novembre 17, 2015 | by Emilia Filocamo
In esclusiva la bellissima Jamie Ann Burke protagonista di “The Power of Heart”, viaggio sconvolgente alla scoperta del cuore

Questa intervista è frutto di un’emozione più che di un’indagine fatta di domande usate come indizi. E l’emozione è arrivata non solo dal fatto di aver avuto l’onore di intervistare la bellissima attrice Jamie Ann Burke, una delle protagoniste di The Power of the Heart, film indagine di Drew Heriot, il regista di The Secret, ma soprattutto da un momento preciso, anzi da due. Innanzitutto dal primo sguardo dato al trailer di The Power of heart, un sensazionale viaggio alla scoperta delle potenzialità del cuore fatto con compagni di eccezione, da Coelho a Deepak Chopra, e poi dalla straordinaria serenità che mi hanno trasmesso le parole di Jamie Ann. Una serenità ed una consapevolezza di se stessa che alla fine mi hanno indotto a pensare senza alcun dubbio che questo film le abbia davvero cambiato la vita.

The Power of heart è un film completamente diverso nel suo genere, innanzitutto per il modo di essere concepito. Come ti sei preparata per questo lavoro e cosa ti ha lasciato questa esperienza? Ho mandato in giro un po’ di miei provini a diversi direttori, produttori, direttori di casting e ad agenti dell’industria cinematografica. Drew Heriot, il regista di The Power of Heart, mi rispose dicendomi che amava il mio modo di recitare e che mi vedeva nei panni di una splendida sopravvissuta al genocidio del Ruanda, una donna Tutsi di nome Immaculee Ilibagiza. In quel momento io non avevo la più pallida idea di chi fosse Immaculee Ilibagiza, ma ero emozionata al solo pensiero di aver saputo che Drew Heriot aveva diretto anche il film The Secret. Così per un mese circa, ho fatto una vera e propria audizione via mail. Drew voleva capire se ero in grado di imitare un accento del Ruanda; io non me la sentivo di rispondere no, così dissi che avevo praticato l’uso gli accenti nei miei lavori teatrali. Così mi sono concentrata per entrare in questo personaggio, ho trascorso ore, giorni e settimane a cercare Immaculee online, ho guardato le sue interviste, ho imitato la sua voce e così mi sono innamorata di questa donna così straordinaria. Ero atterrita e sconvolta dal fatto che qualcuno potesse amare e perdonare le persone che le avevano massacrato la famiglia, così come aveva fatto lei. E sono stata onorata di essere stata scelta per questo ruolo.

Immaculee ha una storia incredibile. Assolutamente. La vera Immaculee si era nascosta in un bagno di 3 metri per 4 per tre mesi con altre sette donne, senza poter parlare e muovendosi a stento perché c’era sempre il rischio che gli Hutu le trovassero e le massacrassero. Così mi sono allenata chiudendomi nel mio bagno e ho cercato di inglobare tutte le emozioni che Immaculee poteva provare, dalla paura alla rabbia fino alla catarsi finale del perdono. Registrai un video di 8 minuti e lo inviati a Drew Heriot. Poi feci  un’intervista via Skype con lo stesso Drew, in modo da confrontare il mio viso con quello di Immaculee e ho ripetuto le battute con il bagaglio di quelle emozioni e con l’accento che lui chiedeva. Dopo molta attesa, un giorno mi svegliai prestissimo e andai al pc, e fui gratificata dalle parole “Buongiorno Immaculee”! Era un sogno che si realizzava, era la mia occasione, ero felicissima e terrorizzata e cominciai a farmi venire fuori un sacco di insicurezze: ero brava abbastanza? E cosa sarebbe successo se una volta arrivata in Olanda non fossi stata capace di fare il mio lavoro? Ma decisi di dare il meglio di me. Sono grata a questo progetto, mi ha fatto capire che fuori dal nostro mondo, dalla sicurezza delle nostre vite, ci sono tanta violenza ma anche tanta bellezza e bontà. E poi grazie a The Power of Heart ho capito che i miracoli esistono, ho interpretato un ruolo simbolo e solo perché ho scritto a Drew al momento giusto. È quella che si chiama serendipità!

Ci racconti qualche altro aspetto del tuo ruolo? È la storia di una trasformazione dall’odio e dalla vendetta, motivate da quello che una sopravvissuta subisce, ad un sentimento di perdono ed amore. Nella scena del bagno in cui eravamo in sette c’era anche una bambina, la bambina era adorabile e non riuscivo a staccarle gli occhi di dosso, ma poiché non parlava inglese non sono riuscita a dirle nulla. Forse è stato il mio orologio biologico che cominciava a farsi sentire! Tutte le attrici erano fenomenali, non solo assolutamente credibili ma anche bravissime, è  stato un training eccezionale, imparare da loro e riceverne anche aiuto e conforto. Una delle attrici inoltre era davvero sopravvissuta al genocidio in Ruanda con suo fratello, e la sua storia ha reso anche il mio ruolo estremamente reale.
Hai mai avuto l’occasione di parlare con gli scrittori coinvolti nel film come Coelho ed Isabelle Allende? Quando il produttore Baptist de Pape ha cominciato a promuovere il film, ha organizzato un tour mondiale incredibile. Sono rimasta molto colpita dal suo viaggiare in ogni dove e dal fatto che ogni volta continuasse a rivedere il film, fortunatamente è un film meraviglioso. Io ho partecipato ad una proiezione a Bay Arena e lì ho conosciuto Isabelle Allende, ma l’apice della mia gioia è stato poter incontrare la vera Ilibagiza a Pasadena. È stato un miracolo, ancora una volta. Ricordo che il parcheggio era zeppo e cominciai a guardarmi intorno; una volta trovato posto, uscii dalla mia auto e mi si avvicinò un uomo dicendo “Ciao Immaculee, ci siamo conosciuti due anni fa” Io ridendo risposi “Non sono la vera Immaculee, ma l’ho interpretata in un film”. Lui rimase stupito perché mi disse che di lì a poco la vera Ilibagiza sarebbe arrivata  così aspettati per circa 3 minuti e all’improvviso vidi una donna africana con gli occhiali da sole uscire fuori da una macchina nera enorme ed entrare nell’hotel. La raggiunsi e le dissi “Vorrei incontrarla perché ho interpretato lei in un film” E lei mi rispose “Lo so, e sei stata perfetta!” Potevo anche morire in quel momento, ero felicissima: facemmo delle foto insieme, poi mi fece entrare gratis all’evento e mi regalò il suo libro.

