maggio 11, 2015 | by Emilia Filocamo
“Massimo Troisi mi ha fatto capire quanto è unico il mestiere dell’attore”. A tu per tu con Rita Rusciano, dai film indipendenti al cortometraggio contro lo stalking di Ruggero Deodato

Senza fretta, senza fare passi smisurati, passi che porterebbero l’intera figura a vacillare, a rischiare di perdere non solo l’equilibrio, ma anche le certezze. Senza fretta, consapevoli che esiste un momento per ogni cosa, un istante esatto in cui ciò che deve compiersi, avviene e ciò che è fuori dalla portata, dal getto di una vita, resterà appunto del tutto incolume da quel contatto. È questo che mi trasmette Rita Rusciano, bellissima attrice partenopea nel sangue della quale scorrono elementi tipici della sua terra, quali generosità e dedizione, un amore smisurato per la commedia napoletana dei grandi Totò e De Filippo e per il riso dolceamaro di Troisi. Una giovane donna nelle cui vene c’è tutta la forza tipica partenopea: ci sono i cugini, tantissimi, una famiglia numerosa e che parla a voce alta, ci sono le feste, le poesie da recitare a tavola, le riprese fatte dal papà, i primi ciak. E poi ci sono un funerale importante, quello appunto del grande Troisi, a cui Rita Rusciano partecipa poco più che bambina e la timidezza da sconfiggere a suon di recitazione, e ancora i sogni, la voglia di crescere, di amare e l’entusiasmo. Ma senza dimenticare chi si è, senza dimenticare lo studio, la dedizione perché anestetizzati dal successo o dalla possibilità della fama. Rita Rusciano insegna che c’è un buon “vaccino” contro i compromessi, che non portano da nessuna parte, perché la coscienza, la propria, vale più di un applauso. E soprattutto c’è Dio, che sa quando tutto deve avvenire. Rita Rusciano è tutto questo.

Rita, ho letto che la tua passione per i film è cominciata guardando il grande Troisi. Fin da piccola ho sempre amato i film di Massimo Troisi, ma non solo, anche le commedie di Eduardo De Filippo e il grande Totò. Tra l’altro un evento che mi colpì molto, e lo ricordo come fosse ieri, fu andare al funerale di Massimo quando avevo 8 anni, quel giorno mi emozionò sapere che questa persona si era dedicata al suo ultimo film nonostante fosse gravemente malato tanto da lasciare questo mondo quasi in contemporanea con la fine delle riprese de “Il postino”. Era come se il cielo avesse voluto che lui completasse la sua ultima opera, da quel momento ho pensato che il mondo della recitazione dovesse essere qualcosa di molto speciale.

Quanto credi che possano contare una sensibilità “a giorno”, ossia particolarmente sviluppata e ricettiva, ed un fondo di malinconia per essere un buon artista, un buon attore? Credo sia necessario avere una sensibilità sviluppata per poter svolgere al meglio questo mestiere, d’altronde io lo reputo un lavoro che si svolge con “il cuore”, si lavora con le emozioni ed essere sensibili sicuramente agevola molto. Aggiungerei che anche avere una parte spirituale sviluppata aiuta a tirare fuori il lato artistico di una persona. Essere attore è una cosa stupenda perché ti da la possibilità di poter esternare emozioni diverse tra loro che nella vita di tutti i giorni non sempre si ha la possibilità di mostrare, oppure di poter interpretare ruoli di personaggi del passato, ruoli di personaggi di fantasia ecc. Io ho cominciato a studiare recitazione oltre che per imparare a recitare, anche per sconfiggere la timidezza.

 Che rapporto hai con Napoli, la tua città di origine, con il sud in genere e quanto pensi ti abbia formato come artista e abbia contribuito a renderti l’attrice che sei oggi? Ho un rapporto stupendo con la mia città, Napoli è e sarà sempre nel mio cuore, ci sono nata e ci ho vissuto per 12 anni. La mia infanzia napoletana farà sempre parte dei ricordi più belli della mia vita, anche perché la mia famiglia è veramente molto numerosa, soprattutto quella di mio padre: ho 12 zii e 20 cugini solo di primo grado, quelli di altri gradi saranno sparsi sicuramente in giro per l’Italia… o per il mondo! Quando ero piccola eravamo spesso tutti assieme a festeggiare compleanni, natale, matrimoni ecc. e cantavamo, qualcuno suonava la chitarra, si chiacchierava sempre rigorosamente ad alta voce, noi bambini leggevamo le poesie (era la mia parte preferita, il momento della mia poesia per me era sacro), mangiavamo (tanto) e mio papà filmava tutto. È grazie a lui che oggi posso rivedere la Rita bambina. Crescere in una città così piena di arte, di storia, e di tante persone che cantano e suonano in ogni angolo, ha sicuramente contribuito ad accrescere la mia passione artistica, non nego che mi piacerebbe interpretare un personaggio napoletano. La nostra è una famiglia umile, ma onesta (cit. Massimo Troisi) Comunque non solo Napoli, ma anche la Romagna, terra nella quale ho affrontato la mia adolescenza e nella quale vivo tutt’ora, mi ha influenzato. Amo anche questa terra, mi trovo molto bene anche se all’inizio non è stato facile ambientarmi.

