giugno 23, 2015 | by Mario Amodio
Giorgio Mancini: “E’ Ravello il posto perfetto per creare coreografie”. Rivedi il balletto di Tristano e Isotta / VIDEO

E’ andato controcorrente Giorgio Mancini, con la scelta di costruire un balletto sulle musiche di Wagner. Un lavoro, quello proposto in apertura del Ravello Festival che si è rivelato vincente e coinvolgente. Un progetto che rappresenta un omaggio all’opera del grande drammaturgo tedesco nei 150 anni della prima messa in scena del Tristano e Isotta, ma soprattutto una novità assoluta per la rassegna ravellese che per la prima volta ha aperto con la danza il suo lungo e articolato programma.

Ma perché Wagner? “Prima di tutto perché sono stato educato alla musica wagneriana – ha detto Mancini – da quando ero piccolo con mio padre e poi con Maurice Bejart che era un grande estimatore di Wagner. Con Bejart, da ballerino, ho partecipato a una delle sue più grandi creazioni. La musica di Wagner per me è un orgasmo musicale. Ho impiegato del tempo ad affrontarlo nella veste di coreografo ma finalmente mi sono deciso ed ho fatto quella che è la mia opera preferita“.

Mancini nel rivelare come sia difficile combattere la diffidenza iniziale dei ballerini per le musiche di Wagner (all’inizio sono molto curiosi, non sono così convinti – dice – poi entrano anche loro in questa idea di orgasmo musicale e diventano innamorati della musica wagneriana) non ha dubbi a indicare il posto perfetto per creare. “E’ senza dubbio Ravello – conclude – se potessi farei qui tutte le mie creazioni, anche con la pioggia“.

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