maggio 19, 2014 | by Emilia Filocamo
Il poeta Darren Rankins: “La mia fede e la mia vita sono tutt’uno con Dio e con la penna che tengo stretta in mano”.

Dio è ovunque e Darren Rankins, poeta pluripremiato del Tennessee, ha fatto di questa consapevolezza la sua strada, anzi la missione di tutta una vita. Se Dio è ovunque, ovunque è il suo messaggio, ma a Darren non bastava perché Darren non è una persona che si arrende facilmente, che lascia le cose in sospeso e, soprattutto, non è il tipo che smette di comunicare, di dare e di darsi. Quando ci conosciamo, il tramite è la poesia, l’amore per le parole, per i versi che cibano come pane, ha solo una richiesta da farmi, quella di fornirgli subito un indirizzo perché vuole spedirmi una T-shirt. Resto un attimo in silenzio, non capendo subito la finalità di quella richiesta, poi il mistero mi incuriosisce e scopro una persona unica, particolare, uno strumento messo nelle mani di Dio per evangelizzare, ma in un modo nuovo, sorprendente. Le T-shirt di Darren Rankins, (oggi andiamo ad un numero superiore alle 6000 unità), hanno praticamente invaso il mondo come piccole, innocue aliene bianche: sulle t-shirt, oltre al logo del suo magazine (Pure Darren(2014) LogoThoughts) realizzato da Amb Aija Monique,  campeggiano le sue poesie e, soprattutto, frasi tratte dalla Bibbia. E queste magliette sono come cemento, come mattoni: donate o vendute, hanno contribuito a cause eccezionali che vanno dal sostegno di Salvation Army a Feed The Children (Darren è attualmente impegnato anche in tv per raccogliere fondi), passando per le cause locali con un solo obiettivo: aiutare i meno fortunati e contribuire a far conoscere il nome di Dio. Darren Rankins avrebbe forse  preferito ad un’intervista tradizionale fatta di domande e risposte, solo una carrellata di foto, e di foto ce ne sono tante, scattate in tutti gli stati americani e spesso, anzi spessissimo, accanto ad attori, a politici, a cantanti di spicco, tutti con un solo messaggio negli occhi e nel cuore: Dio e la poesia. Le poesie di Darren Rankins ed i suoi messaggi raggiungono Michelle Obama, addirittura, con la Nasa da trait d’union, un astronauta attualmente nello spazio. Iniziare a fare un’intervista con Darren sembra semplicissimo, eppure è quanto di più particolare e complicato esista, non so da dove cominciare, non so come rapportarmi ad un uomo che scrive poesie sin da quando era ragazzo e che ha dedicato all’11 settembre, con il componimento 911, una pagina struggente e delicata. Ma, come in tutte le cose, da qualche parte bisogna pure iniziare…

Darren, una domanda che in tanti ti avranno rivolto: per te cos’è la poesia? La poesia è pura terapia, è il posto in cui posso rifugiarmi, è il mio modo di concepire come deve essere la vita, è un microcosmo inserito nel cosmo in cui realtà e fantasia possono incontrarsi senza conflitti.

Ma in che modo ha capito che la poesia era nel tuo destino, hai iniziato a scrivere versi sin da ragazzo, una cosa piuttosto inusuale, non trovi? Sì, ho iniziato a scrivere sin da bambino ma non avevo davvero compreso cosa rappresentasse per me e quanto fosse importante fino al mio primo anno di college. Allora ho partecipato ad un concorso di poesia dopo che mi fu chiesto esplicitamente da un professore del college: da quel lontano 1996 ho pubblicato già tre libri e sto attualmente lavorando al quarto.

E chi ha creduto subito in te e ti ha sostenuto, a parte questo insegnante del college? Devo dirlo: nessuno. Sono andato avanti da solo, rendendomi conto e scoprendo ciò che la gente pensava della poesia e che poi è quello che io ho pensato e scritto per anni.

Questo tuo bisogno di comunicare si è condensato in una carriera intensissima ed in un progetto, un magazine riconosciuto a livello mondiale, “Pure Thoughts”, ce ne parli? Pure Thoughts” nasce dal bisogno di dire e di fare, tutto qui, non è solo una rivista, è un modo per interpretare il mondo, per evangelizzare, essere vicini alle persone e ai loro problemi, introdurli alla poesia ed al messaggio di Dio. L’avventura di Pure Thoughts è iniziata nel 1995 dopo che diversi dei miei lavori erano già stati pubblicati in antologie e in vari libri.

Quindi Pure Thoughts cos’è esattamente? Non è solo un magazine ma anche una sorta di parabola, di discorso che rivolgi al mondo nei tuoi termini e secondo la tua sensibilità? Amo dire sempre che Pure Thoughts è quello che il titolo stesso dice, è ispirazione e poi un sostegno fisico e concreto a chi ha bisogno, a chi è in difficoltà.

