maggio 6, 2014 | by Nicola Mansi
In tv “Gomorra – La serie”, tra pro e contro

L’attesa è finita. Prende il via stasera alle 21.10 su Sky Atlantic Hd e Sky Cinema 1Hd Gomorra – La serie, il kolossal tv in 12 episodi da un’ora, che Sky ha realizzato con due tra le maggiori società italiane di produzione televisiva e cinematografica, Cattleya e Fandango, in collaborazione con La7 e in associazione con Beta Film. Andrà in onda tutti i martedì alle 21.10 con due episodi a sera, e sarà interamente disponibile su Sky Go e Sky On Demand.
Per la regia di Stefano Sollima – regista della serie cult Romanzo Criminale che cura anche la supervisione artistica – Francesca  Comencini (Lo spazio bianco; Un giorno speciale) e Claudio Cupellini (Lezioni di cioccolato; Una vita tranquilla) Gomorra vanta  un cast di attori legati al territorio, tra esordienti e attori professionisti: Marco D’Amore, Fortunato Cerlino, Maria Pia Calzone, Salvatore Esposito, Marco Palvetti, Domenico Balsamo e tanti altri.
Prima ancora del suo debutto televisivo Gomorra – La Serie ha destato l’interesse dei principali mercati televisivi internazionali – venduta in oltre 40 paesi, tra cui gli Stati Uniti – e raccolto sui social network commenti entusiastici degli addetti ai lavori.
La serie, a 8 anni dalla sua pubblicazione, sviluppa il libro di Roberto Saviano, raccontando, in parallelo, i destini del boss Savastano e quello dei suoi uomini. È lo stesso Saviano a spiegare in un’intervista a Repubblica che: “Il film non può mai essere un’educazione al crimine, la realtà è già oltre, non è la fiction che può indurre qualcuno a intraprendere la strada del crimine nella vita. La materia su cui intervenire è la realtà, non il film che racconta. In Gomorra-La serie – continua lo scrittore – noi raccontiamo la realtà così com’è. È la nostra finzione, perché ovviamente la serie è una finzione, fatta da attori, non è un documentario. L’elemento di prudenza è semplicemente nel descrivere con rigore quella realtà. Non nel togliere cose, altrimenti un ragazzo potrebbe imitare quel gesto. Questo è l’unico modo per evitare maschere epiche, esaltazioni. Quelle avvengono quando i personaggi non riesci a descriverli e hai bisogno di ‘doparli’, renderli carismatici, affascinanti. Il carisma e il fascino ci sono, perché sono uomini di potere, ma sono descritti dai loro gesti. La realtà non la voglio spiegare, non voglio dire cosa sia giusto e cosa sia sbagliato. È ovvio che poi ne emerge un giudizio. Girare a Scampia era fondamentale, perché Scampia è protagonista, è un attore, non è una quinta che puoi ricostruire. È il Dna della serie. Quei palazzi, quelle scale, quel cielo, sono protagonisti. Quel territorio ti entra dentro, quel cemento è una scelta politica, una descrizione geopolitica del paese, non è solo ghetto. È anche la dimostrazione di una resistenza. In quelle case c’è vita, ci sono ancora sorrisi, bambini. È la dimostrazione che quella è una miniera da cui si estraggono soldi, una miniera in cui si muore“.
Manifesti contro GomorraCom’era prevedibile però, tutta la lavorazione della serie è stata accompagnata da aspre polemiche: il primo a schierarsi contro l’ennesima narrazione criminale di Napoli è stato il sindaco Luigi De Magistris, che è arrivato a chiedere che una parte dei diritti di cessione della serie venisse data a Scampia per iniziative benefiche. Il trailer ha fatto imbestialire anche gli A67, apprezzato gruppo di rap e rock alternativo attivo a Scampia, che sul loro blog hanno scritto: “la cosa che fa più male è la mistificazione di chi ha avallato e ha collaborato a questo schifo. Non si può e non si deve far passare questa operazione di business come l’urgenza di raccontare un territorio“. L’imprenditore Alfredo Giacometti, dopo aver già contestato la produzione durante le riprese, ha affittato nei giorni scorsi 176 totem pubblicitari nella zona di Fuorigrotta e ha affisso dei manifesti dal testo abbastanza eloquente: Gomorra su Sky per l’interesse di pochi… altra “MERDA” sul popolo napoletano… e la politica se ne frega! Vergognatevi tutti!”. A schierarsi contro la serie anche il prete anti-camorra Don Aniello Manganiello che si è fatto fotografare esponendo lo slogan “Abbasso Gomorra” negli studi di Radio Marte durante la trasmissione “La Radiazza”.

Il trailer 

Leave a Reply

— required *

— required *

Ravellomagazine è una testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Lucia Serino - Registrazione del Tribunale di Salerno n°9 del 19 marzo 2014. Editing by Fondazione Ravello | p.iva C.F. 03918610654