luglio 19, 2015 | by redazione
Il Commissario Antonio Naddeo relaziona alla Regione Campania sulle attività della Fondazione Ravello / TESTO

Il Commissario straordinario della Fondazione Ravello Antonio Naddeo, in ossequio ai dettati del Decreto di nomina, relaziona alla Regione Campania sulle attività svolte.
Più che di una mera relazione sui pochi mesi di attività possiamo parlare di una vera e propria radiografia sulla Fondazione Ravello e sui suoi molteplici progetti, puntuale, meticolosa, articolata, che, anche in ossequio alla massima trasparenza, fotografa l’eccellenza campana mostrandone complessità e problematiche.
È il caso di dire che le eccellenze non si inventano, ma si costruiscono con impegno e professionalità, non disgiunte da tanto amore.

TESTO COMPLETO

Prot. n.1301/FR del 18.07.2015

Spett.le Giunta Regionale della Campania

per il tramite Direzione Regionale Politiche Sociali,

Culturali, Pari opportunità e Tempo libero UOD 07

Oggetto: Relazione sulle attività svolte dal Commissario Straordinario della Fondazione Ravello 17 marzo – 17 luglio 2015

Relativamente all’oggetto, in ossequio ai dettati del decreto di nomina commissariale n. 7 del 17.03.2015 e n. 12 del 14.05.2015, si relaziona quanto segue. Successivamente al decreto di nomina, ho proceduto alle operazioni di insediamento in data 21 marzo 2015. Dopo una prima ricognizione degli spazi fisici della Fondazione e un breve incontro con il personale in forza, ho svolto un preliminare accertamento delle emergenze, delle urgenze e delle criticità e ho preso visione cognizione dei progetti in atto. Ho quindi richiesto al Segretario Generale di predisporre dossier approfonditi sulle singole tematiche che, sinteticamente, possono essere così schematizzate:

1. Situazione giuridico-amministrativa; 2. Situazione economica e finanziaria; 3. Stato di attuazione dei progetti pregressi; 4. Emergenze, criticità e adempimenti di legge; 5. Ravello Festival 2015; 6. Situazione del personale.

Per comodità di lettura e semplicità di esposizione, la relazione viene articolata per singoli punti come sopra evidenziati.

  1. Poiché il decreto di nomina, così come strutturato, dava adito ad incertezze e dubbie interpretazioni, attraverso una fitta corrispondenza ho richiesto chiarimenti sul ruolo e, in specie, sulle competenze del Commissario Straordinario; omettendo i dettagli su tale carteggio perché già in possesso di Codesta Spett.le Giunta Regionale e segnatamente di Codesta UOD 07, è da sottolineare come i richiesti chiarimenti abbiano determinato l’ulteriore provvedimento regionale (decreto 12 del 14.05.2015 in attuazione della DGR n. 204 del 15.04.2014), attraverso il quale venivano riconosciuti al sottoscritto i pieni poteri che lo Statuto della Fondazione assegna al Presidente, al CdA e al CdI. L’interlocuzione con la Regione, ma di fatto l’intera gestione commissariale, è stata inframezzata e condizionata da alcuni ricorsi e diffide prodotti da alcuni nominati dei soci fondatori nel CdI della Fondazione Ravello. Anche gli adempimenti richiesti alla Fondazione relativamente a detti ricorsi hanno comportato un notevole dispendio di tempo e di energie. Circa le disposizioni riportate nel decreto di mia nomina relativamente alla ricostituzione degli Organi della Fondazione, la presenza del ricorso di cui sopra mi ha di fatto impedito qualsiasi azione, in quanto, in forza del decreto di nomina avrei dovuto richiedere agli Enti soci, come primo atto per la ricostituzione degli Organi, la nomina di rispettiva competenza dei componenti del Consiglio di Indirizzo. I ricorrenti, invece, attraverso l’istanza di sospensiva, rivendicavano la legittimità del loro permanere all’interno del Consiglio di Indirizzo. Il buon senso, non disgiunto dai normali tempi rapidi delle decisioni del TAR in merito alle richieste di sospensiva, mi hanno indotto a soprassedere per non alimentare ulteriore caos. Il protrarsi poi dei tempi di decisione del TAR, circostanza del tutto imprevedibile e che ancora permane, ha determinato una sostanziale inoperosità su tale azione. E’ indubbio che il tutto ha generato un sostanziale e pesante clima di incertezze che, pur non avendo determinato alcun effetto diretto, sicuramente ha condizionato l’intera azione del Commissario e degli uffici, in quanto un organismo qual è la Fondazione Ravello risente enormemente di tutto quanto ha il sentore della precarietà, richiedendo le attività della Fondazione esclusivamente azioni di medio-lungo respiro e, quindi, certezze per poter correttamente, ma soprattutto legittimamente, pianificare e progettare. Va ulteriormente sottolineato che la forza della Fondazione Ravello e i brillanti risultati conseguiti nei suoi dodici anni di vita si fondano, se non esclusivamente, prevalentemente su un unico termine: credibilità. Tale termine, al di là del suo valore lessicale, si traduce in:

a) progettualità ampia, rigorosa, di alto valore;
b) disponibilità del sistema bancario a concedere anticipazioni senza garanzie reali che, uniche, hanno consentito negli anni la realizzazione di tutte le attività, essendo il “fondo” della Fondazione (€ 280.000) irrisorio e risibile rispetto al volume di attività generato;
c) disponibilità del mondo artistico ad assumere impegni unilaterali senza la garanzia di regolari e tradizionali contratti;
d) disponibilità delle numerose risorse umane coinvolte, anche in ruoli di primaria importanza, a garantire collaborazioni e impegni futuri in assenza di certezze contrattuali ed economiche.

Tali evidenze hanno imposto al sottoscritto un lavoro trasversale, a volte oscuro, di rassicurazione verso tutti gli stakeholders, istituzionali e non, per offrire le più ampie garanzie di stabilità e continuità della Fondazione, e non dissipare in poche battute quel patrimonio di credibilità realizzato nel tempo, e che tutte le vicende susseguitesi negli ultimi mesi, anche con enfasi mediatica negativa, in uno ai già richiamati ricorsi, hanno corso e corrono il rischio di compromettere irrimediabilmente.

  1. Direttamente collegato a quanto innanzi esposto, ho potuto accertare una sostanziale solidità finanziaria della Fondazione anche se supportata da una estrema precarietà e fragilità economica. Il quadro che è emerso è fotografabile in pochi e semplici dati: Fondazione Ravello ha potuto garantire e sostenere attività per diversi milioni di euro, tutti in anticipazione. Dette anticipazioni trovano copertura finanziaria in specifici provvedimenti – delibere, decreti e contratti – tutti facenti capo alla Regione Campania. Purtroppo va sottolineato che ancora perdura una sostanziale insolvenza della Regione, che ha portato Fondazione Ravello a sostenere costi per oltre 3 mln di euro in anticipazioni. Su queste basi ho provveduto ad impartire specifiche direttive per elaborare il bilancio di previsione 2015, tradotte – successivamente – nello schema di bilancio approvato sia con i poteri del CdA che con i poteri del CdI, e regolarmente supportato da parere favorevole dei Revisori dei Conti. A tal proposito si evidenzia che il sottoscritto ha ritenuto di nominare – come da Statuto – il nuovo Collegio dei Revisori contabili individuando tre profili di altissimo valore, esterni al contesto territoriale di Ravello e Provincia, e tutti impegnati in ruoli di indubbia garanzia; in particolare, dirigenti della ragioneria generale dello Stato Dr.ssa Maria Carone – Presidente – e Dott. Filippo Barbagallo; responsabile dei servizi finanziari della Regione Campania Dott. Salvatore Varriale. L’azione specifica sul punto 2. è stata completata con l’approvazione del bilancio consuntivo 2014, ovviamente con il parere favorevole dei Revisori dei conti. Di particolare delicatezza, per le motivazioni innanzi evidenziate, è stata l’intensa attività attraverso incontri e scambi documentali con i due Istituti di credito che garantiscono le anticipazioni necessarie, attraverso specifici contratti, segnatamente Monte dei Pachi di Siena, con il quale ho proceduto al rinnovo del fido di conto per un importo di € 750.000, già attivato negli anni precedenti e ad oggi rinnovato sino al 31.12.2015 corrente; con Banca Popolare dell’Emilia Romagna, oltre alla conferma della linea di credito già attivata, ho avviato una trattativa di più ampio respiro per assicurare anche il supporto tecnico-finanziario ai nuovi progetti avviati (PAC III 2015-2016 4 mln di euro, Accelerazione della Spesa 3 mln), nonché la disponibilità di BPER di partecipare a progetti strategici futuri, sui quali relazionerò più avanti. Una particolare attività è stata svolta per assicurare al Ravello Festival 2015 il massimo supporto possibile come sponsorizzazioni private, ad oggi quantificabili in circa 100.000 euro fra sponsorizzazioni tecniche e sponsorizzazioni economiche. Al di là del valore economico delle sponsorizzazioni, comunque rilevante, è da sottolineare il valore aggiunto che la presenza di sponsor conferisce agli eventi, attraverso l’affiancamento ai loghi istituzionali della Fondazione dei loghi di primarie aziende ed imprese.
  1. Dalla ricognizione effettuata è emersa una ponderosa attività di progetti in corso e in via di conclusione. Più specificamente si è concluso ed inaugurato il 25 aprile il progetto di “valorizzazione e restauro del complesso monumentale di Villa Rufolo: Torre Maggiore e Auditorium, finanziato da ARCUS S.p.A. per 1 mln di euro, attraverso il quale, per la prima volta nella storia millenaria della torre di Villa Rufolo, si è reso possibile l’accesso al terrazzo sommitale (il punto di osservazione più alto dell’intero centro storico di Ravello) con la realizzazione di una scala che, ispirata alle più famose “scale impossibili di Escher”, consentirà anche di utilizzare l’intero volume della torre maggiore, mai utilizzato sinora, per allocarvi un museo all’avanguardia, che sarà completato entro il 2015 grazie al finanziamento per circa 3 mln (Accelerazione della Spesa – Regione Campania). Per entrambi i progetti ho avuto diversi incontri con i referenti del MiBAC, ai quali è stata affidata la direzione lavori e l’alta sorveglianza. Per tali interventi, attesa la loro importanza scientifica e tecnica, si sta procedendo alla realizzazione di specifiche pubblicazioni che consentiranno di consacrare alla storia, oltre ai singoli interventi, un modello unico di gestione dei beni culturali. Il tutto in assoluta e rigorosa continuità con quanto ideato, avviato e realizzato dai precedenti Organi. Sia per gli interventi di cui sopra, sia per altri interventi in corso di realizzazione, sono stati fondamentali gli accordi e le convenzioni precedentemente sottoscritte e che ho ritenuto, non solo di confermare, ma di ulteriormente incentivare. Facoltà di Agraria dell’Università Federico II, Istituto Universitario Suor Orsola Benincasa, CNR, Fondazione Santobono, Accademia delle Belle Arti di Napoli, Centro di Cultura e Storia Amalfitana sono tra i principali attori di una progettualità complessiva che punta da una parte a restaurare e valorizzare il bene Villa Rufolo, dall’altra ad approfondire ed elaborare ricerche e nuovi modelli di valorizzazione dei beni culturali nell’accezione più ampia del termine; a titolo di esempio: è di imminente conclusione una ricerca mirata a fotografare le mutazioni del paesaggio urbano, agricolo e forestale del territorio di Ravello e dintorni. Inoltre si cerca di valorizzare le giovani risorse che, in campo accademico e nelle istituzioni di ricerca, si avviano ad entrare nel mondo del lavoro collegato alla