A cosa stai lavorando adesso? I tuoi prossimi progetti? Sto lavorando al film “One Under the Sun” di Vincent Tran. Interpreterò un’astronauta Africana che va su Marte. Sono super eccitata perché il cast è incredibile, c’è anche la stella di Bollywood Pooja Batra, e ho molte scene con lei. Sto anche lavorando ad una puntata pilota intitolata “Measure Up: A Short about being tall” che parla della miriade delle insicurezze umane “sono troppo alta, troppo grassa etc”. è una commedia divertente, di cui sono molto orgogliosa e non vedo l’ora che sia completa.

Hai una parte molto attiva anche nel genere comico: racconteresti ai nostri lettori questo aspetto della tua carriera e quanto è importante per te? Sono una persona divertente per natura, mi piace scherzare, amo i bambini, mi piace conservare dentro di me la loro stessa innocenza ed ingenuità. Così mi sono preparata per anni con la compagnia dei Monkey Butler Comedy e con gli Upright Citizens Brigade e sono stata anche parte di un gruppo che si esibiva sul palcoscenico. Mi sono focalizzata sul genere drammatico negli ultimi anni, per essere più fragile e profonda, ma amo la commedia da morire. Mi alleno anche con la Caporeira, un’arte marziale brasiliana, non si sa mai, magari un giorno otterrò un bel ruolo in un film d’azione! Per me la  vita  è fare esperienze diverse, divertirsi e crescere, imparare, mi piace fare tutto ciò che mi rende felice.

Qual è stato il giorno più bello della tua carriera e quello più difficile da  affrontare? I giorni più belli nella mia carriera sono stati quelli in cui mi sono svegliata rendendomi conto che ho scelto questa vita, e che sto costantemente delineando la vita che amo. Ho libertà, affronto avventure diverse ed incontro persone creative. Sono convinta che sono cresciuta così tanto come persona perché  mi rivaluto ogni giorno e guardo a chi sono nel profondo e a ciò che voglio essere. Quelli più difficili sono stati i giorni in cui ho messo da parte tutto ciò, dimenticandolo ,quando ho cominciato a guardare alle circostanze esterne e non dentro di me, dove risiede la vera forza.

Sei una donna bellissima: quanto tempo dedichi al tuo corpo? Sono estremamente attiva, amo la Caporeira che dà al corpo tantissima forza. Amo anche la Salsa e la Bachata. Faccio alcuni esercizi ogni giorno, so che il mio corpo può essere più fluido, aggraziato e bello se mi esercito, se sudo e se elimino tutte le tossine. E mangiare bene è qualcosa che considero necessario, ma non fraintendermi, sono una buona forchetta!

Hai realizzato il tuo sogno di bambina? Avevo così tanti sogni da bambina, volevo essere un dottore, poi un direttore di banda, ma mettevo su sempre degli spettacolini per i miei genitori con mio fratello e mia sorella. Ho sempre amato musical come Evita o Westside Story, o The Sound of Music e volevo guardarli con mio papà senza mai smettere. A scuola adoravo la matematica e al college sono passata ad Ingegneria Elettronica, credo mi abbia aiutato nel mio lavoro di attrice per l’elasticità con la quale devo interpretare  tanti ruoli.

Come trascorri le tue giornate a Los Angeles: ci racconti la giornata tipo di un’attrice americana? Sono sempre in movimento per migliorare la mia carriera, faccio audizioni per film, commedie o per spot. Vado alle proiezioni dei film in gara o ad ascoltare magari un famoso regista che tiene un incontro. Mi preparo, ripeto le parti, mi promuovo sui social. Ogni giorno cerco di comprendere chi voglio essere, ascolto Abraham Hicks o Bob Proctor, cerco di imparare a cambiare l’immagine di  me stessa dall’interno e poi le circostanze anche esterne cambiano conseguentemente in mio favore. 

Sei mai stata in Italia magari per lavoro? No non ci sono mai stata, ma vorrei andarci, so che siete persone affettuose e speciali. E vorrei lavorare lì, se avete progetti fatemi sapere, il mio passaporto è pronto!

Ti va di suggerirci il tema per il prossimo Ravello Festival? Certo! Bellezza e fragilità. 

Ammetto che, forse per la prima volta, non ho molto di più da dire se non che Jamie Ann Burke ha qualcosa di speciale, qualcosa che è sicuramente nato con lei potenziandosi poi in maniera esponenziale dopo l’esperienza di The Power of Heart. Il mio consiglio a quanti sono arrivati alla fine di questa intervista, è di guardare il trailer del film e di fare propria la frase che lo suggella come un marchio: il cuore è l’unica cosa di cui possiamo fidarci.

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