agosto 13, 2014 | by redazione
Il Ravello Festival accoglie il grande ritorno di Jean Luc Ponty

Per avere un’idea di quale sia lo spessore artistico di Jean Luc Ponty, ospite domenica 17 agosto del Ravello Festival (Belvedere di Villa Rufolo, ore 21.25) con la sua Band, basta scorrerne la biografia e l’elenco delle collaborazioni illustri.
Nato ad Avranches, in Normandia, settantuno anni fa, si diploma in Violino al Conservatorio di Parigi e debutta nel mondo del jazz come clarinettista; poi, l’infatuazione per Coltrane, lo spinge verso il sax. Infine, un impulso creativo forte e originale lo riporta allo strumento frequentato sin da bambino, il violino, al quale applica la filosofia del be bop, distinguendosi presto per uno stile unico e innovativo. A ventidue anni stupisce i critici con il suo primo disco in solo per la Philips, a ventiquattro si esibisce in tour insieme ad un altro mostro sacro del violino come Stéphane Grappelli. Da quel momento brucia le tappe della notorietà internazionale, muovendosi con straordinaria disinvoltura in ambiti diversi: nel 1967 debutta al Festival di Monterey su invito di John Lewis del Modern Jazz Quartet; nel 1969 collabora con Frank Zappa e tre anni dopo con Elton John. Ma è con i suoi dischi che, tra la fine degli anni Settanta e i primi Ottanta, assurge al rango di star: ne incide dodici, e tutti entrano nella top five jazz di Billboard, con milioni di copie vendute in tutto il mondo.
Pioniere della musica moderna, sperimentatore assiduo e curioso, per primo si affida, in ambito jazz, al linguaggio video e fonde le sonorità del violino classico ed elettrico, con esiti affascinanti. Quindi affianca per un nuovo disco Al Di Meola e Stanley Clarke, prima di lanciarsi in un progetto che esplora la musica africana, al centro dei suoi interessi. Le collaborazioni più recenti lo portano a suonare con Vadim Repin e con Regina Carter, violinisti eccezionali ma di formazione decisamente differente.
Jean Luc Ponty & his Band è un progetto che il violinista francese riprende, in forma di quartetto senza percussioni, nel 2008, con l’intento di rifarsi alle sonorità degli anni d’oro a cavallo tra Settanta e Ottanta del secolo scorso. In questa formazione il violinista francese si propone nel 2009 alla Fenice di Venezia, per poi girare il  mondo.
Ciò che rende particolarmente stimolante questa reunion a Ravello è il fatto che Ponty, manchi dall’Italia ormai da qualche anno e che a sud di Roma le sue presenze siano sempre state rare e, dunque, ancor più preziose. Un’occasione, evidentemente, da non perdere per riascoltare dal vivo uno dei musicisti che hanno davvero fatto la storia del jazz. www.ravellofestival.com. Info e biglietteria 089 858422.

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