza di Renato Brunetta, dagli organi statutari della Fondazione, per poi essere ripresa e confermata dal Commissario Antonio Naddeo. La presenza nella capitale ex sovietica di Mons. Claudio Gugerotti, vescovo titolare di Ravello e Nunzio apostolico per la Santa Sede in Bielorussia, ha stimolato e favorito, sin dall’inizio, lo sviluppo dell’accordo, la cui gestione, sul piano diplomatico, sarà curata dallo stesso prelato. “La Bielorussia ha bisogno di aprirsi all’Europa – ha detto Gugerotti – così come è giusto che l’Italia impari, con uguale entusiasmo, a conoscere la cultura e il popolo bielorussi. L’iniziativa della Fondazione Ravello è davvero lodevole”. Nel corso di tre giorni a Minsk, Amalfitano e Valanzuolo hanno incontrato i rappresentanti del Ministero degli Esteri Bielorusso responsabili per l’Europa, il vice Ministro per la Cultura, i responsabili dell’Accademia Superiore di Musica e Danza, infine l’Ambasciatore italiano in Bielorussia.
Quale esito della collaborazione tra la Fondazione e il Governo bielorusso, Ravello ed il suo Festival si accingono ad accogliere una ventina tra giovani danzatori e musicisti per un periodo di perfezionamento artistico. Gli artisti sono stati scelti, al termine di una fitta serie di audizioni, da un lotto di una sessantina di aspiranti, selezionati dalla stessa Accademia di Minsk. “Il gruppo di giovani – ha sottolineato Valanzuolo – è artisticamente interessante, variegato e appare molto motivato. Le premesse per compiere un eccellente lavoro formativo, in parallelo al Festival, ci sono tutte”.
È il primo passo, questo, di un progetto destinato ad ampliarsi, coinvolgendo anche artisti visivi provenienti da Minsk (scultori, pittori, grafici) e, possibilmente, toccando anche altri paesi emergenti. “Sono stati giorni intensi che hanno visto Ravello e la Fondazione protagonisti in un contesto che sta attraversando momenti delicati e caldi, nei quali le diplomazie mondiali sono al lavoro per far partire il dialogo. I nostri interventi – ha riferito il Segretario Generale Secondo Amalfitano – sono stati molto apprezzati perché, in nome della “CULTURA”, siamo riusciti ad eliminare ogni barriera politica, ideologica, economica, religiosa. Il Vice Ministro della cultura Vasili Chernik è stato felice di ascoltare le nostre proposte, anche in funzione di un dialogo di pace che possa vedere la Cultura e Ravello protagonisti in un futuro prossimo. Un grazie particolare al nostro Vescovo Titolare Claudio Gugerotti che, da vero e proprio Ambasciatore di Ravello, ha reso possibile tutto questo, anche in raccordo con il nostro Ambasciatore in Bielorussia, Stefano Bianchi, che dovrebbe essere a Ravello nelle prossime settimane”.

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