aprile 18, 2014 | by Emilia Filocamo
Il Sud in mostra al Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo. In esposizione anche scatti di Mimmo Jodice

Il Sud è bussola, è scirocco, è mare, è tradizione, è la domenica dei sughi e delle Messe, è il vociare dei bambini fra le scale, la finestra spalancata sulla piazza, la filastrocca. Il Sud è l’afa, la vela e la tavola imbandita, è la banda, il culto e la superstizione, la gioia e la generosità, il sole, il rigoglio dei campi. Tanti ingredienti e suggestioni hanno trovato una consacrazione tematica ed un incasellamento nella grande esposizione fotografica, inaugurata il 12 aprile e che terminerà il 12 ottobre 2014, al Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo. L’evento, intitolato “Storie dal Sud dell’Italia dalle collezioni del Museo di Fotografia Contemporanea”, a cura di Arianna Bianchi e Roberta Valtorta, consacra i 10 anni di attività del Museo attraverso una carrellata in bianco e nero di ben 120 fotografie realizzate da 15 importanti fotografi italiani del Novecento. La tematica del sud, la narrazione della società e del background culturale non sono casuali perché da sempre sono al centro di indagini sociali fatte dai maestri del reportage italiano e da ricerche guidate da intenzioni spiccatamente artistiche che hanno cambiato il panorama della fotografia. Le immagini realizzate in Calabria, Puglia, Campania, Sicilia, Basilicata e Sardegna, ricoprono un arco di quasi 50 anni dal secondo dopoguerra ai primi anni ’90 e sono raggruppate in 16 aree tematiche, dalla vita rurale al rapporto con la terra e gli animali, dalla tradizione religiosa al culto dei morti, dai panorami, al Carnevale, dalla fatica nei campi alla suggestione degli scorci marini. Un capitolo a parte è poi costituito dai bambini, ritratti come veri e proprie icone del Sud. Si va dalle foto di Letizia Battaglia, dedicate alla Mafia, a quelle di Mario Cattaneo che ritraggono i bambini, per poi passare a quelle suggestive di Mimmo Jodice (una sua foto fa da copertina al Ravello Festival 2014) sul culto dei morti, ad Antonio Biasucci con i suoi panorami immortalati dal tema Figure, Orizzonte fino a Carmelo Bongiorno con Paesaggio, Sogno. Le 120 foto in bianco e nero sono tratte dalle collezioni del Museo e sono tutte stampe alla gelatina bromuro d’argento. Una parte interessantissima è quella dedicata alle video interviste fatte ai cittadini di Cinisello Balsamo: molti cittadini hanno vissuto per motivi di lavoro in una terra diversa e lontana da quella di origine. Ecco l’altro grande trait d’union fra nord e Sud. Cinisello è infatti collocata nell’hinterland milanese. Investita dal grande processo di industrializzazione durante il boom economico, è diventata una città di immigrazione. Dai 15 mila abitanti dei primi anni ’50, si passa ai quasi 80 mila negli anni ’70, la maggior parte dei quali immigrati del Sud Italia, la vera forza lavoro e motrice del processo e delle attività economiche. La mostra diventa quindi una sorta di fusione fra nord e sud: attraverso testimonianze visive, immortalate spesso in maniera drammatica ed emblematica dai maggiori fotografi italiani, ma anche dal concorso di racconti di vita vissuta. Un grande sipario spalancato sul Sud da una finestra del Nord.

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ALCUNE DELLE FOTO IN MOSTRA

 

 

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