cultura; segnatamente con l’accordo sottoscritto con l’Accademia delle Belle Arti di Napoli, tutti gli eventi del Festival sono diventati laboratorio didattico per alcuni giovani allievi, assicurando nel contempo il supporto per la produzione di audiovisivi legati al Festival. Con il contributo di docenti e discenti del Suor Orsola Benincasa, si sta procedendo alla realizzazione di innovativi sistemi gestionali ed espositivi del complesso monumentale di Villa Rufolo, con l’utilizzo delle nuove tecnologie. Un progetto internazionale, precedentemente ipotizzato, è stato definito negli ultimi mesi: il Governo Bielorusso è coinvolto, in uno alla Nunziatura Apostolica in Bielorussia e all’Ambasciata Italiana in Bielorussia, nel progetto che vedrà 21 allievi di quattro Accademie di Minsk coinvolti in un percorso formativo di una settimana a Ravello nell’ambito del Ravello Festival, con il coinvolgimento del Conservatorio di Benevento, che assicurerà il necessario supporto didattico e organizzativo. I giovani in questione sono stati selezionati nel corso di una tre giorni a Minsk dal Direttore artistico e dal Segretario Generale della Fondazione Ravello, coadiuvati da docenti e dirigenti di quelle Accademie. Solo per offrire una pallida idea di quello che ha comportato finora la realizzazione di tutto quanto sopra, si evidenzia che nel solo mese di aprile sono state gestite e coordinate 14 distinte imprese, che hanno operato contemporaneamente all’interno di Villa Rufolo con 14 distinti contratti, piani di sicurezza, esigenze ed interazioni.
  2. Particolare attenzione è stata posta sulle numerose scadenze imposte dalle leggi, dallo statuto e dai contratti, sia per quanto riguarda le trascrizioni degli Organi e gli aspetti fiscali, sia per quanto riguarda le attività in essere e in divenire. Di particolare evidenza è la circostanza che il contratto di gestione di Villa Rufolo è in scadenza all’8 febbraio 2016. La sfortunata concomitanza e coincidenza di tale scadenza con: il vuoto determinato dallo scioglimento dell’Ente Provinciale per il Turismo – L.R. n. 18 dell’8.8.14; il vuoto politico determinato dal recente rinnovo del Consiglio Regionale; la trasformazione della Direzione Regionale dei Beni Culturali in Segretariato Regionale per i Beni Culturali, ha comportato una situazione di stallo che si sta rivelando estremamente dannosa e che al momento risulta essere una delle priorità più gravi ed urgenti da definire. Non sfuggirà che la scadenza dell’8 febbraio 2016 preclude già oggi l’assunzione di ogni e qualsiasi rapporto giuridico che travalichi detto limite, pertanto e di fatto, è preclusa qualsiasi attività progettuale e qualsiasi attività programmatoria, essendo il bene Villa Rufolo perno e fulcro almeno del 90% delle attività della Fondazione Ravello. Se a tanto si aggiunge che molti contratti in essere vanno in scadenza (personale, beni, servizi, lavori, forniture) al 31.12.2015, e che e procedure di rinnovo richiedono almeno tre mesi di attività con procedimenti di evidenza pubblica, di fatto, la complessiva progettualità e programmazione si ferma a settembre 2015. Su questa specifica circostanza sarà avanzata, a seguire e a stretto giro, specifica richiesta di incontro con i vertici regionali e con quelli del MibAC, essendo questi, su tali aspetti, più che soci della Fondazione Ravello interlocutori unici. Va evidenziato altresì che i fondi PAC III 2015-2016 richiedono rigorosi tempi di programmazione e di impegno, per non parlare del nuovo assetto strutturale di Villa Rufolo che, grazie ai realizzandi interventi, vedrà stravolta la gestione operativa con l’inserimento di nuove figure e nuove risorse che dovranno assicurare il necessario supporto per le rinnovate modalità di fruizione del bene. Il solo museo, di imminente apertura, richiederà specifiche figure professionali che andranno assicurate attraverso procedure selettive molto articolate. A completare il quadro la “nuova Villa Rufolo” giustificherà una variazione delle tariffe che andrebbero comunicate ai tour operators e alle agenzie con almeno un anno di anticipo, termine – purtroppo – già scaduto.
  3. Il varo del Ravello Festival 2015 ha assorbito ingenti energie soprattutto in termini di tempo. La complessa macchina organizzativa, durante la fase del mio Commissariamento, ha dovuto smaltire oltre 1.300 procedure fra avvisi, lettere di invito, gare, affidamenti, esami curricula, commissioni, colloqui, contratti, avviamenti al lavoro, TUTTE conformemente alle leggi vigenti e alle procedure imposte dai regolamenti europei per la rendicontazione. Il programma varato ed in corso di realizzazione è sicuramente il più prestigioso e articolato dei 63 programmi che dal 1952 si sono susseguiti a Ravello. Particolare attenzione è stata posta nel rapporto con i media, ritenendo strategica e prevalente la veicolazione dell’immagine non solo di Ravello ma dell’intera Regione Campania, che vede nella Fondazione Ravello e per essa nel Ravello Festival, una delle indiscusse eccellenze mondiali che la Regione stessa può vantare. Le procedure avviate sono tuttora in corso in quanto, il frenetico susseguirsi di eventi e la continua interlocuzione con gli artisti coinvolti, comporta una serie di azioni e modifiche definibili “work-in-progress” per la lavorazione delle schede tecniche presentate dagli artisti, in quanto un festival – di qualsiasi tipo e natura – non è mai progettabile rigidamente ed esecutivamente con largo anticipo, a maggior ragione il Ravello Festival per la sua complessità e per l’essere realizzato all’aperto in un monumento che nulla ha del teatro tradizionale; per non parlare di tutto quanto collegato alle condizioni metereologiche che impongono scelte praticamente quotidiane e ad horas. Tutto questo comporta, in parallelo, un’azione delicata e complessa di monitoraggio del budget, costretto fra le esigenze di soddisfare tutto quanto innanzi e quella, ancora più delicata, di evitare sforamenti. La presenza di una gestione commissariale, soprattutto in considerazione dei ritardi cumulati precedentemente alla sua definizione, si è rivelata fondamentale per garantire la realizzazione di questa importantissima rassegna, che in forza dei suoi sessantatré anni di vita, è sicuramente fra le più longeve e prestigiose al Mondo.
  4. Importante e fondamentale azione della gestione commissariale è stata rivolta alle problematiche del personale. Si ritiene opportuno ed esaustivo riportare qui integralmente quanto già comunicato al Capo Dipartimento per l’Istruzione, la Ricerca, il Lavoro, le Politiche Culturali e le Politiche Sociali della Regione Campania, con nota prot. 1172/FR del 08.07.2015:

