novembre 11, 2014 | by Nicola Mansi
I finanziamenti misteriosamente rifiutati, l’occasione persa dal Conservatorio di Salerno

In questi giorni – come riportato da alcuni organi di stampa – nelle sale del Conservatorio “Giuseppe Martucci” di Salerno tengono banco le dimissioni di Francesco Scala dal suo ruolo di docente di Management dello spettacolo. È stato lo stesso docente, con una lettera aperta ai colleghi, a spiegarne i motivi. La vicenda ha origine lo scorso luglio, quando la Regione Campania presentò un piano progettuale per la formazione di 10 figure professionali legate al mondo dello spettacolo. Letto il bando, nel professor Scala si accese la proverbiale lampadina: la creazione di laboratori a costo zero con corsi per la gestione e creazione di eventi internazionali, che avrebbero fatto incassare al conservatorio fondi regionali per circa 30mila euro. Scala chiese ed ottenne per tali corsi la partnership di Fondazione Ravello, ente che organizza con sempre maggior successo il Ravello Festival. Secondo Scala, si sarebbe venuto a creare un sistema integrato tra le due strutture per la formazione di una figura professionale in grado di mettere in piedi e gestire eventi del calibro del festival della città della Costiera. Per realizzare questo interessante progetto mancava solo l’ok del cda del Martucci. E qui – stando al racconto del docente – si arriva alle dolenti note. Dopo aver ottenuto un documento di approvazione del progetto firmato dal presidente della Fondazione Ravello, on. Renato Brunetta, in seguito alle pressanti richieste dei membri del consiglio, il professor Scala dovette incassare il no degli amministratori del conservatorio, che forse non si aspettavano che il docente fosse in possesso di tale documentazione e gettando di fatto alle ortiche un’ottima possibilità. “A quel punto, il M.° Volpe – scrive il prof. Scala nella lettera aperta – rappresentante dei docenti all’interno del cda, mi faceva presente, massimamente imbarazzato, che il consiglio si era improvvisamente rammentato di aver adottato una deliberazione in data 28/07/14 in virtù della quale avrebbe accettato di entrare in partenariato solo con “Istituzioni e/o Enti pubblici”. Ho chiesto di poter leggere detta deliberazione e nel contempo ho chiesto quale fosse il problema dacché: si trattava di una delibera del cda e non di organo sovraordinato, dunque il cda stesso avrebbe potuto tranquillamente e legittimamente ovviare, abrogare, superare, dichiarare la decadenza di detta deliberazione che risultava essere ingiustificatamente limitativa dello stesso bando regionale; non era chiaro il dispositivo della stessa poiché il testo, in riferimento alle Istituzioni, non definiva specificatamente che esse dovevano essere pubbliche. Lo stesso 25 settembre – spiega Scala – al termine della rappresentazione appena narrata ho rimesso nelle mani del Direttore, M.° Imma Battista, ogni incarico e docenza che non fosse di mia stretta pertinenza, essendo questa l’unica azione da compiere a tutela della mia dignità, credibilità e del mio buon nome. La Direttrice, il M.° Maffia, i componenti il Consiglio d’Amministrazione la documentazione riguardante il progetto non l’hanno mai letta davvero, ne mi hanno dato mai ascolto”. Ha infine chiosato il professore. Dal canto loro, i vertice della Fondazione Ravello, investiti incidentalmente della questione, hanno tenuto a precisare che “I contorni e i limiti della vicenda sono esclusivamente interni al Conservatorio “Giuseppe Martucci” di Salerno. La Fondazione Ravello non intende interferire con l’autonomia dell’istituto. Fondazione Ravello è stata compulsata dal prof. Francesco Scala che ha parlato anche a nome e per conto del presidente del Conservatorio, Catello De Martino. La proposta avanzata per il tramite del prof. Scala, oltre ad essere di sicuro interesse, era anche del tutto coerente con la mission della Fondazione, in particolare con l’obiettivo che Fondazione Ravello ha di contribuire, fra l’altro, alla crescita sociale, culturale ed economica non solo di Ravello ma della regione Campania ed in particolare della provincia di Salerno. Con queste premesse, Fondazione Ravello, non ha esitato un solo istante a dare il suo assenso al progetto, a dire il vero, confidando – concludono da viale Wagner – anche sulla possibilità di innestare su questo progetto ulteriori e più significative azioni di collaborazione e sinergia”.

 

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