novembre 13, 2014 | by Emilia Filocamo
La bellissima Magdalena Grochowska dal teatro alla tv “Vorrei interpretare una santa, Eva Kant o Grace Kelly”

L’intervista all’attrice polacca, Magdalena Grochowska, protagonista di tanti titoli al cinema e in Tv, da “Voce del verbo amore” ai “Vicerè”, da “R.I.S” ad “Ultimo”, da “Un passo dal Cielo” a “Zodiaco”, comincia e procede tenendo l’argomento “bellezza”, quella sua ovviamente, buono in un angolo, come se non fosse fondamentale, come un cane di razza legato alla catena, anzi lei stessa la ridimensionerà nel corso della nostra intervista senza darle lo spazio che merita. L’intervista avrà dei contatti intermittenti e si protrarrà per qualche giorno, intermittenza dovuta ad una concomitante partenza per Praga e all’impegno sul set di un servizio fotografico. Superati, Magdalena si concederà alle mie domande senza esitazione e con una grande umiltà. Mi colpiranno subito la sicurezza, l’incisività delle risposte e la volontà di raccontarsi senza strafare. La mia prima curiosità è capire perché abbia scelto proprio il nostro Paese per vivere  e lavorare.

Magdalena come sei arrivata in Italia e perché? Inizialmente per vacanza e poi ecco, allora mi sembrava, e sottolineo allora purtroppo, il posto più bello del mondo e anche un luogo sicuro dove vivere, lavorare ed aiutare a mantenere la mia famiglia.

Ho letto di te che hai iniziato con la danza ed il canto. È corretto? Assolutamente no, quelle sono sciocchezze. Il mio primo amore, sin da bambina, è stato il teatro.

E il tuo primo lavoro come attrice di tv e di cinema? Come sei arrivata dal teatro al cinema? Il primo lavoro, una volta arrivata in Italia, è stato un provino per una fiction italiana, ora non ricordo se si trattasse di Ultimo o di Villa Ada, ma da quel momento è stato tutto un susseguirsi di lavori, che mi hanno portato sia al cinema che in tv.

Ami il teatro ma sei attiva anche in tv, c’è un posto dove Magdalena si sente più a proprio agio? Posso dirti che preferirei sempre e comunque il cinema anche perché avendo un figlio, seguire le tournee teatrali diventa difficile. Però ecco non c’è un posto dove mi sento più a mio agio, io sono una persona che fondamentalmente detesta le definizioni, le etichette.

Secondo te, da addetta ai lavori, il teatro ha questa valenza propedeutica per una formazione corretta come attore? Il teatro aiuta sicuramente ad esprimerti, ad impostare la voce, ma se non vali, se non hai talento, puoi anche studiare tanto, ma non avrai alcun risultato. Anche in questo caso fuggirei volentieri da ogni definizione data per scontata.

Ci sono stati professionalmente, dunque nella tua carriera, incontri che ti hanno segnata in positivo? Non posso parlarti di un incontro in particolare e di certo non disprezzo quello che gli altri mi hanno dato ed insegnato. Sicuramente molto, se non quasi tutto, dipende da noi stessi e da come ci rapportiamo agli altri.

In “Un Passo dal Cielo” lavori accanto a Terence Hill, già incontrato sul set di Don Matteo: ci racconti come è dal vivo, è davvero una persona così serena come appare dalla tv? Tutto quello che posso dirti è che credo sia la persona più buona che abbia mai conosciuto e di una gentilezza tale da esser a volte quasi imbarazzante. Si, la tranquillità e la serenità che emana dallo schermo, sono vere, sono quelle che avverti quando gli sei accanto, lui è proprio così e ti dirò che non è male avere contatto con una persona simile, con una simile capacità, specie quando lavori per 12 ore di fila e sei distrutta.

Ma come spieghi il successo delle fiction in Italia? Semplicemente non me lo spiego! Ci sono delle fiction interessanti e meritevoli, come Boris, altre meno. Certo di strada ce n’è ancora tanta da fare se confrontiamo i prodotti italiani con quelli esteri.

I tuoi prossimi progetti? Sto aspettando a Natale l’uscita di Romeo e Giulietta con la Mastronardi e poi sono nel film indipendente Provvisoriamente il Buco, e poi forse girerò un altro film in Polonia.

Ma adesso c’è Praga, giusto? Si sarò lì per girare una fiction italiana.

In “Un passo dal cielo” interpreti una dottoressa dal passato piuttosto misterioso. Cosa ti piace del tuo ruolo, del tuo personaggio e cosa ha in sintonia con te o si discosta da te? Devo essere sincera, non ho mai pensato a cosa possa avere di simile o di diverso, in genere non mi piace istituire parallelismi, magari un giorno accadrà questa identificazione, ma al momento non è ancora avvenuto.

Se non fossi diventata un’attrice, oggi saresti? Una detective o una cuoca, adoro cucinare, e sono anche molto brava. E poi indagare è una mia passione.

A chi vuole dire grazie oggi Magdalena Grochowska? Poiché dipende sempre tutto da noi e dai sacrifici che facciamo ed abbiamo fatto, ringrazio me stessa per essermi sempre mantenuta il più possibile su una linea retta. E non perché gli altri non lo meritino, ma prima dobbiamo fare i conti con noi stessi.

Mi hai detto che hai un figlio: ti piacerebbe se intraprendesse la tua stessa carriera? E quali consigli gli daresti? Credo proprio di si, che mi piacerebbe, ma non sento di dargli nessun consiglio, è la sua vita. So che è portato per questo mestiere, lo vedo da come scherza, da come fa lo spiritoso ma influenzarlo non sarà una delle mie priorità, sarà lui, come è giusto che sia, a scegliere della sua vita.

Che rapporto hai con la tua bellezza? Ti ha agevolata o ti ha creato più spesso problemi? Sei gentile ma io non credo sia poi così appariscente. Ti dirò che mi piaccio ben poche volte all’anno e recentemente di più grazie alla fotografa Mia Mastroianni che ha saputo tirare fuori il meglio di me. In genere sono molto critica con me stessa. Ma la bellezza non è solo stato un biglietto da visita, spesso è anche controproducente, non è divertente e a volte ostacola, oltre che annoiarmi.

Quale ruolo vorrebbe interpretare in futuro Magdalena Grochowska? Mi piacerebbe diventare un’eroina da fumetto, ecco Eva Kant, sarebbe fantastico, oppure una Santa, vorrei interpretare Santa Maria Magdalena, tanto per essere in tema, o Grace Kelly, questi sono i miei sogni.

L’intervista si chiude qui, ma, nonostante la sua umiltà in fatto di bellezza, penso che se non fosse bella come è non potrebbe mai essere perfetta per interpretare Eva Kant o Grace Kelly. (le foto sono di Mia Murgese Mastroianni)

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