“le attività della Fondazione Ravello, Istituzione di diritto privato, e per esse l’utilizzazione di personale a vario titolo, possono essere distinte in due macro aree: la prima afferente ai compiti istituzionali e alle attività collegate, e quindi durature; la seconda afferente a singoli progetti e iniziative, limitate nel tempo e nello spazio. Per quanto riguarda l’area istituzionale, nel primo semestre 2015 si è proceduto ad assicurare alla Fondazione il necessario supporto, minimo e indispensabile, attraverso una serie di provvedimenti meglio dettagliati e articolati nella delibera commissariale n. 3CdA del 16.04.2105, che si allega, e conseguente determina del Segretario Generale prot. n. 474/FR del 17.04.2015, pure allegata. Detti provvedimenti, oltre ad essere dettati dalle esigenze concrete e contingenti della Fondazione, sono stati adottati valutando, le opportunità offerte dalle recenti norme introdotte dal “JOBS ACT” (nuovi contratti di lavoro) e dalle legge di stabilita 2015 (risparmi contributivi). In buona sostanza le nuove norme sul lavoro (che si applicano solo al settore privato) penalizzano le tipologie contrattuali a tempo determinato, favorendo invece i contratti a tempo indeterminato. La scelta di questa tipologia contrattuale (a tutele crescenti) ha portato ad un considerevole risparmio di oneri previdenziali pari circa settemila euro annue pro-capite, fermo restando la possibilità della Fondazione di interrompere il rapporto in modo semplificato nel caso di cessate esigenze. Inoltre si è deciso di considerare il lavoro pregresso che da diversi anni le risorse coinvolte svolgevano e, quindi, sommando all’opportunità di non disperdere professionalità di indubbio valore, l’eliminazione di possibili contenziosi di grave rischio per la Fondazione. In sintesi sono stati confermati con contratti a tempo determinato alcune professionalità storicamente collaboratori della Fondazione, e, come da tabella di seguito, sono state assunte a tempo indeterminato e parziale (80%), le seguenti unità già in forza precaria da diversi anni alla Fondazione:

Livello Mansione Tipologia Contratti Scadenza
D3 Supporto alle Attività di Governo T. Parziale 30 ore Tempo Indeterminato dal 20.04.2015
C1 Impiegato Ufficio Amministrativo T. Parziale 30 ore Tempo Indeterminato dal 20.04.2015
C2 Addetta al Controllo del settore Amministrativo T. Parziale 30 ore Tempo Indeterminato dal 20.04.2015
C2 Addetto Ufficio Comunicazione, Promozione, Pubbliche Relazioni T. Parziale 30 ore Tempo Indeterminato dal 20.04.2015

Per quanto riguarda la seconda macro area, sono state avviate al lavoro e comunque contrattualizzate numerose figure, (operai, funzionari, steward, hostess, consulenti, artisti, società di servizi, fornitori, etc. come da allegati), tutti temporalmente limitati e strettamente funzionali al Progetto Ravello e, più specificamente, al Ravello Festival. Poiché tali attività sono finanziate da fondi PAC III 2007-2013 e 2015-2016, per soddisfare le rigorose regole e leggi cui detti fondi si riportano, sono state seguite pedissequamente le norme previste per la scelta, la contrattualizzazione e la gestione di tutto quanto il personale coinvolto; parte di queste attività è già stata avviata a rendicontazione secondo i canoni e le regole della Regione Campania”.

Tutto quanto sopra trova sintesi e riscontro negli atti della Fondazione, riassumibili in: circa 500 fra pec, mail, verbali e delibere, alle quali si sommano le continue e quotidiane telefonate, incontri con i dirigenti e il personale, presenze negli uffici della Fondazione e numerosi incontri con rappresentanti delle Istituzioni socie, Istituzioni in genere, sponsor, collaboratori e media. Si sottolinea, in chiusura, che solo grazie a questa gestione commissariale, intesa come formula di governance giuridica e non come mia persona, è stato possibile oltre al varo del Ravello Festival, la realizzazione dei numerosi progetti in corso, il rispetto degli impegni e dei contratti in essere della Fondazione e, soprattutto, il mantenimento, se non il miglioramento, della immagine complessiva della Fondazione Ravello e, segnatamente, della sua credibilità quale eccellenza della Regione Campania.

Tanto dovevo
Distinti saluti

 

In Fede

Antonio Naddeo

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