maggio 22, 2015 | by Emilia Filocamo
I consigli di Cinzia De Ponti, Miss Italia, attrice e conduttrice di programmi di successo come Percorsi di Vita e Sereno Variabile

La bellezza, quella vera, nata da un armonioso dosaggio di esatte proporzioni, di dettagli a favore e senza sbavature, di contorni delicati ma netti, mai sfuggenti, non è uno scudo, tantomeno una scusa o una garanzia. La bellezza non difende dai dolori, quelli grandi che intersecano la vita all’improvviso, abbattendosi come un temporale scoppiato in una bocca afosa d’estate, dai dolori che strappano l’anima in due. La bellezza non giustifica tutto, non giustifica la mancanza di preparazione, di entusiasmo, di sacrificio e di volontà. Anzi, più spesso va tenuta quasi al guinzaglio, magari sedata momentaneamente per dimostrare di tenere sveglie altre cose, oltre ad un bel viso e ad un bel corpo, una mente curiosa e vivace ad esempio. Quando Cinzia De Ponti, attrice, conduttrice, ex Miss Italia e sex symbol in un periodo in cui artifici ed abracadabra di lunga giovinezza, tecnologici e non, erano ancora poco utilizzati, mi racconta, anzi mi rivela di avere, per un periodo piuttosto lungo, tentato di nascondere la propria esuberante ma raffinata bellezza, quasi penso per un istante che sia davvero un controsenso, una sorta di paradosso. Uno spreco. Ma poi, parlandole a telefono, intervistandola, mi accorgo che davvero in lei la bellezza è una porta che schiude un tesoro di esuberanza, voglia di vivere e “proporzioni” d’animo non meno perfette di quelle fisiche. Come se la sua bellezza fosse uno splendido ingresso ad un caveau di altrettante doti.

Signora De Ponti, la sua carriera è costellata di tanti lavori e di tanti successi, ma qual è la veste in cui si sente più a suo agio? Sicuramente come attrice, ho avuto un periodo piuttosto lungo in cui mi sentivo assolutamente bene ed a mio agio in quel ruolo. Ho avuto la fortuna di lavorare con tutti i grandi, con Pupi Avati, con Tognazzi, solo per citarne alcuni, poi un giorno ero in teatro ed il direttore di Rai Uno, Carlo Fuscagni, mi propose di condurre un programma che andava in onda a mezzogiorno, “Buona Fortuna”. L’impatto televisivo mi piacque così tanto che per un bel po’ mi sono allontanata da cinema e fiction, dove pure avevo fatto molto. Ho fatto questo programma per un anno poi sono passata su Rai 2 ed è stata la volta di “Racconti di Vita”, in cui mi occupavo di sociale insieme a Giovanni Anversa, ora direttore di Rai 3. Sono diventata giornalista pubblicista e quell’esperienza che doveva durare semplicemente 15 giorni è andata avanti per ben 4 anni. Poi è stata la volta di Prossimo Tuo per un anno.

E poi l’esperienza a Sereno Variabile. Sì, 14 anni di Sereno Variabile, il primo programma sul turismo, proprio qualche giorno fa abbiamo vinto il premio come trasmissione più longeva: ben 37 anni di programmazione. Una trasmissione che ho amato molto, per la quale ho lavorato tantissimo, gli ultimi anni cadevo dal letto dalla stanchezza, ero praticamente sempre in viaggio! Se dovessi scegliere fra i programmi condotti, sono un po’ combattuta fra Percorsi di Vita e Sereno Variabile, quest’ultima mi ha divertito tanto. Io avevo un atteggiamento dinamico nei confronti dei luoghi e delle bellezze che visitavo, mi piaceva esserne parte integrante, scoprire ad esempio i monumenti dall’interno e non restare all’esterno solo come spettatrice e conduttrice. Poi ci sono stati 7 anni di conduzione di ApriRai, che è stata un’altra esperienza fondamentale. Adesso mi occupo di un programma di backstage di fiction e radio, curo la regia e ne sono anche autrice da un po’ di anni. Una nuova veste che mi piace molto.

