ottobre 6, 2014 | by Nicola Mansi
La festa della musica meccanica a Ravello / FOTO VIDEO

Per due giorni (sabato 4 e domenica 5 ottobre), Ravello ha ospitato un vero e proprio minifestival della musica meccanica. La Fondazione Ravello ha voluto intitolare la due giorni: “La musica che gira intorno” (citando una famosa canzone di Ivano Fossati). Per le vie del centro storico è stato possibile ammirare ed ascoltare venti preziosissimi strumenti messi a disposizione dall’Ammi, l’Associazione per la musica meccanica in Italia. Organi da ballo e da barberia, spalloni e portativi, tastiere azionate da automi e da motori ad aria, oggetti da collezione risalenti ad Otto e Novecento, mobili di pregevole fattura e dalle sonorità sorprendenti. Un tuffo nella storia e nella tradizione della grande musica popolare che ha incantato bambini, genitori e turisti. Dai giardini della Principessa di Piemonte a quelli del Comune, da Via Roma a Piazza Duomo fino all’Auditorium Oscar Niemeyer, “strani congegni” hanno fatto risuonare musiche celebri che forse nessuno avrebbe immaginato di risentire in una versione così particolare.

A suggellare la prima giornata di questa “festa” (organizzata in collaborazione con il Comune di Ravello e nell’ambito del Forum Universale delle Culture Napoli e Campania) è stato il concerto di due specialisti del settore come Jeannette e Peter Biermann. Prima del concerto è stato il segretario generale della Fondazione Ravello, Secondo Amalfitano, a dare il benvenuto al presidente dell’AMMI, Franco Severi, guida dell’associazione (senza scopo di lucro), che dal 1998, data della sua formazione, ha lavorato alacremente alla diffusione della musica meccanica. In pochi anni l’AMMI è divenuta il referente delle Istituzioni anche per tutti i più importanti restauri di organetti e strumenti meccanici (ha lavorato sugli strumenti di Garibaldi, della Reggia di Caserta, di Giovanni Pascoli, collabora con la Fondazione Carisbo di Bologna come con altri enti e musei). Invitati proprio da Severi, i coniugi Biermann si sono esibiti all’Auditorium Oscar Niemeyer suonando in sincrono, tecnica padroneggiata da una ristrettissima cerchia di specialisti, una serie di preziosi strumenti meccanici di fabbricazione tedesca: un Trompetenorgel costruzione Bruns (45 note, 4 registri), un Klarinettenorgel costruzione Hofbauer (45 note), un Konzert-Orgel “Harmonipan” costruzione Raffin (31 note, 5 registri), un Konzert-Orgel “Klarinette” costruzione Raffin (20 note, 5 registri), un Bauchorgel costruzione Ermann (20 note). In platea molti bambini e ragazzi, stregati dagli strani strumenti che incredibilmente facevano rivivere pagine di Verdi, Bach e Shubert.

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