dicembre 14, 2015 | by Emilia Filocamo
“Il mio prossimo progetto? Venire al Ravello Festival e un nuovo album!” La soprano Lia Limon Martirosyan si racconta fra Ability Magazine, sogni e obiettivi di pace e di integrazione

C’è una frase che mi ha colpito particolarmente in questa intervista alla soprano Lia Limon Martirosyan, qualcosa che è andato oltre la consapevolezza del suo essere un talento, una persona nota nel mondo della lirica ed un’artista di grande fascino, bellezza e sensibilità. Ed è stato quando ha sottolineato che in lei il momento più difficile e quello più semplice della carriera sono coincisi con una consapevolezza: quella di avere una voce. Sarebbe facile declinare questo assunto con la certezza da parte di Lia Martirosyan di possedere qualcosa in più, quel particolare timbro e quella dote che le hanno permesso di diventare un soprano e di calcare i palcoscenici internazionali. Ma io credo che dietro questa risposta ci sia molto di più ed il termine voce rimanda certamente all’avere la forza e la capacità di poter dire, di poter diffondere. Perché Lia è tutto  questo: è bellezza, è canto, è musica ed è parole, quelle del suo magazine, di Ability Magazine,  una speranza ed un faro per il mondo e nel quale l’arte, declinata sotto vari aspetti, diventa guado contro ogni ostacolo, baluardo contro ogni handicap fisico.

Lia, puoi dare ai nostri lettori la tua definizione di musica in un’unica parola? Cosa rappresenta per te? Innanzitutto la libertà, la musica per me è molto di più di un insieme di note e di parole. Riassumendo è innanzitutto libertà dai pensieri cupi e possibilità di rilassarsi con un obiettivo musicale.

Come hai capito che la musica sarebbe stata il tuo destino, la tua vita? Perché la collego a tutto ciò che rimanda alle mie prime emozioni, anzi, qualche volta ho paura di non apprezzarla ancora pienamente.

Chi è oggi Lia Martirosyan? Questa è una risposta quasi cangiante perché Lia è un costante work in progress: è una ragazza che ama la semplicità, che sa perfettamente che la felicità richiede uno sforzo quotidiano, che accetta la realtà, qualsiasi cosa voglia significare in questo momento e che vuole cantare e fare tutto ciò che ama il più a lungo possibile.

Che tipo di donna e di artista sei e come riesci ad armonizzare questi due aspetti? Quando non lavoro e non mi esibisco, preferisco osservare e quando mi esibisco, devo calarmi nel mio ruolo il più che posso. Trovare l’armonia in questi due aspetti è interessante, l’eccitazione di essere un’artista mi dà sicurezza come donna.

Puoi raccontarci di Ability Magazine? Ability Magazine, qui il sito, www.abilitymagazine.com, è sulla cresta dell’onda da oltre 25 anni, è un magazine leader nell’ability movement perché focalizza l’attenzione sulle abilità delle persone piuttosto che sui limiti connaturati a problemi fisici. Essere cieco, ad esempio, non significa che non si possa essere il più grande cantante del mondo, usare una sedia a rotelle non inficia il fatto che si possa costruire una casa, e questi esempi si possono moltiplicare in mille modi e con mille varianti. ABILITY Magazine si batte per i diritti civili, per portare consapevolezza e per integrare tutti gli aspetti della vita, dall’arte allo sport ed al lavoro.

Ho letto la tua intervista ad Andrea Bocelli: quali sono i tuoi prossimi progetti per il magazine? Sì, intervistiamo grandi celebrità per portare l’attenzione sul fatto che la disabilità è parte connaturale della vita. Ma ci sono molti altri progetti. Sono felice di essere parte di qualcosa capace di diffondere una simile consapevolezza. Siamo appena tornati da Wuhan, in China dall’Integrated Art Exhibition fra Giappone, Sud Corea e per la prima volta gli Stati Uniti. Il nostro prossimo obiettivo è fare la storia portando questa mostra negli Stati Uniti. Potete leggere di più qui http://abilitymagazine.com/China-Art-Exhibition-for-artists-with-disabilities.html

I tuoi prossimi progetti come cantante? Innanzitutto, aspettare il mio invito per esibirmi al Ravello Festival! Nei mesi scorsi ho avuto il piacere di essere invitata in diversi paesi, ed ora sto lavorando a mettere insieme i miei lavori per creare un nuovo album.

Qual è stato il momento più grande e quale quello più difficile della tua carriera? Quando ho capito di avere una voce.

Quando stai per esibirti qual è la prima persona a cui pensi? Al mio maestro che mi ricorda di non pensare.

Qual era il tuo sogno da bambina? Di essere per gli altri un motivo per il quale sorridere.

Stiamo attraversando un momento difficile, penso alla guerra, al rischio terrorismo, alle lotte religiose che stanno diffondendo questo senso soffocante di paura. Come ti confronti con tutto ciò e qual è la tua speranza in proposito? È terribile, ci sono tante cose a cui pensare, penso che la radice sia l’ignoranza. E che l’ignoranza sia passata ai nostri figli creando un circolo vizioso di disinformazione e di rabbia che motivano gli equivoci. La mia speranza? Che ci sia sincerità fra la gente.

Vuoi provare a suggerirci il tema del prossimo Ravello Festival? Penso ad una parola il cui significato è piacevole così come il suo suono: ‘Serendipità’, che vuol dire vivere la vita in un’unica direzione, mentre delle piacevoli sorprese possono cambiare il corso di tutto.

Sì, Lia Limon Martirosyan è una voce, una di quelle che spezzano confini, ostacoli e silenzi e vanno in alto, come è nella natura del suo timbro, e poi restano dentro. Come un piccolo seme prezioso.

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