Lei che è stata Miss Italia oltre che un sex symbol, che rapporto ha avuto ed ha con la sua bellezza? In verità io l’ho un po’ soffocata. Non ho mai basato tutto sulla mia fisicità, anzi la reprimevo, forse l’ho scoperta più ora. Ho sempre cercato di far vedere cosa sapevo fare, ho anche studiato per 2 anni all’Actor’s Studio. In fondo ero una ragazza di paese, improvvisamente catapultata nel mondo dello spettacolo, e poi tutto era molto diverso prima. Adesso le ragazze che vincono Miss Italia hanno subito dei contratti di lavoro, la possibilità di vivere e mantenersi magari a Roma; io venivo dall’Abruzzo e se non avessi avuto alle spalle una famiglia che mi supportava, sarebbe stato complicato. Poi sono stata anche la seconda italiana a Miss Universo, ed era la prima volta che accadeva. Certo il mio non è stato un percorso facile ma pieno di bellissimi momenti, sono una persona che si è saputa reinventare, in base al periodo e ai ruoli, ecco perché mi definisco un’impiegata dello spettacolo, in questo lavoro non si arriva mai, si deve essere sempre curiosi e vogliosi di imparare, di scoprire giorno per giorno.

Ha qualche rimpianto professionale? Sì, forse sì. Ho rifiutato 2 film che forse avrebbero potuto cambiarmi la vita, ma perché non mi sentivo pronta, e avevo paura che potessero compromettermi. Forse avrei dovuto essere più aperta, avere più slancio in quel momento, ma sono felice di ciò che ho fatto. La mia soddisfazione più grande è che quando mi sveglio al mattino e mi guardo allo specchio, posso dire di aver realizzato quello che ho con le mie forze.

Il suo tempo libero come lo trascorre e cosa proprio non sopporta degli altri? Non sopporto l’ipocrisia e la falsità. Preferisco essere diretta e dire le cose che penso, in questo lavoro non è molto utile essere così ma non riesco a sopportare l’ipocrisia o le persone sfuggenti. Per quanto riguarda le mie altre passioni, adoro dipingere, fin da bambina, quando ho dei momenti no, riprendo la tavolozza e mi rilasso. E poi scrivo. Sono due anni che ho iniziato a scrivere un libro ma ora mi sono un po’ fermata, forse perché rispetto al periodo in cui l’ho cominciato ero più malinconica, adesso sono un po’ più serena e credo che a volte la tristezza aiuti a scrivere. Scrivere in fondo è una valvola di sfogo, quasi una cura. Poi sono una persona molto dinamica, amo andare a cavallo, stare con la gente, sono solare, allegra, quando mi adombro, è sicuramente dipeso dagli altri, perché di mio non lo sono.

Il suo consiglio alle ragazze che vogliono entrare nel mondo dello spettacolo? Gli errori da evitare? Consiglio di essere se stesse, di non fingersi altro, di studiare ed impegnarsi, di essere curiose, in questo lavoro non ci si improvvisa, la bellezza poi, è un biglietto da visita, ma se non è supportata da altro, servirà a ben poco. E poi consiglio di aggiornarsi sempre, perché si può sempre migliorare.

A cosa sta lavorando in questo momento? Sto lavorando al backstage de Il Giovane Montalbano, andato in onda proprio la scorsa settimana. Michele Riondino è bravissimo, un attore di grande talento, che ho molto apprezzato anche nell’interpretazione di Pietro Mennea. Poi il prossimo sarà su “ Il Sistema”, una fiction sulla Guardia di finanza tutta incentrata sull’azione, molto dinamica. In un certo senso con i backstage ho chiuso il cerchio, tornando al punto di partenza, al mondo del cinema e delle fiction. E poi ho un soprannome, mi chiamano “Buona la prima” per la mia capacità di fare appunto bene la prima! Inoltre ho un progetto molto carino per il prossimo anno, un programma per i bambini da destinare a Rai Gulp, ma non posso anticipare molto.

Il suo primo pensiero al mattino? Anni fa i miei primi pensieri erano “che mi metto?” oppure “oggi non sono in forma”. Adesso, dopo un periodo molto difficile dovuto alla perdita di un grande  affetto, mi sento piuttosto bene; appena svegli  canto, sono sempre di buonumore. Abbiamo così tanti veri motivi per stare male, che ho rivalutato la vita, a volte ci abbattiamo per delle stupidaggini, quando i problemi veri sono altri.

Non mi capita sempre di chiudere un’intervista con la sensazione di essermi abbandonata ad una chiacchierata fra amiche, di essere stata così a mio agio da aver quasi sfumato i contorni dell’artista dall’altra parte e di averli confusi con i miei da “comune mortale”. Con Cinzia De Ponti è accaduto: la bellezza, forse, è anche questo. Saper andare incontro agli altri con semplicità, come in un abbraccio.

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