settembre 13, 2014 | by Emilia Filocamo
Francesco Branchetti dal cinema al successo teatrale di Girotondo con Gaia De Laurentis

La fine di agosto, proprio l’ultimo giorno, il 31, porta con sé un cielo quasi perfetto, con un’impuntura di stelle precisa e piacevole, un vento a tratti quasi freddo e un passeggio elegante di stranieri. L’ora precisa è quella in cui si è già cenato: io e Francesco Branchetti, fiorentino, attore e regista teatrale di grande notorietà, con un curriculum che, parte dal cinema e si divincola con piacere fra il teatro e la tv, parliamo per la prima volta appunto proprio in quella sera di fine agosto, di estate al tramonto, di pianoforte e di stelle appiccicate in cielo con assoluta perfezione. Francesco si “consegna” alle mie domande solo qualche giorno dopo, qualche giorno dopo avermi parlato del premio che il suo spettacolo ha vinto, dopo avermi parlato delle sue collaborazioni importanti e dopo che io stessa, sono andata benevolmente “a caccia” dei vari titoli in cui ha recitato e degli spettacoli che ha diretto. Docente di recitazione presso l’Accademia europea del teatro e dello spettacolo, destinatario di diversi premi, direttore di opere e concerti, presente in vari programmi radiofonici, ha curato la regia di numerosi spettacoli ed ha recitato in fiction di successo che vanno da Nebbie e Delitti al Commissario Rex, da Raccontami 2 a Provaci ancora prof 2, solo per citarne alcune, ma si sente, scalpitante ed energica, tutta la sua passione per il teatro. Quindi partiamo da lì e forse, in un viaggio quasi paradossale ed assurdo, dal teatro, perfino nelle domande più distanti, non ci scostiamo mai, così come non ci si allontana mai da chi si ama.

Teatro e cinema sono due mondi completamente diversi e la sua carriera si destreggia perfettamente fra l’uno e l’altro. Da addetto ai lavori, ritiene che il teatro sia un passaggio fondamentale per un attore che vuole ritenersi tale? Cosa ha il teatro che il cinema non potrà mai avere? «Si credo che il teatro sia fondamentale per un attore , ma credo che entrambi siano mezzi espressivi straordinari ed estremamente diversi , non credo che un mezzo sia superiore all’altro, credo nelle differenze e nelle specificità di entrambi e devo dire che non ho preferenze tra i due mezzi. Il rapporto con il pubblico che si ha in Teatro è meraviglioso, ma anche la magia che si crea su un set può esserlo».

Ci racconti brevemente i tuoi esordi? Come nasce la tua passione per la recitazione e come questa passione si è evoluta in mestiere, in carriera? «Ho iniziato negli anni 90 prima come attore, soprattutto in televisione e al cinema, il teatro certo c’era ma, solo dopo, è diventato la mia principale attività come attore prima e poi anche come regista; come regista sono stato molto fortunato con i miei primi spettacoli e ho quindi avuto la possibilità prestissimo di dirigere grandi attori come Gabriele Ferzetti, Pino Micol e molti altri e la mia attività di attore è andata di pari passo, alternando teatro, cinema e televisione».

L’incontro che le ha cambiato la vita? «Non c’è stato un solo incontro determinante ,ma una serie di incontri felici con gli autori italiani più importanti di cui ho messo in scena molti testi ,con alcuni attori straordinari come Gabriele Ferzetti che ho diretto in “Scandalo!” di Alberto Bassetti ,uno spettacolo che è stato sicuramente fondamentale per me. Al cinema un incontro sicuramente molto bello è stato quello con Francesco Maselli, che mi ha diretto in “Cronache del terzo millennio” e in “Le ombre rosse” e da cui credo di aver imparato davvero molto».

Qual è secondo lei oggi il rapporto fra i giovani ed il teatro? E ritiene che si faccia abbastanza nel nostro Paese per promuovere una cultura teatrale? «Credo che oggi purtroppo il rapporto tra i giovani e il teatro sia un rapporto estremamente in crisi, fatta eccezione per un teatro estremamente commerciale e di marca “televisiva”, il teatro e la prosa veri stanno vivendo un momento molto difficile e la ragione è estremamente complessa e non riguarda solo la competizione con la televisione è una ragione più “culturale” in senso stretto. Per rispondere alla tua domanda devo che in Italia si fa molto poco per promuovere una cultura teatrale e riportare il fatto teatrale al centro del quotidiano della gente come in molti altri paesi Europei».