Sei giovanissima ma hai già all’attivo diversi lavori, e sei anche doppiatrice. Riesci a conciliare tutti gli impegni alla vita “normale” di una giovane donna? La mia risposta è sì. Sono sposata da quasi sei anni con Carlo Trevisan, un giovane regista indipendente, ci siamo conosciuti mentre lui studiava regia e io recitazione, in questo sono agevolata perché condividiamo le stesse passioni ed entrambi ci dedichiamo molto sia al lavoro e alla nostra vita di coppia, che ai nostri bellissimi cagnolini volpini salvati da un abbandono, Luna e Angel. Affrontiamo tutto assieme, gioie e delusioni, con passione, tenacia e umiltà, non dimentico mai che prima di essere attrice sono una persona. Questo mi permette di scegliere con cura i progetti e i ruoli che mi sento di interpretare o meno, e quando scelgo di farlo, lo faccio con il cuore, mettendoci tutta me stessa e tutto il mio impegno. 

Ci parli del film di Ruggero Deodato di cui sei protagonista e come è nato questo progetto? Il film “Stop allo stalking” di Ruggero Deodato, è un cortometraggio con uno scopo sociale, le vittime possono essere sia donne che uomini, nel caso del film si tratta di una donna. Io interpreto la giovane madre di una bambina. Il progetto nasce dall’idea di Mauro Baldanza, un produttore, che ha assistito indirettamente al caso di una donna che è stata vittima di stalking, purtroppo nella realtà la vicenda è finita in modo tragico. Da lì la decisone, in collaborazione con l’associazione Casa delle Donne e Coop Adriatica, di raccontare un episodio di stalking attraverso un film. Quando ho saputo che avevo superato il provino per il ruolo di Giulia, la vittima, sono stata molto felice, sia di lavorare con Ruggero Deodato che mi ha diretto benissimo, che di partecipare al progetto perché rappresenta una battaglia sociale che condivido e che reputo importante. È stato piacevole lavorare anche con Matteo Tosi nel ruolo dello stalker e Beatrice Deodato nel ruolo di mia figlia, e con il resto del cast e dello staff, si è formata una bella squadra con l’atmosfera giusta che ci ha permesso di realizzare un buon prodotto. Il film sta ricevendo diversi consensi, al momento è disponibile nelle coop e sul sito www.stopallostalking.it.

Sei legata ad un tipo di lavori, film che strizzano l’occhio a produzioni non tipicamente italiane, voglio dire che vanno nella direzione delle serie americane, in un misto di videogiochi e fantascienza. Ti sfiora l’idea di lavorare all’estero stabilmente? Sì, sono legata principalmente al cinema indipendente, che è quello che mi offre maggiore possibilità di lavorare come attrice, e che mi dona numerose soddisfazioni, qualche giorno fa ho vinto un premio come miglior attrice protagonista al Rome Web Awards, con il cortometraggio di fantascienza “Space Jockey” diretto da Carlo Trevisan, sono stata molto felice soprattutto del fatto di aver vinto con un film di mio marito, che reputo un regista bravissimo. Devo dire che mi piacciono i film di genere, al momento mi stanno mandando diverse sceneggiature con vari ruoli interessanti. Parlando un inglese fluente mi piacerebbe tantissimo poter lavorare anche all’estero, ma sono consapevole del fatto che al giorno d’oggi è difficilissimo per un attore italiano lavorare in America. Una frase buffa che dico sempre è che pur di poter fare il mio lavoro andrei ovunque, anche in capo al mondo. L’importante è che mi piaccia la storia che si decide di raccontare. All’estero il cinema è industria, in Italia purtroppo non lo è più, sicuramente qui le possibilità di lavorare sono un po’ più limitate. L’Italia è un paese stupendo ma ultimamente tende ad essere poco favorevole nel settore lavorativo/economico in particolare per i giovani.