Hai avuto dei modelli, sia nella vita che nella poesia? Sembrerò atipico o superbo rispondendo in questo modo, ma no, non ho mai avuto dei modelli. Considero la poesia una vocazione, quando chiama si risponde e basta, ed io ho risposto sin da giovanissimo. Non ho mai letto le poesie altrui, ma questa è una mia teoria: credo che se si leggono i pensieri degli altri per troppo tempo e ci si forma su quelli, alla fine si arrivi ad essere impuri quando si vuole comunicare il proprio messaggio, il proprio punto di vista.

In che modo fede e poesia si intrecciano nella tua vita? La mia fede e la mia vita sono tutt’uno con Dio e con la penna che tengo stretta in mano.

“God bless America” è un refrain notissimo. Quali sono le difficoltà maggiori del tuo Paese oggi e c’è qualcosa a tal proposito che ti preoccupa particolarmente? Dio ci benedice ogni giorno, benedice il nostro Paese e qualsiasi essere vivente su questo pianeta. Non ho particolari timori per il mio Paese, adesso che il 11 settembre è stato superato e che tutto è sotto una nuova prospettiva, anche la stessa cultura ha subito cambiamenti epocali da quella data terribile.

Tu sposi tante cause in giro per il mondo. In che modo aiuti le persone e perché questa scelta di abbinare la poesia ai versi della Bibbia? Uso la Bibbia in tanti dei miei prodotti semplicemente perché penso che siano le parole più potenti e significative del mondo, le più grandi ed irripetibili. È Dio che parla.

Come ti è venuta l’idea di “contagiare” il mondo con delle t-shirt? I miei loghi ed il design delle mie t-shirt non sono opera mia, o meglio, io e il mio team siamo stati strumenti nelle mani di Dio: lo Spirito Santo ha ispirato ogni centimetro di stoffa ed ogni contenuto.

Hai conosciuto tantissime persone, dai potenti alla gente comune, dagli attori ad altri scrittori. Chi ti ha dato di più in termini umani? Non dimenticherò mai il mio incontro con Nichelle Nichols, la prima donna di colore americana a recitare in un successo televisivo planetario come Star Trek nel 1960, lei era Uhura.

Tu sei instancabile, viaggi tantissimo e sei sempre in attività: c’è mai stato un momento della tua vita in cui ti sei detto “Basta, voglio fermarmi!” Mai. Sono felice di ogni singolo istante della mia vita e di ciò che sono diventato grazie al potere ed all’amore di Dio.

Fra tutte le poesie che hai scritto, c’è qualcuna ami particolarmente? No assolutamente, ho scoperto e capito che ogni poesia fa parte di me, come un organo vitale, un osso e, la cosa più bella è che poi è attaccata ad un’altra persona, con cui mi tiene in corrispondenza.

Sei mai stato in Italia e hai mai pensato di “colonizzare” anche il nostro Paese? Non è ancora successo, purtroppo, ma è fra i miei progetti, vivete in un Paese unico al mondo, questo lo so perfettamente. 

Darren ci dai una definizione di spiritualità? Cosa è per te oggi la spiritualità? La spiritualità è il mio braccio destro, mi offre un appiglio, una sicurezza, è come una torre di avvistamento da cui posso affacciarmi e guardare alla mia vita che un giorno non sarà più su questa terra.

Se potessi tornare indietro nel tempo, c’è qualcosa che cambieresti della tua vita? O che addirittura cancelleresti? Assolutamente no, tutto quello che ho vissuto, bello o terribile che sia stato, mi è servito, è un bagaglio a mano che in questo viaggio mi ha solo reso più forte.

Cosa ti auguri? Solo di continuare a crescere, tenendo l’amore come punto fondamentale e come base di ogni cosa e di ogni mia scelta.

Quali sono i tuoi ultimi pensieri prima di andare a letto? I miei pensieri a fine giornata sono tutti rivolti ai miei figli e a mia moglie, perché continuino a stare in salute e protetti dall’amore di Dio, perché mi sostengano ancora come hanno fatto fino ad oggi.

Vuoi dire grazie a qualcuno? A mio padre James e a mia madre Barbara che mi hanno tenuto saldo nella vita a cavallo dei miei obiettivi: cadere è facile, ma bisogna essere forti e avere fede. La fede è la briglia migliore.

L’intervista si chiude con una carrellata di risposte incisive, certo si sarebbe potuto commentare il tutto anche solo attraverso le foto, e di foto Darren Rankins ne ha un’infinità, credo facciano a gara con i suoi versi. Ma non sarebbero forse bastate a darmi la serenità che provo alla fine di questa chiacchierata, una pace che non so spiegare e che spero, anche se in maniera imperfetta, di aver trasmesso a chi mi leggerà, in qualche modo.

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