settembre 3, 2016 | by Emilia Filocamo
Il mio augurio al Ravello Festival è che mi inviterete presto.

In esclusiva a Ravello Magazine, Stefano Reali racconta Rimbocchiamoci le maniche con Sabrina Ferilli e Sergio Assisi, in onda su Canale 5 il 7 settembre

 La telefonata che accompagna la mia seconda intervista al regista Stefano Reali, avviene in un pomeriggio di fine agosto, pomeriggio di afa passata via dal vento e di un piacevole ultimo via vai di turisti. Nell’eco di sottofondo dei classici “rumori” estivi, mi lascio guidare da Reali nella pancia del suo ultimo lavoro, Rimbocchiamoci le maniche. E’ una storia di resistenza, di coraggio e di voglia di darsi da fare quella che il 7 settembre racconterà su Canale 5 con un cast d’eccezione composto da Sabrina Ferilli, Sergio Assisi, Michela Andreozzi, Marco Falaguasta, Benedetta Gargari, Samuel Garofalo, Maurizio Mattioli, Alberto Molinari e molti altri. Una storia fatta di gente comune, di gente abituata a darsi da fare e a non lamentarsi, a non cercare capri espiatori ma a fare leva su volontà e coraggio. Gente comune e ritratti di vita quotidiana. Come sempre, subisco inevitabilmente il fascino della genesi di tutte le storie, dei film come delle fiction .

Signor Reali, come è nata l’idea base di Rimbocchiamoci le maniche? Cosa l’ha spinta a credere in questa nuova storia? Beh, innanzitutto ho appoggiato quella che era un’idea di Sabrina Ferilli. E’ un personaggio sincero, in parte ispirato all’onorevole Angelina della Magnani. E’ soprattutto vedere cosa accade quando qualcuno decide di impegnarsi nel sociale e di non aspettarsi nulla dalle istituzioni, ma soprattutto quando smette di lamentarsi. E’ anche accorgersi che spesso il fuoco amico è ancora più pericoloso di quello nemico, è una storia di grande impegno e di quanto questo impegno possa comportare sacrifici a cominciare dal sacrificare la propria famiglia, facendo il sindaco. E poi sono stato felice di dirigere questa storia perché Sabrina Ferilli è stata una grande compagna di lavoro, ma non solo in questa occasione, ed è un grande esempio di donna. Nella mia vita il mio più grande esempio di donna è stata mia madre che pur avendo 3 figli, ha sempre lavorato, era insegnante di chimica e non si è mai tirata indietro. E’ bello vedere qualcuno che si preoccupa di te, la grande idea di Sabrina è stata proprio questa volontà, questo elogio dell’azione.

Dove avete girato? Abbiamo girato nel Lazio, fra Formello, Civitavecchia e Roma e poi gli esterni nelle Marche, ad Offida, utilizzando Offidella come nome immaginario del paesino in cui è ambientato.

Quali saranno secondo lei i punti di forza di questo lavoro? Non so il cast, la storia. Sicuramente il cast sarà uno dei punti fondamentali, ma anche il fatto che abbiamo ritratto un mondo fatto di persone comuni, persone come noi che non possono essere considerati eroi, se non del quotidiano. Gli stessi figli della protagonista, di Angela, interpretata da Sabrina Ferilli, sono costretti ad un certo punto a reagire e, appunto, a rimboccarsi le maniche. E’ un mondo, quello che abbiamo ritratto, non composto da belloni o bellone, ma un mondo di gente normale, le operaie sono operaie e basta. E’ il mondo dei piccoli paesi dove ci si conosce tutti e bisogna stare attenti a quello che si fa e si dice.

Una curiosità più che una domanda: come trascorrerà la sera prima del debutto in tv di Rimbocchiamoci le maniche? La trascorrerà con il cast? La sera prima non farò nulla di particolare, la sera stessa organizzerò a casa mia con pochi amici e guarderemo la puntata insieme. Una cosa semplice, insomma.

I suoi prossimi progetti? Può anticiparci qualcosa? Al momento non ho progetti, ma se anche li avessi non te li direi! Spero di fare comunque altri film, ovviamente.

Stefano Reali e la musica? La musica è una parte importantissima di me. Ho scritto ben 14 colonne sonore e ho firmato anche la musica di Rimbocchiamoci le maniche.

Il suo augurio al Ravello Festival? Sono stato diverse volte a Ravello, ma mai al Ravello Festival. Il mio augurio? Che mi invitiate!

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