agosto 6, 2014 | by Emilia Filocamo
Il viaggio di Anne Pigalle, sulle orme di Edith Piaf

La parola che si leggerà più spesso nell’intervista fatta ad Anne Pigalle, cantante francese di fama internazionale ma anche artista tout court dotata di un magnetismo che ha incantato i più grandi fotografi del mondo, è “viaggio”. Scorrendo velocemente le risposte che l’artista concede fra mille impegni senza ritardare di un secondo rispetto all’indicativa data di “consegna” che mi ha anticipato, trovo la parola viaggio a più riprese, come se fosse una sorta di santino, una briciola lasciata lungo il percorso per far intendere ai lettori la complessità di un’attività che, pur avendola consacrata come l’erede della grande Edith Piaf, sicuramente avrà conosciuto momenti di difficoltà, comuni a tante carriere. Curiosando nel suo sito, scopro una donna complessa per la quale l’arte, dalla scrittura alla pittura, è la desinenza che meglio si adatta alla radice multiforme di cui è animata. L’intervista sarà una sorta di panorama ammantato di foschia, composta da battute sintetiche in cui Anne Pigalle si svelerà appena ma senza alcuna superbia, senza il fantasma del distacco, semplicemente lasciando intuire quello che le sta più a cuore. La musica è il cordone ombelicale che lega e tiene in vita tutte le sue risposte.

Anne, cosa è per te la musica? È una finestra sull’anima. 

Quando hai capito esattamente che sarebbe stata nel tuo destino e in che modo è cominciato tutto? A scuola ero una bambina molto timida e sin da subito mi resi conto che la musica era la forma di espressione non solo più adatta a me, al mio modo di essere, ma anche la più potente.

Il tuo primo fan? La prima persona che ha creduto in te? Lo ammetto, io stessa.

Il giorno in cui ti sei detta “Anne, ce l’hai fatta!”? È stato un viaggio piuttosto lungo e faticoso e si è trattato per lo più di momenti, di istanti di consapevolezza nei quali ho sempre mantenuto salda la fede che poteva andare meglio, anzi che doveva migliorare.

L’incontro che ti ha cambiato la vita? Probabilmente quello con un amante, ma ero molto giovane.

Sei stata definita la nuova Piaf. Come vivi questo paragone così importante e quali sono le tue emozioni in proposito? Io credo che le persone mi paragonino ad Edith Piaf innanzitutto perché sono francese e poi perché la sua musica, che io adoro, influenza molto il mio stile. È sicuramente un grande onore per me, visto che nessuno in Francia è stato mai paragonato alla Piaf ma è ovvio che nella mia musica ci siano anche altre influenze.

La prima cosa a cui pensi quando sali su un palco per esibirti? Ho un unico pensiero: comunicare con il pubblico, questo prima di ogni altra cosa.

Sei mai stata in Italia e cosa pensi della musica italiana, hai qualche autore preferito? Sono stata un bel po’ di volte in Italia e mi sono anche esibita. Adoro la musica di Nino Rota e di Ennio Morricone.

Sei stata fotografata dai più grandi fotografi del mondo, un nome per tutti: Mario Testino. Che rapporto hai con la tua bellezza? La bellezza interiore è un valore fondamentale, poi, certo, bisogna fare i conti con la bellezza esteriore, sia per se stessi che nel rapporto con gli altri. Mi capita di vedere per strada donne bellissime che fanno di tutto per nascondere e mortificare la propria bellezza ed altre, invece, che esagerano e fanno esattamente l’opposto. Posare nei servizi fotografici per me è stato un modo di vedermi attraverso l’occhio e l’obiettivo di chi mi ritraeva ma anche una sorta di studio psicologico per arrivare a conoscere di più di me stessa.

C’è una canzone preferita, una che proprio non riesci a smettere di cantare? Del mio repertorio? Sicuramente “Madame Sex”: non si parla di sesso, si parla di donne, ma nel prossimo album saranno tutte le mie preferite!

Quali sono stati e sono i tuoi modelli nel panorama canoro? Sicuramente la Piaf, ma anche la Dietrich ed Eartha Kitt, Sinatra ed il grande Lou Reed.

Ci parli dei tuoi prossimi progetti? Considero questo periodo un po’ come l’odissea della mia vita:  continuare a fare canzoni semplici e assolutamente lontane dalla musica pop così imperante e dilagante di questo periodo. L’autenticità deve tornare a trionfare.

Il tema del Ravello Festival di quest’anno è il Sud, puoi darci una tua definizione di Sud? Quando penso al Sud penso al Sud del mio paese, della Francia e poi sempre all’Italia.

Un’artista come te ha mai dei rimpianti? Non so rimpianti per qualcosa che avrebbe potuto fare e non ha fatto? Questo dovresti chiedermelo alla fine della mia vita. In questo momento il viaggio continua!

Tu viaggi tantissimo, ma in quale posto ti senti davvero a casa? Non mi sento mai completamente a casa da nessuna parte, ma se proprio devo scegliere ti dico in Francia.

Puoi dire grazie a qualcuno in questo momento, a chi lo diresti? A mia madre. Assolutamente.

Il tuo ultimo pensiero prima di dormire? Domani è un altro giorno? Ok, eccomi, sono pronta!

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Leave a Reply

— required *

— required *

Ravellomagazine è una testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Lucia Serino - Registrazione del Tribunale di Salerno n°9 del 19 marzo 2014. Editing by Fondazione Ravello | p.iva C.F. 03918610654