novembre 23, 2014 | by redazione
Il direttore di casting Roberto Bigherati “Le opportunità non sono mai troppe ma oggi i giovani di talento hanno tante occasioni per farsi conoscere”

Questa intervista, fatta dal direttore di casting Roberto Bigherati, è un piacevole amarcord, un rewind di parole, contesti, situazioni ed immagini, un tuffo all’indietro, una movenza da gambero che mi piace particolarmente. Confesso di aver dovuto correggere il tempo del verbo della prima domanda in cui, appunto, chiedo a Roberto Bigherati quale sia la sua definizione di sud, in linea con il tema dominante del Ravello Festival 2014 che, nel giorno del nostro primo contatto, era ancora nel suo sgocciolante divenire. Ma il Ravello Festival 2014, ormai concluso, è piacevolmente imprigionato, con il suo profumo di sud, nei video e nelle immagini raccolta che restano nel cuore. Tutto ciò si spiega con il fatto che questa intervista ha avuto tempi piuttosto dilatati e condizionati ovviamente dagli impegni di Roberto Bigherati sui vari set e nei molteplici  casting. Non a caso, in uno dei contatti più recenti, sostituirà la parola pazienza, con cui mi ha “graziata” accettando il mio compulsarlo per ottenere l’intervista, con un neologismo di sicuro effetto, “pazzienza”, forse ad indicare il mio quasi patologico insistere. Non importa, sono felice di averla ottenuta e le foto con cui Roberto Bigherati si è raccontato, più che con le parole, sono emblematiche del suo lavoro, degli incontri affascinanti e del suo essere un elemento prezioso dei set. Io lo definirei una sorta di genio della lampada, capace di traghettare dal limbo del sogno alla sponda della concretezza le aspirazioni di tanti giovani talenti.

Invalid Displayed Gallery

Il tema conduttore del Ravello Festival 2014 è stato il Sud, inteso non solo geograficamente ma anche come modo di vivere e di essere: puoi darci una tua definizione di sud? Accogliente.

Quando hai capito che il cinema sarebbe entrato nella tua vita e che sarebbe stato il tuo destino? In realtà non l’ho ancora capito.

Ci racconti i tuoi esordi? Ho iniziato con Vittorio Cecchi Gori che mi ha dato l’opportunità di lavorare con molti registi.

L’incontro che ti ha cambiato la vita? È quello che deve ancora arrivare.

Ti occupi di casting: qual è l’elemento che un attore deve possedere per distinguersi in una realtà così complessa e competitiva? Il talento.

Ci racconti un casting? Come si muove questa macchina per noi sconosciuta che sta alla base di un film, di una fiction, di un progetto televisivo, che costituisce la radice di tutto? Si inizia con la lettura della sceneggiatura, si delineano i personaggi per poi passare alla ricerca degli attori attraverso le agenzie ed internet che ad oggi ricopre un ruolo prezioso nella ricerca degli attori.

Cosa fa di un attore un bravo attore e cosa invece lo rende eccezionale? La tecnica la possiede un bravo attore, ma è l’istinto a renderlo eccezionale.

Il principale pregio ed il principale difetto o limite del cinema italiano? È stato grande nel mondo con personaggi quali Sergio Leone, Fellini, Germi, Pasolini, Risi, Visconti e potrei citarne molti altri. Il difetto è non aver mantenuto questo primato. Il limite è pensare al cinema solo come una spesa nel bilancio del paese. Il cinema, oltre alla funzione sociale e di botteghino, ha favorito la crescita del made in Italy i cui prodotti (moda, turismo, cucina, auto, etc.) sono stati veicolati oltre oceano, da film famosi, dove hanno trovato spazio e crescita in nuovi mercati.

Il casting che non dimenticherai mai? Ogni casting è un’esperienza a sé difficile da dimenticare.

Cosa pensi del rapporto fra giovani e cinema? Credi che siano date opportunità e chances sufficienti ai giovani che si affacciano al mondo del cinema? Le opportunità non sono mai troppe ma credo che un giovane di talento oggi ha molti modi di esprimersi.

La fiction è ormai la regina dei palinsesti televisivi: come spieghi questo fenomeno? È una tendenza del gusto degli spettatori o l’alternativa ad un cinema che forse non da abbastanza?
Penso sia una tendenza dell’era che viviamo, i biglietti del cinema costano sempre di più e la gente esce sempre di meno di casa.

I tuoi prossimi progetti? Un film con una storia orientale che mi ha colpito molto di cui ancora non posso rivelare titolo e regia.

A chi vuoi dire grazie oggi? A Vittorio Cecchi Gori, Carlo Verdone, Giovanni Veronesi e Leonardo Pieraccioni.

Il tuo ultimo pensiero prima di andare a dormire? Riuscire a proseguire il mio lavoro.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Leave a Reply

— required *

— required *

Ravellomagazine è una testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Lucia Serino - Registrazione del Tribunale di Salerno n°9 del 19 marzo 2014. Editing by Fondazione Ravello | p.iva C.F. 03918610654