Il giorno più bello sul set? O sul palcoscenico? «Il giorno più bello su un set è stato senz’altro il primo giorno di riprese di Cronache del terzo millennio di Francesco Maselli per il ruolo che avevo e per l’atmosfera indimenticabile che c’era. A teatro, invece, le soddisfazioni più grandi sono state quando ho diretto e interpretato ,nel ruolo di Antonio, “Antonio e Cleopatra” di Shakespeare al Teatro Antico di Segesta e un’emozione altrettanto enorme è stata quando ha debuttato al Teatro Traiano di Civitavecchia “Scandalo!” in cui avevo avuto la fortuna di poter dirigere un attore grandissimo come Gabriele Ferzetti».

So che non si fanno nomi e non si dovrebbero fare preferenze, ma c’è stato un partner o una partner sul set o sul palcoscenico con cui la sintonia è stata perfetta da un punto di vista professionale? «Sicuramente con Isabella Giannone, straordinaria interprete di molti spettacoli che ho diretto e interpretato».

Ci parla del Premio Ombra della Sera che il tuo spettacolo, Girotondo con Gaia De Laurentis, ha vinto come miglior spettacolo dell’anno? «E’ stato meraviglioso ricevere il Premio Ombra della Sera  ed è stato particolarmente gratificante data la giuria prestigiosissima che ha assegnato  a “Girotondo” il premio come miglior spettacolo dell’anno . E voglio aggiungere che il Premio Ombra della Sera negli anni scorsi ha sempre premiato spettacoli straordinari, che ho visto personalmente, per cui sono molto onorato che il mio “Girotondo” l’abbia vinto. È una grandissima gioia e soddisfazione soprattutto pensando al lavoro fatto da me come regista, ma anche dai miei bravissimi collaboratori, dagli attori e dalla produzione  il Teatro Garage di Genova ed è stato bellissimo riceverlo nella splendida cornice del Teatro romano di Volterra. Ovviamente devo ringraziare  tutti coloro che hanno lavorato a “Girotondo” che sono stati davvero tantissimi; il loro lavoro è stato prezioso e fondamentale per la riuscita dello spettacolo; e devo ringraziare soprattutto Lorenzo Costa e il Teatro Garage di Genova che hanno prodotto con grande coraggio e determinazione uno spettacolo difficile ed impegnativo come Girotondo».

Quali sono secondo lei il maggior pregio ed il maggior difetto del cinema italiano? «Il pregio forse quello di avvicinarsi a nuove tecnologie e a nuovi modi di fare cinema magari con budget ridottissimi e il difetto, gravissimo secondo me, quello di aver perso talvolta spontaneità,sincerità e verità nelle storie che racconta in nome della ricerca di compiacere un pubblico, che, secondo me, invece avrebbe bisogno e voglia di storie piene di cuore, verità e buona fede».

I prossimi progetti? «Nella prossima stagione ci saranno molti miei spettacoli in tournée , porterò in scena “Cleopatra” di Gianni Guardigli con Daniela Giovanetti e proseguirà la tournée di “Sinceramente Bugiardi” con Debora Caprioglio che ha debuttato quest’estate al Festival Teatrale di Borgio Verezzi, a Roma invece al Teatro dei Conciatori tornerà in scena “Senso” sempre di Guardigli, arrivato alla sua quarta stagione di repliche ed interpretato da una straordinaria Isabella Giannone, inoltre tornerà in scena al teatro dell’Angelo “Io,Ettore Petrolini” di Giovanni Antonucci con Antonello Avallone ed infine ho scritto una sceneggiatura per il cinema e vorrei fare, dopo tanto teatro, la mia prima regia cinematografica».

Un ruolo, un’opera che non ha ancora interpretato ed in cui vorrebbe cimentarsi? «Vorrei dirigere ed interpretare “Don Giovanni” di Molière».

Il primo pensiero quando cala il sipario? «Mi chiedo se ho dato veramente il massimo al pubblico, che è e rimane il mio unico e vero punto di riferimento».

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