Cosa ti piace della tv e del cinema italiano e cosa proprio non sopporti? Insomma, che tipo di spettatrice sei? Sono una pessima spettatrice per il cinema italiano, ma vado al cinema spessissimo, guardo film di continuo, per lo più americani, guardo film italiani solo quando ci ha lavorato qualche amico attore o è diretto da qualche regista che conosco. Come spettatrice preferisco le commedie sentimentali degli anni ’50/’60, la commedia napoletana come ho già detto, i film di genere fantasy, i thriller, i film d’azione. Quello che odio del cinema italiano attuale è di essere tendenzialmente tutto uguale e che non si producono, salvo eccezioni, film di genere. Ma mi piacciono le fiction, alcune sono davvero ben realizzate e spesso ci fanno rivivere periodi storici molto interessanti che hanno caratterizzato il nostro paese, o situazioni attuali ben raccontate. Invece da attrice odio il fatto che ci sia poco spazio per gli attori, poche occasioni di lavorare, siamo tanti ma è pochissima la meritocrazia.

Prossimi progetti? Cosa ti aspetta dopo Deodato? Sono felice di poter dire che sono coinvolta in vari progetti indipendenti, sarò protagonista in tre lungometraggi con ruoli molto diversi fra loro, sarò anche in una webserie e in alcuni cortometraggi. Con Deodato spero ci saranno in futuro anche altre occasioni di lavorare assieme perché mi sono trovata molto bene con lui. Poi sono in lista per dei ruoli in alcuni progetti non indipendenti, su cui ancora non posso dire nulla, i tempi sono spesso lunghi, ma io non ho fretta, credo che Dio sappia esattamente tutto di noi, e che le cose vadano come devono andare, l’importante è fare ruoli che piacciono, divertirsi, cercare sempre di migliorare come artista. In questo lavoro non c’è un punto di arrivo, ma ogni film è un punto di partenza, un occasione per imparare qualcosa di nuovo. Ci sono dei lavori miei in uscita e vi invito a seguire tutto nella mia pagina facebook: www.facebook.com/ritaruscianoofficialpage per rimanere sempre aggiornati e perché no? Per farmi sentire che ci siete!

Il tuo augurio al cinema italiano? Di tornare agli anni dello splendore, quando l’Italia per il cinema era un esempio a livello mondiale.

Che tipo di donna sei: quali sono i tuoi difetti ed il tuo pregio più grande? Sono una persona che ha tante sfumature all’interno del proprio carattere, sono una ragazza socievole ma introversa, timida ma loquace, ho tutta una serie di caratteristiche che convivono all’interno della stessa ragazza, forse non eccedo in nessuna di queste e Rita si trova esattamente nel mezzo. Il mio pregio più grande, che poi è sotto vari aspetti anche un difetto, è quello di essere una persona vera, autentica, mi piace mostrarmi agli altri per quello che sono, amo parlare chiaro, mantengo sempre quello che dico, un altro pregio è quelle di essere tenace, paziente, di non arrendermi mai nemmeno quando le cose vanno male, e di affrontare la vita con il sorriso perché alla fine già solo il fatto di avere un tetto sulla testa mi fa sentire fortunata. Il mio difetto più grande è quello di essere impulsiva, e intollerante alla falsità, alle persone superbe, all’ipocrisia.

Il tuo consiglio ai giovani che intraprendono la tua stessa carriera: qual è l’errore più grande da evitare? L’errore più grande è pensare di poter avere tutto e subito, i sacrifici sono tanti, le porte in faccia pure ma se avete tenacia e passione le occasioni non mancheranno, il mio consiglio è di studiare, e di non smettere mai di farlo, di non sentirsi mai arrivati, di essere umili senza sopravvalutarsi ma comunque di mantenere sempre alta la dignità e l’autostima, consiglio di non scendere a compromessi perché la nostra coscienza vale più del successo professionale

Il tuo primo pensiero appena sveglia? Dare un bacio a mio marito, coccolare i cagnolini, controllare le mail e affrontare al meglio la giornata.

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1 Comment
  • cristina benfenati

    Adoro Rita, è dolce , genuina, diretta. Fui io a segnalarla per ” Stop allo stalking ” e ne vado fiera.
    Vai Rita, ti meriti il meglio e con te, pure tuo marito Jack.
    Spero di poter lavorare ancora con voi. Cordialmente Cristina

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