febbraio 6, 2014 | by Nicola Mansi
Il “Beethoven del Giappone” era solo un truffatore

La saga che si sta consumando in Giappone in questo mese di febbraio ha davvero dell’incredibile. La notizia, rimbalzata in ogni angolo del globo, riguarda il famosissimo compositore, Mamoru Samuragochi. Il Sedicente compositore autodidatta era balzato all’attenzione del grande pubblico negli anni ‘90 quando le sue composizioni erano divenute colonne sonore di diversi videogiochi; da allora era stato un susseguirsi di successi, corroborati anche dalla sua fama di artista appassionato ostaggio però della sordità che ne ostacolava la passione. La sordità appunto. Secondo la sua biografia ufficiale, Samuragochi, 50 anni, figlio di sopravvissuti alla bomba atomica di Hiroshima, nonostante una malattia degenerativa che gli avrebbe fatto perdere completamente l’udito all’età di 35 anni, aveva continuato a comporre: nella sua pagina web raccontava di aver cominciato a suonare all’età di 4 anni, sotto la guida della madre, e che a 10 già eseguiva Beethoven e Bach. Lo scorso 5 febbraio un colpo di scena degno della migliore truffa in salsa nostrana: il “maestro” confessa di non esser l’autore delle sue musiche e di aver commissionato a un altro compositore le sue opere, alcune veri e propri patrimoni nazionali: “Hiroshima”, per esempio, è la composizione che nel 2011 fu adottata come una sorta di inno dalle comunità colpite dallo tsunami. “Gli ho detto un paio di volte che dovevamo smettere, ma non mi ha mai dato retta e anzi minacciò il suicidio se avessi cessato di comporre per lui”, ha raccontato il povero Takashi Niigaki, insegnante di musica part time e “ghost writer” del “Beethoven giapponese”, durante un’affollatissima conferenza stampa durata oltre un’ora e trasmessa in diretta televisiva. Sfruttato e mal pagato, Niigaki ha raccontato di aver composto più di 20 pezzi per l’impostore e di esser stato “liquidato” con 7 milioni di yen (l’equivalente di poco più di 5mila euro), per la sua quasi decennale collaborazione. Dalle dichiarazione del povero Niigaki sono emersi altri particolari sconcertanti: Samuragochi infatti, non sarebbe per niente sordo e, udite udite, non conoscerebbe per niente la musica! Mentre il Giappone intero segue sbigottito l’evolversi della vicenda e si interroga su come tutto ciò sia stato possibile, la casa di distribuzione Nippon Columbia, ha deciso di sospendere la vendita dei cd, anche su Internet, e di cancellare tutti i concerti del finto “maestro”. Sayounara Samuragochi!

LA CONFERENZA DI TAKASHI NIIGAKI

 

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